Carceri: Prosegue sciopero della fame Radicale. Non c’è tempo da perdere e attenzione ai colpi bassi della magistratura organizzata


 Prosegue lo sciopero della fame, giunto oggi al 19° giorno, di Rita Bernardini, Valter Vecellio, Donatella Corleo, Lucio Bertè, Donatella Trevisan, Michele Capano, Claudio Scaldaferri, Yasmine Ravaglia per scandire i tempi di un provvedimento – che tarda a venire – riguardante la possibilità di accedere alla detenzione domiciliare per coloro che debbano scontare in carcere meno di 12 mesi.

 
·         Dichiarazione di Rita Bernardini, radicale eletta nelle liste del PD, membro della Commissione Giustizia della Camera dei deputati:
 
Ieri, nel corso della visita che ho fatto insieme a Marco Pannella ed altri radicali al Carcere di Bolzano, l’efficientissima direttrice del carcere Dott.ssa Annarita Nuzzaci, ci ha quasi implorati: “fate qualcosa per ridurre il numero dei detenuti.. così non si può andare avanti!”. Eppure, nonostante le difficoltà, il carcere di Bolzano è uno dei migliori che abbiamo visitato negli ultimi mesi! Pur essendo sovraffollato come gli altri, pur avendo un forte deficit nell’organico di agenti, educatori e psicologi, pur avendo scarsissimi mezzi economici, lì abbiamo respirato un’aria di solidarietà umana impossibile da riscontare in altri istituti. Piccole, ma fondamentali le “riforme” adottate dalla Direttrice che tiene aperte le celle sovraffollate in modo che i detenuti possano circolare liberamente nel lungo corridoio della sezione detentiva e che, non avendo mezzi a sufficienza per ripitturare le pareti scrostate del vecchio carcere, ha lasciato ai detenuti la possibilità di dipingere le pareti con loro murales: risultato, ambienti meno lugubri e avvilenti; inoltre le ore d’aria sono molte di più che in altri istituti, 6 ore da ottobre a maggio e 7 da giugno a settembre. E’ indubbio che con le sue capacità di gestione la direttrice, con un po’ più di risorse umane e materiali, potrebbe realizzare i progetti che ha in testa per fare in modo che i detenuti possano facilmente reinserirsi senza più delinquere nella società.
 
Oggi però – dovendo fare il punto della nostra iniziativa nonviolenta – non possiamo che ribadire la necessità di proseguirla. Non c’è traccia, infatti, né di un iter veloce in parlamento del DDL Alfano sulla misura della detenzione domiciliare per chi debba scontare meno di un anno e sulla messa alla prova per gli imputati di reati che non prevedano una pena superiore a tre anni, né dell’annunciato – da Berlusconi – decreto legge sulla prima parte del DDL Alfano.
 
Eppure Berlusconi, nel dare quell’annuncio, aveva dimostrato di aver compreso quale fosse la drammaticità della situazione penitenziaria: dare a tutti coloro ai quali viene limitata la libertà condizioni di vita civili, dignità e nessun pericolo per ciò che riguarda la propria salute, diritti minimi che non è possibile garantire con l’attuale esplosivo sovraffollamento definito dal premier con la locuzione “eccedenza di persone”.
 
Non c’è tempo da perdere, lo diciamo con la forza interiore che ci dà il nostro sciopero della fame e, soprattutto, diciamo a Berlusconi ed Alfano che occorre sventare i colpi bassi della magistratura organizzata che con le consuete rivendicazioni corporative vuole ridurre a poco più di un migliaio di casi l’accesso alla nuova misura alternativa proposta.
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