Si apre il salotto di “Mamma Màlvica”


di Daniela Domenici

La mia amica Anna Màlvica, nota attrice del Teatro Stabile di Catania, si è trasferita a Roma da poco più di un anno.

Pur continuando a gestire la sua attività teatrale tra Roma e Catania sente il piacere di aprire il suo piccolo salotto romano per incontri con giovani attori, o aspiranti tali, e raccontare, insegnare e diffondere la sua ricca esperienza di attrice.

Chiunque voglia conoscerla e parlare con lei di tutto ciò che è l’arte dello spettacolo può farlo mettendosi in contatto tramite il suo indirizzo di posta elettronica

anna.malvica@gmail.com

o al numero di cellulare

347-6336058

Grazie e a presto.

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A.A.A. annuncio: regalo la mia verginità!


di Loretta Dalola

Ovvero come vendere se stessi dando la propria dignità come omaggio per l’acquisto.

   Donne di tutto il mondo tranquillizzatevi! Dopo anni di storia contro le troppe ingiustizie subite dalle donne,  finalmente, abbiamo raggiunto l’obiettivo tanto agognato ovvero quello della parità tra uomo e donna nel campo dell’imbecillità.

 Vi garantisco che, come donna, mi ritengo  profondamente offesa se, dopo la pagella delle prestazioni sessuali stilata da una donna, ora arriva anche il libro emblema del trionfo della stupidità scritto da un’altra donna,  intitolato:  “C’era una volta un presidente. Ius primae noctis”.

 

 Ancora una volta Pomeriggio 5, accende il dibattito surreale  sul degrado intellettivo femminile.

   Silvia Valerio, l’autrice, confessa di essere vergine e di volersi donare al leader iraniano Ahmadinejad. Questa ragazza di 19 anni, disposta  a provare la sua illibatezza attraverso adeguata visita ginecologica, anche in diretta…ha deciso di regalare la sua verginità ad un uomo  che attualmente per noi occidentali, incarna tutto quello che di negativo e pericoloso possa esserci.

 Dichiara che la sua è un vocazione, in quanto : “io vivo nel rispetto del mio fiore” e lo voglio dare a  quest’uomo, perché l’unico maschio rimasto in circolazione! Se lui fosse disposto per me sarebbe un onore”!

 Non bisogna in effetti essere luminari né filosofi per rimanere allibiti per affermazioni del genere, di fronte alle quali non rimane che gettare sguardi ora confusi, ora sarcastici, in quanto non c’è molto da controbattere, proprio perché il substrato di inciviltà che vi traspare è talmente palese, che si rimane senza parole e diventa assolutamente necessario citare Bertrand Russell : “La causa principale dei problemi è che al mondo d’oggi gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi”.

 A parte il fatto che l’uomo di cui stiamo parlando, non mi sembra un emblema maschile a cui aspirare visto che è il presidente dell’Iran, (noto paese mussulmano che non si dimostra molto aperto nei confronti della donna), che ha più volte annunciato che vorrebbe annientare lo stato di Israele, che ha espresso il desiderio di produrre armi di distruzione e  che  ha represso  col sangue tutte le richieste pacifiche di libertà.

 Giustamente Matteo Salvini,  ha dichiarato “meno male che Hitler è morto sennò la darebbe pure a lui”!

 A nulla sono valse le rimostranze di un pubblico indignato, si è dimostrata sorda anche alle affermazioni riguardanti il fatto che il concetto di verginità è uno stato inventato dagli uomini con il patriarcato che voleva stabilire l’esattezza di appartenenza del figlio in questioni ereditarie.

 Non mi resta altro da fare che  supplicare la categoria maschile che  lasci vergine questa donna per tutta la vita, salvandoci così dalla terribile disgrazia di una sua eventuale procreazione  con conseguenze nefaste di diffusione della specie.

 Ritengo di aver esaurito l’argomento perché non degno di altro.

 A certe affermazioni, si finisce per rimanere in silenzio, con un forte senso di nausea.

 da www.lorettadalola.wordpress.com

Beatitudini dell’oggi


di Matteo Pino

Ringrazio Antonio che ha voluto regalare queste frasi a mio marito stamattina all’alba, niente accade per caso, lui non poteva sapere che uno dei brani che ho inserito nel mio testamento spirituale è proprio quello delle beatitudini del discorso della montagna e che ora cambierò con questo…

 

 …è bellissimo, grazie ad Antonio e all’autore di questa trasposizione

BEATI quelli che sanno ridere di se stessi: non finiranno mai di divertirsi

BEATI quelli che sanno distinguere un ciottolo da una montagna: eviteranno tanti fastidi

BEATI quelli che sanno ascoltare e tacere: impareranno molte cose nuove

BEATI quelli che sono attenti alle richieste degli altri: saranno dispensatori di gioia

BEATI sarete voi se saprete guardare con attenzione le cose piccole e serenamente quelle importanti: andrete lontano nella vita

BEATI voi se saprete apprezzare un sorriso e dimenticare uno sgarbo: il vostro cammino sarà sempre pieno di sole

BEATI voi se saprete interpretare con benevolenza gli atteggiamenti degli altri anche contro le apparenze: sarete giudicati ingenui ma questo è il prezzo dell’amore

BEATI quelli che pensano prima di agire e che pregano prima di pensare: eviteranno certe stupidaggini

BEATI soprattutto voi che sapete riconoscere il Signore in tutti coloro che incontrate: avete trovato la vera luce e la vera pace.

Libertà di vestirsi come pare o vincolata dalla morale?


Con una nuova proposta di legge alcuni politici negli Usa cercano di mettere un freno al fenomeno, che vuole vietare di fatto di indossare in pubblico i pantaloni troppo calati che consentono a boxer o slip di spuntare prepotentemente sopra la cintura. Tra i provvedimenti richiesti dal procuratore quello di proibire l’esposizione indecente in pubblico di biancheria intima, ma anche d’indossare i maglioni con il cappuccio sollevato, che può risultare “minaccioso”

Un giudice in Gran Bretagna ha ritenuto ora che un simile divieto “vìola i diritti umani”

 Pare che negli Usa il dibattito attorno a questo fenomeno, sia ritenuto decisamente importante visto che esistono sentenze e multe a riguardo, e l’ordinanza più eclatante risulta essere sicuramente quella del sindaco di Delcambre, cittadina della Louisiana. Da qualche anno chi indossa pantaloni a vita ultra bassa in pubblico rischia fino a sei mesi di galera e 500 dollari di multa. Altre città americane sperimentano tuttora punizioni, con ammende decisamente più basse, ma con il solo obiettivo di «risollevare» la vita dei jeans. Le autorità difendono i provvedimenti, spiegando che lo fanno in nome dell’educazione e della moralità.

 Giunti a questo punto, da una parte, occorre prendere atto che la moralità, non è innata ma si realizza attraverso un processo formativo mutabile nel tempo e che si avvia nella famiglia, nella società e nella scuola.

 Occorre anche valutare, se si dispone o meno di indicazioni specifiche non tanto sul “valore” come tale quanto sugli immediati e circoscritti “valori” ai quali indirizzare le scelte e l’azione nel concreto delle situazioni formative.

 Nella sfera dei valori ritengo sia necessario focalizzare la nostra attenzione su temi che tengano conto dei fondamentali problemi ai quali l’umanità si trova esposta e la lista non è certamente povera:

 rispetto per le diversità culturali

  • protezione della vita umana
  • difesa della qualità dell’ambiente, della giustizia, della libertà e dell’uguaglianza
  • prevenzione degli effetti a lungo termine del cambiamento climatico
  • trasformazione della competizione in emulazione
  • diritto al lavoro.

Tutto questo richiede che i vari “mondi” dell’esperienza, quello della realtà oggettiva, quello delle emozioni, così come i sistemi ed i canali di comunicazione, siano profondamente rivisti secondo un sistema di valori etici e morali che vedono il loro perno nella dimensione educativa.

 In questa mia scala di priorità appare evidente, in sostanza, che l’abbigliamento come segnale di moralità manchi.

 Il comportamento morale dovrebbe avere  come obiettivo, mezzi e comportamenti necessari per conseguire: solidarietà, aiuto reciproco, sviluppo socioeconomico, sradicamento della povertà e della miseria umana, flessibilità, innovazione, creatività e responsabilità.  La condizione per il conseguimento voluto è di vivere in un clima di onestà, democrazia e partecipazione.

 Perdonatemi se non considero di  estrema rilevanza alzare dei pantaloni o abbassare dei cappucci!

 La notizia  dettagliata è disponibile a : http://www.corriere.it

 da http://lorettadalola.wordpress.com

Cortometraggi, due registi siciliani al Festival di Cannes


“Rita”, scritto e diretto da Fabio Grassadonia e Antonio Piazza sarà presentato il 20 maggio al Festival di Cannes, nella cornice della Semaine de la Critique. Girato la scorsa estate nelle borgate palermitane dell’Arenella e di Vergine Maria, “Rita” è il cortometraggio italiano più premiato dell’anno. Ha già vinto il Premio come Miglior Corto al Bratislava International Film Festival in Slovacchia e al Festival Internazionale di Las Palmas di Gran Canaria in Spagna, ha vinto inoltre il prestigioso Premio Arte in Francia al Festival d’Angers Premiers Plans, il Diploma of Merit al Tampere Film Festival in Finlandia e il Premio alla Regia all’Aspen Shortsfest, il più noto festival di cortometraggi degli Stati Uniti.
La carriera del film non si ferma a Cannes. A giugno “Rita” sarà in concorso al Los Angeles Film Festival, competizione qualificante per gli Oscar nella categoria dei corti, e in numerosi altri festival internazionali.

“Rita” è l’esordio dietro la macchina da presa di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, entrambi palermitani. In precedenza Grassadonia e Piazza hanno lavorato insieme come sceneggiatori, consulenti per lo sviluppo progetti e per le acquisizioni dall’estero per alcune case di produzione italiane, come Fandango e Filmauro di Aurelio De Laurentiis. Nel 2004 hanno scritto il film Ogni volta che te ne vai, una commedia musicale ambientata nelle balere romagnole, prodotto da Fandango.

Il cortometraggio “Rita” ha come personaggio principale una bambina non vedente. Nel mondo claustrofobico di casa sua irrompe un ragazzino in fuga, ferito e terrorizzato. L’incontro fra i due è intenso quanto enigmatico. Grazie al ragazzo, o forse grazie solo alla propria immaginazione e al proprio coraggio, “Rita”scappa da casa e va al mare vivendo un breve e intenso momento di libertà.
“Sin dall’inizio ci siamo prefissati una sfida difficile”, dichiarano Grassadonia e Piazza.  “Volevamo mettere in scena la storia dal punto di vista della bambina, dal punto di vista quindi di un personaggio non vedente, raccontare questo sguardo impossibile.”

Il ruolo di protagonista del film è interpretato da Marta Palermo, una bambina palermitana di 10 anni, non vedente. Marta – la cui prova d’attrice nel film è ammirata adesso in giro per il mondo – è stata la prima candidata al ruolo di Rita e non voleva accettare che i registi volessero incontrare altre bambine prima di prendere la loro decisione. Marta si era così innamorata della sceneggiatura da volere la parte a tutti i costi. Quando Grassadonia e Piazza hanno deciso di darle infine il ruolo della protagonista e l’hanno chiamata al telefono per comunicarle la decisione, le hanno detto “allora… sarai Rita”, e Marta ha risposto subito “non avete ancora capito! Non sarò, io sono già Rita”.
“Rita” è prodotto dalla Cristaldi Pictures di Massimo Cristaldi, co-produttore Fabrizio Mosca con Acaba Produzioni.
Massimo Cristaldi ha cominciato la sua carriera di produttore nel 1974 seguendo le orme del padre, il leggendario produttore italiano Franco Cristaldi. Dopo la morte di suo padre nel 1992, Massimo ha preso il controllo della società, che, oltre a innumerevoli premi italiani ed europei, conta tre Oscar, Divorzio all’Italiana di Germi, Amarcord di Fellini e Nuovo Cinema Paradiso di Tornatore. La produzione più recente di Massimo Cristaldi è L’Amore nascosto con Isabelle Huppert.
Fabrizio Mosca ha legato fortemente la sua carriera di produttore alla Sicilia, producendo, tra gli altri, I Cento Passi di Marco Tullio Giordana e Nuovomondo di Emanuele Crialese.
“Rita è un esordio importante”, dichiara Massimo Cristaldi. “Grassadonia e Piazza hanno un mondo da raccontare e un modo vibrante e originale di farlo”, continua il produttore, “il corto è solo l’inizio della nostra collaborazione e parte di un progetto più grande, progetto che sta per iniziare con il primo lungometraggio diretto da Grassadonia e Piazza”.
Fabrizio Mosca e Massimo Cristaldi saranno infatti anche i produttori italiani del film che Grassadonia e Piazza hanno in preparazione, dal titolo Salvo. “Il successo di Rita ci commuove e ci dà coraggio”, dichiarano i due registi. “Torneremo presto a girare a Palermo, di nuovo all’Arenella”. La sceneggiatura di Salvo è stata selezionata in alcuni laboratori internazionali come il Berlinale Talent Campus, il Binger Filmlab di Amsterdam e il Torino FilmLab. La sceneggiatura ha inoltre vinto la Menzione Speciale del Premio Solinas.

da www.livesicilia.it

Non una festa scontata, ma un giorno dedicato a tutte le mamme, nessuna esclusa


Poche settimane dopo che due fatti drammatici hanno portato agli “onori” della cronaca due mamme di bimbi con disabilità e i loro gesti disperati nei confronti dei figli, assume ancor più significato l’iniziativa voluta per il 9 maggio dall’associazione milanese L’abilità, che ha invitato a una giornata di festa tutte le madri di bambini con disabilità, perché il Giorno della Mamma non sia una festa scontata, ma un pensiero concreto di ascolto e aiuto

«La mamma di un bambino con disabilità non può sentirsi sola – ricorda Laura Borghetto, presidente dell’associazione milanese L’abilità (Strategie familiari nella disabilità della prima infanzia) – e a lei vogliamo dire che conosciamo la sua vita e siamo pronti ad accogliere le sue richieste, ad aiutarla se ci è possibile, a indirizzarla ad altri se necessario. Ma anche a captare i segnali nascosti e ad aiutare chi le sta vicino a coglierli».
E così, soprattutto per fare in modo che il Giorno della Mamma di domenica 9 maggio non sia una festa scontata, ma un pensiero rivolto davvero a tutte le mamme, nessuna esclusa, L’abilità ha deciso di invitare quelle “mamme speciali” a una giornata di festa, presso la sede del proprio Centro Diurno L’officina delle abilità (Via Mac Mahon, 92, Milano), per conoscersi, chiacchierare e anche ascoltare dal vivo le note del gruppo L’altramusica Ensemble.

«Appena due settimane fa – spiega ancora Borghetto – e a distanza di pochissimi giorni, due fatti drammatici hanno portato agli “onori” della cronaca altrettante mamme e i loro gesti disperati nei confronti dei figli. Un giorno speciale, come quello dedicato alla Mamma, può e deve avere un senso, ma solo se si tengono accesi, oltre ai riflettori, l’attenzione, l’ascolto, l’aiuto concreto, la comprensione verso le mamme che vivono momenti difficili, come le mamme dei bambini con disabilità. Mamme che rischiano di farsi sorprendere proprio dalla loro fragilità, impreparate ad affrontarla perché non sanno come e a chi chiedere aiuto».
«Per l’occasione – conclude la presidente dell’Associazione L’abilità – abbiamo voluto prendere in prestito la definizione anglosassone della Festa della Mamma, Mother’s Day, il Giorno della Mamma, e lo dedichiamo a lei come si fa con un patrimonio dell’umanità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: L’abilità ONLUS (Strategie familiari nella disabilità della prima infanzia), Tel. 02 66805457, comunicazione@labilita.org

“L’illusione di te”


di Tiziana Mignosa

 
E’ soffio e tuffo al cuore
ogni volta che un riflesso di te
freccia che perfora il muro dell’oblio
punta e fa centro dentro me.
 
Spine e nostalgia a treccia
carezza con la mano a spada
sui frammenti malamente uniti
di quel letto senza più il suo fiume.
 
Come specchio sul passato
mi ritrovo scalatrice insaponata
che la gazza fa a ladra
e si spalma sul luccichio che vede.
 
Ammaliatrice è l’esca
per l’occhio e la sua brama
che si lascia conquistare
come se quel pensiero fosse reale.
 
Ma il contenitore che soddisfa
riflette a beffa la mia pena
miele che si smarrisce
sul contenuto forestiero.
 
Voglia che ritorna
come se mai fosse sparita
sussurra a fil di voce
che ho ancora mal di te.