Per Carmelo: i miei non auguri di Pasqua ad un amico ergastolano


Vorrei poterti dire “Ti capisco” ma sarei ipocrita perché anche se mi sforzo non potrò mai capire appieno la tua sofferenza.
Non posso capirla perché non sono in carcere da 20 anni come te,
non posso capirla perché non ho mai avuto le manette ai polsi come te,
non posso capirla perché non ho mai preso le botte che hai preso tu,
non posso capirla perché non ho preso i calci e i pugni che hai preso tu,
non posso capirla perché non ho mai preso gli insulti e gli sputi che hai preso tu,
non posso capirla perché non sono mai stata all’Asinara come te,
non posso capirla perché non sono mai stata tra gli escrementi di topi come te,
non posso capirla perché non sono mai stata nella cella liscia come te,
non posso capirla perché non sono stata in 41 bis come te,
non posso capirla perché non ho mai parlato ai miei cari da dietro ad un vetro come te,
non posso capirla perché non ho mai patito la fame e il freddo come te,
non posso capirla perché non ho mai dovuto fare lo sciopero della fame per ottenere una cosa che mi spettava di diritto come hai dovuto far tu,
non posso capirla perché non sono mai stata in isolamento come te,
non posso capirla perché la sera nessuno mi chiude in faccia un blindato come invece fanno con te,
non posso capirla perché mai un magistrato mi ha rifiutato un permesso dopo 20 anni come invece è accaduto a te,
non posso capirla perché non ho vissuto rinchiusa in una cella stretta come invece vivi tu da 20 anni
non posso capirla perché io non sono crocefissa alla croce dell’ostatività da 20 anni come te.

Per questo, in occasione di questa Pasqua non ti faccio nessun augurio Carmelo, amico della mia anima e del mio cuore
In occasione di questa Pasqua voglio fare un augurio a me stessa.
Che questa Pasqua sconfigga il mio egoismo e mi apra il cuore a te e alla tua sofferenza
Che questa Pasqua distrugga la mia pigrizia e mi dia la forza di lottare ancora di più per te e con te.
Che questa Pasqua mi apra gli occhi e mi faccia comprendere nell’intimo la tua tristezza, i soprusi che patisci ogni giorno, la tua croce, il tuo giogo, il tuo lungo calvario, le tue stimmate, le tue catene.

Ti voglio bene mille,
Mita

(Pasqua 2010)

 “E’ il tempo della croce. Del silenzio. Di poche parole. Di speranza”

Autismo: perchè anche l’Italia affronti il problema in modo adeguato


Il 2 aprile sarà la Giornata Mondiale dell’Autismo, promossa dalle Nazioni Unite, importante momento di sensibilizzazione e occasione per informare al meglio sulle varie questioni legate a tali problemi. Oltre a informare in questi giorni su una serie di eventi specifici previsti in alcune città del nostro Paese, riceviamo e ben volentieri pubblichiamo anche la seguente riflessione di F.A.N.T.A.Si.A, la Federazione delle Associazioni Nazionali a Tutela delle Persone con Autismo e Sindrome di Asperger

L’autismo è un complesso disturbo dello sviluppo della funzione cerebrale causato da alterazioni neurobiologiche. Provoca severe compromissioni nelle aree della comunicazione verbale e non verbale e dell’interazione sociale. Secondo prudenti stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), esso colpisce 1 persona su 150, con forme e gravità diverse. Grazie alle migliorate capacità di diagnosi, i casi rilevati sono in crescita in tutto il mondo, constatazione, questa, che richiede un rapido e profondo processo di riorganizzazione dei servizi pubblici.
Non a caso alcuni Paesi si sono dotati di strumenti legislativi e programmatici ad hoc. Il 12 novembre dello scorso anno, ad esempio, in Inghilterra è stato approvato l’Autism Act, che sancisce l’obbligo legale di fornire i servizi e il sostegno adeguati alle persone adulte con autismo. Il 17 febbraio scorso, poi, in Ungheria il Governo del Paese ha adottato un Piano Strategico Nazionale per l’Autismo [sull’Autism Act segnaliamo, nel nostro sito, il testo disponibile cliccando qui. Del provvedimento ungherese, invece, ci occuperemo quanto prima con uno specifico approfondimento, N.d.R.]. Anche il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, tra i primi atti di insediamento, ha promosso una strategia concreta per affrontare il problema dell’autismo.

In Italia le persone colpite sono ben 360.000 (molte di più della celiachia, della sindrome di Down, della cecità e della sordità). Eppure non esistono servizi diffusi su tutto il territorio che tengano conto di questa realtà. Questo problema è comune a tutte le Regioni, con l’eccezione di qualche area fortunata, e spinge le famiglie a inseguire ipotesi di trattamento inutili, dannose e spesso molto costose. Inoltre, alcune indagini hanno messo in luce il crollo numerico delle diagnosi dopo i 18 anni, mentre l’autismo è una condizione che dura tutta la vita. La situazione delle persone adulte con autismo è quindi caratterizzata dalla mancanza drammatica di riferimenti sanitari, di servizi, di progetti di vita. Il rischio è la perdita di autonomie e abilità faticosamente raggiunte, associato all’abuso di farmaci.
Nel 2008, il Tavolo Nazionale per l’Autismo promosso dal Ministero della Salute in collaborazione con le associazioni dei familiari, ha redatto una Relazione Finale che definisce le Linee Guida per l’organizzazione dei servizi e i Protocolli più idonei per la diagnosi e il trattamento dell’autismo. Tale documento è una pietra miliare nella storia italiana di approccio all’autismo e dev’essere recepita al più presto dalla Conferenza Stato-Regioni per la sua coerente applicazione in ambito regionale.

L’associazionismo svolge in Italia da più di vent’anni azione indispensabile di stimolo nei confronti della comunità scientifica nazionale, delle pubbliche istituzioni, della scuola e della società, in generale al fine di promuovere orientamenti diagnostici, abilitativi ed educativi adeguati e in conformità con le conoscenze scientifiche internazionali. Sostiene il mutuo aiuto e costituisce un importante punto di riferimento e di sostegno per le famiglie e per le persone con autismo.
F.A.N.T.A.Si.A. (Federazione delle Associazioni Nazionali a Tutela delle Persone con Autismo e Sindrome di Asperger) raccoglie in unico coordinamento le tre principali organizzazioni no profit italiane impegnate nella difesa dei diritti delle persone con Autismo. Si tratta dell’ANGSA (Associazione Genitori Soggetti Autistici), di Autismo Italia e di Gruppo Asperger ONLUS, insieme per tutelare le persone colpite e dare voce alle loro famiglie, per costituire un punto di riferimento alle associazioni locali, per promuovere le linee guida dei corretti trattamenti riabilitativi, ispirandosi alla Carta dei Diritti delle Persone Autistiche, adottata dal Parlamento Europeo.

*Federazione delle Associazioni Nazionali a Tutela delle Persone con Autismo e Sindrome di Asperger. Il presente testo è a firma del presidente di F.A.N.T.A.Si.A. Giovanni Marino e delle vicepresidenti Donata Vivanti e Laura Imbimbo.

Per ulteriori informazioni: F.A.N.T.A.Si.A., tel. 06 43587666, info@fantasiautismo.org.

Mozart: Sinfonia K 551 JUPITER


Dato che il mio segno è dominato da Giove…vi  propongo il 4° movimento di questa celebre e bellissima sinfonia di Mozart con l’orchestra diretta da Karl Bohm

Since my zodiac sign is dominated by Jupiter…I propose you the 4th movement of  this famous and wonderful symphony by Mozart with the orchestra directed by Karl Bohm

http://www.youtube.com/watch?v=yRUlzJn8UeU

“Oh happy day”


Da SISTER ACT 2 questo celebre gospel che commuove la nostra anima ogni volta che l’ascoltiamo…:-)

From SISTER ACT 2 this famous gospel which moves our soul whenever we listen to iy…:-)

http://www.youtube.com/watch?v=SLY7yI1xV-M

Studio: è il capitale erotico di uomini e donne che aiuta ad avere potere, fama e ricchezza


Angelina Jolie Come è riuscito Ronald Reagan a diventare presidente degli StatiUniti? E Arnold Schwarzenegger governatore della California? E come ha potuto Angelina Jolie diventare un’autorità morale? E, nel nostro piccolo, come ha fatto Mara Carfagna a diventare ministro delle Pari Opportunità?

 Questa settimana Catherine Hakim, docente di sociologia alla London School of Economics, ha pubblicato uno studio intitolato Erotic Capital (Il capitale erotico) nel quale sostiene che il sex appeal genera potere e si rivela sempre più indispensabile nelle società avanzate.
Il capitale erotico aiuta a spiegare perché – secondo Catherine Hakim – «le mogli scelte per corrispondenza» che arrivano negli Usa senza soldi e credenziali guadagnino in poco tempo una posizione di parità nel matrimonio. È opinione di Hakim che ciò derivi dal fatto che le donne hanno un capitale erotico superiore a quello maschile, in parte perché si danno molto più da fare per acquisirlo, e in parte perché gli uomini desiderano il sesso più fortemente.

 Qualsiasi sfoggio di capitale erotico nella sfera pubblica sposta il potere verso le donne. Si è pertanto affermato un pregiudizio “patriarcale”, che lo sminuisce. «Le donne che sfoggiano la loro bellezza o la loro sensualità», scrive Catherine Hakim, «sono sottovalutate e considerate prive di intelligenza». Gli uomini dichiarano di disprezzare le donne che convertono il loro capitale erotico in altra forma di capitale, specialmente le prostitute e le donne che sposano un ricco.

 È innegabile che pensiamo al sesso in termini morali, ma è sbagliato fare del patriarcato il capro espiatorio. Le donne disprezzano le prostitute e le mogli-trofeo tanto quanto gli uomini. Se l’erotismo è una sorta di capitale, allora offre opportunità di mercato. Entrambi i sessi hanno un preciso interesse nel mantenere attivo il mercato del sesso, e le regolamentazioni del settore possono aiutare sia coloro che quel capitale ce l’hanno (le donne) sia coloro che non ce l’hanno.

 Catherine Hakim ha solidi motivi per affermare che se da un lato il femminismo ha la pretesa di insidiare l’opinione moralistica del sesso, dall’altra finisce col rafforzarla.

 Catherine Hakim non è interessata a misurare solo il valore della bellezza: la sua definizione di potere erotico abbraccia anche la sensualità, la performance sessuale, la fertilità e le tipologie di rapporti sessuali. La sua affermazione secondo cui gli uomini hanno un numero di partner sessuali doppio rispetto alle donne non può essere attendibile se parliamo soltanto di uomini eterosessuali medi.

 L’evidente moltiplicarsi di questioni politiche attinenti ai gay negli ultimi anni è proprio il genere di mistero che l’approccio di Catherine Hakim è verosimilmente destinato a spiegare. Se partiamo dal presupposto che non si tratta soltanto di una mania passeggera e se respingiamo l’idea che abbiamo principi morali che sfuggivano ai nostri antenati, allora tutto ciò riflette un aumento nell’incidenza dell’omosessualità congenita stessa, oppure un aumento dell’importanza che la gente attribuisce all’espressione della propria sessualità.

 Ed è proprio questa seconda ipotesi che secondo Catherine Hakim sta occorrendo: il valore del capitale erotico è aumentato rispetto ad altri tipi di capitale.

 La contraccezione, inoltre, ha quanto mai espanso il mercato erotico, permettendo a più persone di fare sesso e con maggiore frequenza. La tecnologia, oltretutto, ha messo a disposizione quelli che Catherine Hakin chiama «i supporti tecnici per accrescere il capitale erotico». Ha migliorato il prodotto sessuale. Gli steroidi, la liposuzione e i seni al silicone sono investimenti erotici.

 Per molte persone la cosiddetta “mania del fitness” non è che un metodo razionale per proteggere i propri asset erotici. Il capitale erotico attira nuovi investitori, specie tra la popolazione più anziana e gli uomini. Questo cambiamento può essere considerato un vantaggio per la libertà, oppure una perdita di libertà. Quando gli uomini comperano il Viagra, che cosa comperano? Un semplice prodotto edonistico che, come la birra, assicura loro di poter passare piacevolmente del tempo?

 Oppure un prodotto di auto-difesa, come i corsi di inglese? La “liberazione” sessuale può non liberare le persone, ma soltanto allargare l’accesso alle strutture sociali nelle quali affogare o stare a galla. Se esiste il capitale erotico, allora esiste un capitalismo erotico.

 I “supporti tecnici” migliori per il capitale erotico sono i viaggi alla portata di chiunque e la globalizzazione dei media. C’è da chiedersi se l’epoca dell’informazione non stia creando effetti “superstar” nei mercati erotici, privando di utili quanti competono meno produttivamente di altri, e ridistribuendoli a pochi fortunati.

 Oggi in una piccola cittadina di provincia nel Midwest degli Stati Uniti si può vedere Placido Domingo; ma è anche possibile che la piccola cittadina perda il suo piccolo teatro. Nello stesso modo il grande buffet erotico su Internet può dissuadere alcuni dall’unirsi in matrimonio con partner che un tempo li hanno resi felici – a partire dal presupposto che non sono Keira Knightley né Brad Pitt.

 Il concetto di capitale erotico di Catherin Hakin è appena accennato, ma di sicuro ci offre uno spunto di riflessione in un’epoca che, per dirla con le parole di Philip Larkin, «è scoppiata nella desolata soffitta dell’adempimento».

 da www.blitzquotidiano.it

Emma Bonino non ce l’ha fatta


Ce l’ha messa tutta la piccola grande Emma ma non ce l’ha fatta…

nella città che ospita il Vaticano che è sceso in campo con tutto il suo strapotere e capillarmente ha “invitato” a non votare Emma sarebbe stata un’impresa quasi da Davide contro Golia…

formidabile Emma che ha rischiato anche la vita con il suo sciopero della fame e della sete per denunciare l’illegalità…è dovuto intervenire anche il presidente Napolitano con un decreto beffa, il salvaliste, pur di far tornare in campo a tutti i costi la candidata del centrodestra.

Grazie EMMMA, moralmente comunque hai vinto tu.

http://www.radioradicale.it/scheda/300478/regionali-2010-lesito-delle-elezioni-nel-lazio

“Cristo non è morto in croce”


di Francesco Sabatino

Cristo non è morto in croce. Cristo muore in croce!

Cristo muore in croce, quando uomini, donne, vecchi e bambini, civili inermi, vengono colpiti dai missili (“intelligenti!” si intende!) di una stupida guerra senza senso.

Cristo muore in croce, quando un bambino viene violentato da un figlio di puttana, che la società, in maniera raffinata, chiama pedofilo, compromettendo per sempre la sua innocenza.

Cristo muore in croce, quando milioni di bambini, giorno dopo giorno, muoiono di fame, mentre i ricchi, un’esigua parte della società mondiale, diventano sempre più ricchi.

Cristo muore in croce, quando l’amore di un uomo viene ricambiato con ceca indifferenza.

Cristo muore in croce, quando un uomo, nel buio della propria anima e del proprio cuore, si fa un buco di dolore.

Cristo muore in croce, quando chi combatte quotidianamente, perché la giustizia trionfi, viene ucciso da chi, governato da sporchi interessi e mosso dalla cupidigia, segue la legge del male, violando il diritto e soggiogando i più deboli, umili ed onesti.

Cristo muore e morirà sempre in croce, fino a quando l’umanità non alzerà la voce, per gridare “no!” alla guerra, al terrorismo, all’ingiustizia e all’odio. Ma soprattutto, alla stupidità, all’irrazionalità umana che li provoca.

“Quel giorno tornai a casa prima del solito…”


Ricevo e volentieri pubblico questo raccontino con poesia:

di Emidio Giardina

QUEL GIORNO TORNAI A CASA PRIMA DEL SOLITO. INSERI LA CHIAVE NELLA SERRATURA DELLA PORTA D’INGRESSO LA GIRAI  MOLTO LENTAMENTE  FACENDO ATTENZIONE A NON FARE IL MINIMO RUMORE . E‘ MI INTRODUSSI  DENTRO.

DEI SUONI FAMILIARI PROVENIVONO DALLA CUCINA  LO SCIACQUETTIO DELL’ACQUA CHE SBATTEVA SULLE STOVIGLIE SI FRAMMISCHIAVA AL CANTO DI UNA DONNA .

MI STAVO AVVICINANDO PIANO PIANO PER FARGLI UNO DEI MIEI SOLITI SCHERZI QUANDO VIDI ADAGIATO SULLA SUA SPALLA CHE RIPOSAVA UNA MATASSINA GIALLA NEL BECCO AVEVA UN RICCIOLO DI CAPELLO NERO ERA: “ CIOCCIO’ “.

LO AVEVO ACQUISTATO ALCUNI ANNI FA. CAPITATO PER CASO,- IN OCCASIONE DEI MIEI FREQUENTI GIROVAGARE NEI PAESINI -, VICINO UN NEGOZIETTO PER ANIMALI , PER  INGANNARE IL TEMPO IN ATTESA DI UN APPUNTAMENTO DI LAVORO, ENTRAI  DENTRO E FUI SUBITO ATTIRATO ED INCURIOSITO DA UNA GABBIETTA CON DENTRO DEGLI UCCELLINI GIALLI .

SONO DEI CANARINI MALINOIS , SONO STATI PORTATI PROPRIO OGGI DA UN ALLEVATORE , SA’ SONO I PRIMI NATI DI QUEST’ANNO “  ERA LA VOCE DEL NEGOZIANTE.

“ QUANTO COSTANO” DOMANDO PER NON ESSERE SCORTESE E PER DARE UN SENSO ALLA MIA PRESENZA .

“ NON SI PREOCCUPI LE FACCIO UN PREZZO PARTICOLARE, NE PRENDA QUALCUNO VEDRA’ CHE NON SE NE PENTIRA’ , LO SCELGA , SE VUOLE, LO PUO’ ANCHE PRENDERE. “

M RITROVAI CON LA MANO DENTRO LA GABBIA , IN MEZZO AD UN NUGOLO SVOLAZZANTE DI UCCELLINI IMPAURITI, QUASI  INAVVERTITAMENTE NE AFFERRAI UNO ERA IL MENO IMPAURITO DEGLI ALTRI, ANCHE SE STRETTO NELLA MIA MANO SENTIVO IL BATTITO TUMULTUOSO DEL SUO CUORICINO , IL BATTITO DI UN BATUFFOLINO GIALLO CON UNA MACCHIETTA NERA SUL CAPO CHE MI GUARDAVA.

PER  CHI NON LO SAPESSE  I CANARINI MALINOIS SONO DEGLI UCCELLINI ALLEVATI NELLA OMONIMA LOCALITA’ BELGA  DA CUI PRENDONO IL NOME , HANNO SUBITO NEL CORSO DEL TEMPO UNA SELEZIONE  CHE NE HA FATTO UNO DEI PIU’ APPREZZATI CANTORI DELLA RAZZA , IL CANTO ASSOMIGLIA AD UNA CASCATA GORGHEGGIANTE D’ACQUA , LE MELODIE  CHE QUESTI PICCOLI ESSERI RIESCONO AD ESPRIMERE E LE VARIAZIONI  DEL CANTO NE FANNO UNA DELLE MERAVIGLIE ORNITOLOGICHE.

TUTTO QUESTO L’HO APPRESO POCO TEMPO DOPO.

“ CIOCCIO ”  DIMOSTRO’ FIN DA SUBITO UNA VIVACITA’ E UNA CURIOSITA’ ECCEZIONALE , QUALITA’ CHE LO AIUTARONO A VINCERE LA RITROSIA E LA PAURA INNATA CHE GLI UCCELLINI HANNO PER GLI UMANI , COSI’ UN GIORNO QUASI PER CASO APRI’ LO SPORTELLINO DELLA GABBIETTA ; DOPO UN PO’ VIDI  “ CIOCCIO “ FARE CAPOLINO CON LA TESTOLINA FUORI DALLO SPORTELLO , QUINDI CON UN SALTINO VI SI POSO’ SOPRA  E’ DOPO AVER TENTATO UN PAIO DI VOLTE DI STACCARSI  SI DECISE E  FECE IL SUO PRIMO VOLO NELLA STANZA.

VOLTEGGIO E SI POSO’ DAPPERTUTTO SI VEDEVA CHE ERA SPAESATO NON AVEVA LA SENSAZIONE DI SPAZIO E DI LIBERTA’ NON AVENDOLA MAI CONOSCIUTA., CIO’ NONOSTANTE CINQUETTO’ FELICE ; E’ CURIOSO COME ERA, PICCHIETTO’ SU TANTE COSE  E’ SOLO DOPO TANTO TEMPO INGOLOSITO DA UNA FOGLIOLINA DI LATTUGA CHE AVEVO MESSO DENTRO LA GABBIETTA SI  DECISE A RIENTRARE .

CON IL PASSARE DEL TEMPO LE SUE SORTITE  DIVENTARONO COSI’ USUALI CHE MI PARVE  NATURALE LASCIARE APERTO LO SPORTELLINO , “ CIOCCIO’ “ ERA LIBERO DI ENTRARE ED USCIRE  TANTO CHE LA GABBIA LA ADOPERAVA SOLO PER POGGIARSI SUI POSATOI  O BECCARE UN PO’ DI MANGIME , LUI ORMAI PASSAVA QUASI TUTTO IL SUO TEMPO CON NOI PRENDEVA IL CIBO DALLE  NOSTRE  MANI, PILUCCAVA LE DITA ,GIOCAVA CON I CAPELLI  PASSANDOSELI  CONTINUAMENTE IN MEZZO AL BECCO FINO A RIDURLI IN PICCOLI RICCIOLINI , POI STANCO SI RIPOSAVA SULLE NOSTRE SPALLE DISDEGNANDO ANCHE I POSATOI .

NATURALMENTE OGNI QUALVOLTA CHE SENTIVA L’ACQUA USCIRE DAI RUBINETTI , LA SUA PREDISPOSIZIONE AL CANTO PRENDEVA IL SOPRAVVENTO: ED ALLORA SI SOLLEVA IN ALTO SI STIRACCHIAVA PER TUTTA LA SUA LUNGHEZZA ED INCOMINCIAVA A CANTARE : IL GARGAROZZO SI GONFIAVA A SDISMISURA  ED IL CANTO ERA UN CRESCENDO VIA VIA SEMPRE PIU’ INTENSO E POTENTE  ESIBIVA GORGHEGGI , VARIAZIONI CANORE E  VIRTUOSISMI DEGNI DEI MIGLIORI RAPPRESENTANTI DELLA SUA RAZZA ERA SEMPLICEMENTE MERAVIGLIOSO; SE NON FOSSE CHE AL TERMINE TUTTO VENISSE ROVINATO CON DELLE NOTE FINALI  SGRAZIATE E STONATE  CHE INVALIDAVONO   LA BELLEZZA  DELLA  MELODIA.

QUESTE NOTE AVEVONO UN SUONO DI QUESTO TIPO:  CIO’ , CIO’, CIOCCIO’, E POI ANCORA CIO’,CIO’ A MORIRE  DA QUI’ NACQUE IL SUO NOME.

 TANTI EPISODI E’ UNO SU TUTTI VALGONO A FARMELO RICORDARE ADESSO CHE NON C’E’ PIU’.

ERA UN POMERIGGIO INVERNALE , IL SOLE  INVOGLIAVA A RESTARE  ALL’APERTO, ERO AFFACCIATO  SUL BALCONE DI CASA CON “ CIOCCIO’” SULLE SPALLE, LUI STAVA BEATO E SONNECCHIOSO RISCALDATO DAI TIMIDI RAGGI , QUANDO UN RUMORE IMPROVVISO , ASSORDANTE , INASPETTATO LO FA’ TRASALIRE E SPAVENTARE ,CADE DALLE MIE SPALLE  E’ PRECIPITA GIU’. 

ALLORA ABITAVO VICINO AL MARE ACCANTO CORREVA UN MURO PERIMETRALE CHE DELIMITAVA LA  ZONA  ABITATIVA DA UN’AREA MILITARE DEMANIALE L’AREA ERA RICOPERTA DA UN VASTO CANNETO ,INTERROTTO QUA’ E LA’ DA MACCHIE DI VEGETAZIONE SPONTANEA , TUTTA LA ZONA  DAVA SU UNA BATTIGGIA PORTANTE I CUMULI DI ALGHE STRAPPATE DAI FONDALI NEL CORSO DELLE INUMEREVOLI  MAREGGIATE CHE SI ERANO SUCCEDUTE DURANTE QUEI MESI INVERNALI.

SCENDO GIU’ SCAVALCO IL MURO MI INFILO NEL CANNETO , NEI STERRATI E NELLE MACCHIE DI VEGETAZIONE ,LO CERCO INUTILMENTE, IL BUIO SI AFFACCIA ,ED UNA LEGGERA PIOGGERELLINA INIZIA A CADERE E’ SI FA’ SEMPRE PIU’ INTENSA ED INSISTENTE NON VEDO PIU’ NIENTE SONO BAGNATO DALLA TESTA AI PIEDI INCOMINCIO A DUBITARE CHE AVREI  POTUTO PIU’ RIVEDERLO .  LO CHIAMO , LO URLO CON VOCE COSI ALTA COME  NON  AVEVO MAI  FATTO PRIMA ,MENTRE INCESPICO AD OGNI PASSO , L’ANGOSCIA ,L’ANSIA DI NON VEDERLO PIU’ UCCIDE VIA VIA ANCHE LA SPERANZA ,POI  SENTO UN FLEBILE  “CIOCCIO’” “ CIOCCIO’” , TRASALISCO NON SPERAVO PIU’ DI SENTIRLO MI DIRIGO DOVE PENSO SIA PROVENUTO QUEL SUONO , CHE UNA VOLTA MI SEMBRAVA COSI’ SGRAZIATO E DEFORMANTE  ED ORA MI SEMBRA IL VERSO PIU’ BELLO CHE  LE MIE ORECCHIE POTESSERO ASCOLTARE , SPERO CHE NON SIA IL FRUTTO DI UN ABBAGLIO ,INTANTO IL BUIO SI FA’PIU’ INTENSO NON VEDO QUASI  NIENTE ; MA IL “ CIOCCIO’ “ “ CIOCCIO’ “  SI RIPRESENTA DI NUOVO E DI NUOVO CONTINUA INSISTENTEMENTE , POI E POI, AD UN TRATTO DAL FOLTO DI UN MACCHIA NERA COMPARE UNA MACCHIETTA GIALLA TUTTO BAGNATA E TREMANTE ERA “CIOCCIO’” MI STAVA D’AVANTI ALLUNGO IL BRACCIO ,LUI  FA ‘ UN SALTO E’ VI E’ SOPRA , INSIEME SIAMO TORNATI A CASA.

DISPIEGA LE ALI VERSO IL CIELO

AMICO MIO

VAI DOVE TI PORTA LA TUA VOGLIA DI LIBERTA’

FA’

CHE POSSA VEDERE UN PUNTINO GIALLO

SEMPRE PIU’IN ALTO E PIU’ LONTANO

FINO A SPARIRE AL MIO SGUARDO.

DI TE

MI RIMARRA’ IL BATTITO DEL TUO CUORICINO

I TUOI OCCHI CHE SI FONDONO CON I MIEI

E LA MIA MANO CHE SI APRE E TI LASCIA

ANDARE VERSO UN DESTINO CHE PER UN ISTATNTE

E’ STATO ANCHE IL MIO

VA’ AMICO MIO

CANTA AL MONDO LA FELICITA’

CON I SUONI PIU’ BELLI

CHE MAI NESSUNO A SENTITO

VA’ E’ PARLA DI ME’ SE PUOI

AFFINCHE’

POSSO ANCH’IO VIVERE

CON TE.