I detenuti del carcere di Spoleto recitano Shakespeare


Grande successo ieri per lo spettacolo della compagnia teatrale carceraria Araba Fenice.
Davanti ad un folto pubblico formato dai dirigenti del carcere, da parenti, insegnanti e formatori professionali, i detenuti hanno recitato, da veri professionisti, testi liberamente tratti da opere di W. Shakespeare, ed altri da essi stessi elaborati insieme alla regista Patrizia Spagnoli. Lo spettacolo narra di un gruppo di attori che si prepara ad affrontare un provino per poter “calpestare” i palcoscenici dei più grandi teatri del mondo e dopo ore ed ore di prove e di vita in comune, dovranno accettare l’esito delle selezioni che per alcuni sarà positivo e per altri negativo e, come in tutte le sfide della vita, ci saranno vincitori e vinti. La consapevole ed amara conclusione è sulle possibilità, le opportunità e le condizioni che, favorevoli o avverse che siano, determinano i diversi percorsi della vita ma che la condanna a vita non offre più ai reclusi alcuna possibilità di partecipare ad altre sfide. La rappresentazione si è conclusa tra lunghi applausi in un’atmosfera che, per tutta la durata, ha fatto completamente dimenticare l’esistenza di quei pesanti cancelli entro i quali i detenuti poi sono tornati alla loro quotidianità.
Il Direttore, dott. Ernesto Padovani, ha ringraziato calorosamente tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita dell’evento sottolineando le difficoltà in cui si è dovuto lavorare in questo periodo particolarmente critico a causa del sovrappopolamento che affligge la conduzione della Casa di Reclusione.

 Tratto dal sito http://www.spoletonline.com/

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Al torneo di tennis WTA di Barcellona tripletta rosa italiana: vincono Errani, Vinci e Garbin


di Daniela Domenici

Si sono appena conclusi gli incontri che vedevano in campo tre delle nostre atlete al torneo WTA di Barcellona appena iniziato ed è stata “tripletta rosa”: tutte e tre le azzurre, Sara Errani, Roberta Vinci e Tathiana Garbin hanno battuto le rispettive avversarie.

Tathiana Garbin, 56esima nel ranking mondiale, ha affrontato e sconfitto la ceca Lucie Hradecka. 73esima, in due set col punteggio finale di 6-4, 7-5 al tie break nel tempo complessivo di 1h 49’ 06”; numeroso il numero dei double faults di entrambe le tenniste, 10 per la la Garbin contro i 13 della Hradecka e un numero equivalente di palle break ottenute.

Sara Errani, 39esima del ranking, ha battuto l’argentina Gisela Dulko, 37esima, in tre set terminati 2-6, 6-1, 7-6 nel tempo totale di gioco di 2h 28’ 37”; nessun double faults ne aces per Sara Errani mentre la Dulko ne ha fatti ben 8.

Il risultato forse meno atteso, data la diversa posizione nel ranking a sfavore dell’azzurra è stato quello di Roberta Vinci, 54esima dl ranking, che ha affrontato e sconfitto la francese Aravane Rezai, 20esima, in due soli set nel tempo complessivo di 1h 11’ 35” e il risultato finale di 6-3, 6-4; numerosi double faults per la francese, 7, e 1 aolo per la Vinci e nessun aces.

“Palla avvelenata” a Nicolosi per la SLA


Sabato 17 Aprile 2010 al Centro Congressi di Nicolosi la Magazzini
Teatrali metterà in scena “ Palla Avvelenata ”, spettacolo teatrale che racconta
il marcio che circola nel mondo dorato del calcio. L’incasso della serata
verrà totalmente devoluto alla Fondazione Stefano Borgonovo che si occupa di
raccogliere fondi da destinare alla ricerca sulla SLA. Magazzini Teatrali cerca di raccontare una vicenda scottante, che ha come protagonista un ex-calciatore ma soprattutto un uomo forte e
contraddittorio. Splendori (pochi) e miserie (molte) del calcio che perseguita la nostra
vita quotidiana. Il Calcio,insieme al ciclismo, con cui condivide il primato
del gusto epico-popolare, è lo sport che più ha offerto spunti a tanta
recente drammaturgia. Questa volta però non è pretesto o metafora per
tratteggiare ampi spaccati storico-sociali, ma per raccontare, attraverso la storia di un
ex “centravanti maledetto” degli anni ’60 e ’70, il lato oscuro del calcio italiano. Quello del doping, delle partite truccate e dei soldi in nero. Attraverso una irreale intervista rivedremo i momenti salienti della sua carriera che,guarda caso,coincidono con i maggiori scandali del calcio italiano. In poco più di un’ora lo vediamo ringiovanire, invecchiare, entusiasmarsi, incanaglirsi, perdersi grazie alla duttilità travolgente di Gianluca Barbagallo, capace di popolare la scena di personaggi noti e meno noti di quel mondo e di quell’epoca,ma anche dei giorni nostri. Alle sue spalle una panchina coperta di tante maglie colorate quanti erano stati i
prestigiosi club in cui il “Centravanti maledetto” aveva militato (Milan, Roma, Bologna,
Genoa, Verona,Catanzaro) e nell’aria le musiche di Guccini,Paolo Conte e
Modena City Ramblers. La bella giornalista,interpretata da Desirèe Ragusa, ripercorrerà con
le sue domande, la vita intera di questo calciatore pentito, dalle oneste
ambizioni giovanili, all’uso di sostanze illecite, dagli intoccabili colleghi blasonati
agli eccessi fuori dal campo. Pagherà tutto e per tutti, subirà
processi e squalifiche e, a quel punto, non avrà più paura di dire quel che nel
calcio si fa ma non si deve far sapere, Una storia sincera, coraggiosa, senza
enfasi né eroi. Uno spettacolo di denuncia, senza moralismi, senza mezze
allusioni, sul mondo del pallone. Perché è la storia di un precursore del calcio
dorato di oggi. Dedicata a tutti quelli che, come noi, amano il meraviglioso
mondo  dello sport, e del calcio in particolare. Quello vero. Una rappresentazione teatrale che, di sicuro, farà discutere. Tutte le verità sul calcio che nessuno vi ha mai detto. Dedicato soprattutto ai ragazzi. Quelli che cominciano.

Carcere: avanti il prossimo…e siamo a 18


Nota di IxR: Il blog Metilparaben, in segno di protesta per le condizioni dei detenuti, pubblica, aggiornandola di volta in volta, la lista dei suicidi in carcere dal primo dell’anno. IxR si associa alla protesta.

La lista, nell’indifferenza generale, continua ad allungarsi. I detenuti italiani, sotto la responsabilità di uno stato ipocrita e irresponsabile che di fatto ha ripristinato la pena di morte, sono costretti a vivere in condizioni che definire indecenti sarebbe un eufemismo.
Senza troppi giri di parole, questo è  un paese incivile.
Pierpaolo Ciullo, 39 anni – 2 gennaio – carcere di Altamura, asfissia con gas;

  1. Celeste Frau, 62 anni – 4 gennaio – carcere Buoncammino di Cagliari, impiccagione;
  2. Antonio Tammaro, 28 anni – 7 gennaio – carcere di Sulmona, impiccagione;
  3. Giacomo Attolini, 49 anni – 8 gennaio – carcere di Verona, impiccagione;
  4. Abellativ Sirage Eddine, 27 anni – 14 gennaio – carcere di Massa, impiccagione;
  5. Mohamed El Aboubj, 25 anni – 16 gennaio – carcere S. Vittore di Milano, asfissia con gas;
  6. Ivano Volpi, 29 anni – 20 gennaio – carcere di Spoleto, impiccagione;
  7. Cittadino tunisino, 27 anni – 22 febbraio – carcere di Brescia, impiccagione;
  8. Vincenzo Balsamo, 40 anni – 23 febbraio – carcere di Fermo, impiccagione;
  9. Walid Aloui, 27 anni – 23 febbraio – carcere di Padova, impiccagione;
  10. Rocco Nania, 42 anni – 24 febbraio – carcere di Vibo Valentia, impiccagione;
  11. Roberto Giuliani, 47 anni – 25 febbraio – carcere di Rebibbia (Roma), impiccagione;
  12. Giuseppe Sorrentino, 35 anni – 7 marzo – carcere di Padova, impiccagione;
  13. Angelo Russo, 31 anni – 10 marzo – carcere di Poggioreale a Napoli, impiccagione;
  14. Detenuto italiano, 47 anni – 27 marzo – carcere di Reggio Emilia, asfissia on gas;
  15. Romano Iaria, 54 anni – 3 aprile – carcere di Sulmona, impiccagione;
  16. Carmine B., 39 anni – 7 aprile – casa circondariale di Benevento, impiccagione;
  17. Detenuto italiano, 40anni – 11 aprile – casa circondariale si Santa Maria Capua Vetere, asfissia con gas.

    da www.metilparaben.it

Falcone e Borsellino, due eroi da favola


di Titti Santamato

– Due bambini che nella Palermo degli anni Cinquanta lottano contro un mago malvagio che trasforma gli uomini in pezzi di legno per poterli manovrare come un ‘puparo’: e’ questa la metafora usata in ‘Giovanni e Paolo e il mistero dei pupi’, un film di animazione dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i due giudici siciliani impegnati nella lotta alla mafia e barbaramente uccisi in due attentati nel 1992. Una storia di fantasia che ha l’obiettivo di insegnare e ricordare ai bambini i valori di dignita’ e coraggio che i due magistrati hanno testimoniato nella loro vita. Il cartone animato di 26 minuti, che andra’ in onda su Raitre prima dell’estate, e’ stato presentato questa mattina al Miptv di Cannes, la principale fiera mondiale dei prodotti audiovideo. E’ coprodotto da Rai Fiction e Larcadarte (con lo studio di animazione Musicartoon di Roma) in collaborazione con la Regione Siciliana, ed e’ distribuito nel mondo da Rai Trade. ”L’idea ci e’ venuta dopo aver letto di una inchiesta condotta tra i bambini delle scuole che non sapevano chi erano Falcone e Borsellino”, dice Alessandra Viola che ha firmato la sceneggiatura insieme a Rosalba Vitellaro (che ha anche diretto il cartone animato) e Valentina Mazzola, mentre la direzione artistica e’ di Enrico Paolantonio. ”Abbiamo cercato una metafora che facesse capire come lottando contro la mafia si vince sempre. Andando invece dallo stregone, metafora di Cosa Nostra, si diventa progressivamente di legno e si perde la liberta’. Le famiglie Falcone e Borsellino sono state coinvolte nella fase di realizzazione del progetto”. Tra i doppiatori del cartone animato ci sono Leo Gullotta e Donatella Finocchiaromentre Giovanni e Paolo sono doppiati rispettivamente da Barbara Pittotti e Mattia Nissolino. ”Il mago che trasforma Palermo fa capire che cedere al male non e’ un fattore di potenza, ma una perdita di autonomia. Speriamo che lo special tv venga usato assiduamente nelle scuole siciliane e in tutta Italia”, ha sottolineato Luca Milano di Rai Fiction, mentre Mussi Bollini, capostruttura dei programmi per bambini e ragazzi di Raitre, ha spiegato che Giovanni e Paolo andra’ in onda sulla rete prima dell’estate, ”in coincidenza con l’anniversario degli attentati in cui morirono Falcone e Borsellino”. ”Sono storie forti che vanno portate in tutte le tv del mondo – ha detto Carlo Nardello, amministratore delegato di Rai Trade -: il messaggio di questo cartoon e’ che la volonta’ di ciascuno di noi puo’ battere un male endemico come la mafia”. ”La Sicilia emerge sempre sotto alcuni profili come la mafia e gli sprechi – ha osservato l’assessore all’istruzione e alla formazione della Regione Mario Centorrino, presente alla conferenza stampa -. Non nego che esistano fenomeni che vanno messi in evidenza, ma vanno bilanciati con fatti positivi come i giovani, la creativita’ e il coraggio di reagire. L’impegno della Regione e’ decisamente antimafia, nonostante alcuni fatti di cui si parla. E’ importante con l’educazione antimafia convincere i giovani ad un impegno concreto. Speriamo che la frase ‘scommettiamo che vince Sciascia’ possa finalmente essere smentita”. Tra le attivita’ parallele collegate al cartoon e che avranno luogo in Sicilia nel corso del 2010, ci sono anche un concorso a fumetti dedicato alle scuole medie (gia’ bandito nel mese di febbraio) e la realizzazione di un kit sulla legalita’ che verra’ distribuito in 1.500 scuole, per giocare in classe approfondendo temi di attualita’ e di educazione civica

fonte ANSA

Cervello: i ricordi a volte si cancellano, le emozioni mai


A volte una persona anziana non e’ piu’ in grado di ricordare un fatto sepolto nel suo lontano passato, eppure puo’ ancora provare il ‘brivido’ dell’emozione che quel fatto, per esempio la nascita di un figlio, ha prodotto. Anche un individuo malato, la cui memoria e’ KO per esempio per via del morbo di Alzheimer, non ricordera’ neanche cosa ha fatto 10 minuti prima ma, se quell’azione gli ha prodotto un sentimento, state pur certi che la sua memoria inceppata lo ricordera’. Le emozioni, infatti, secondo una ricerca pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences, lasciano segni indelebili nel cervello: anche quando i ricordi scompaiono le emozioni loro legate rimangono. La scoperta e’ di Justin Feinstein e DanTranel dell’universita’ dell’Iowa. Gli esperti hanno osservato pazienti con gravi forme di amnesia e visto che, anche se incapaci di ricordare sia pure un minimo la trama di un film appena visto, ricordano e continuano a provare a lungo le emozioni suscitate dalla visione del film. Questi risultati hanno implicazioni importanti su due fronti: oggi sono in corso molte ricerche volte a trovare un metodo per cancellare il ricordo di un evento traumatico ma, stando a questo studio, anche se cancelli il fatto doloroso non e’ detto che cio’ basti a cancellare il dolore procurato da quell’episodio; inoltre i malati di Alzheimer, pur ricordando poco o nulla delle loro giornate, hanno ‘ricordi emotivi’ che non vanno dimenticati per offrire loro un’assistenza di qualita’. Gli esperti hanno osservato la ”memoria emotiva” di un gruppo di pazienti colpiti da grave amnesia a causa di lesioni a livello dell’ippocampo che e’ la sede della nostra memoria ed e’ cruciale per il trasferimento delle nuove informazioni nel ‘cassetto’ della memoria permanente. Questi pazienti hanno difficolta’ a ricordare qualsiasi informazione in modo duraturo. I neuropsicologi hanno lasciato vedere per alcuni giorni dei film, commedie o film drammatici per suscitare felicita’ o tristezza in questi pazienti. Pur non avendo problemi a ridere o piangere di un film, i pazienti gia’ a 10 minuti dalla visione non ricordano minimamente cosa hanno visto. Eppure, e’ emerso sottoponendoli a questionari ad hoc per valutare il loro stato emotivo, i pazienti trattengono a lungo le emozioni suscitate dalla visione dei film, soprattutto la tristezza. ”I pazienti continuano a provare le emozioni scatenate dal film, la tristezza piu’ a lungo della felicita’, entrambi i sentimenti durano molto piu’ a lungo di quanto persista in loro il ricordo del film”, ha spiegato Feinstein. Cio’ potrebbe significare che non basta cancellare il ricordo di un evento traumatico per cancellare il dolore legato a quell’evento. Inoltre, ha concluso Feinstein, e’ necessario tener conto di questi risultati per assistere con umanita’ un malato di Alzheimer: questo non si ricordera’ di certo una telefonata affettuosa di un parente ma manterra’ il bel ricordo dell’emozione suscitata da quella chiamata. Viceversa se lo si trattera’ con non curanza e poco rispetto, il malato se ne ricordera’ anche se la sua memoria non funziona.

fonte  ANSA