Augusta: la voce ai cittadini – Il bell’uccellone di Lombardo


di Alessandro Mascia

 Cambiata la stagione la Za Cuncetta mette mano al guardaroba rovistando tra i rimasugli degli anni precedenti che non odorano certo di primavere fiorite. Lei è una che alla fine dell’estate pompa naftalina anche in frigorifero. Certe usanze che rievocano i periodi austeri del dopoguerra sono dure da debellare. Oggi il turnover dei capi d’abbigliamento è più frequente e se sei uno che conserva – riproponendo di anno in anno lo stesso maglioncino color pera cotta – alla fine sei adeguatamente classificato. Ma a finire negli annali degli spilorci non ci pensano proprio alcuni consiglieri del PD che hanno deciso di rinnovare la “casacca” preferendo al ramoscello d’ulivo in campo tricolore il bell’uccellone lombardiano (MPA). Questi i nomi in ordine alfabetico: Silvia Belfiore, Antonio Cammalleri, Gino Ponzio e Carmelo Trovato. Sulla stampa locale ho letto di sinistre trame ordite nei sottoboschi della politica nostrana, di ombrosi tatticismi paramilitari. Non volendo aggiungere le mie elucubrazioni a quelle dei miei colleghi, ho scelto di scendere in strada a chiedere alla gente. Chi poteva essere il mio primo incontro in Via Marina Levante se non la stessa Za Cuncetta? L’ho incontrata in panificio con un bustone di profumatissimi panini ricoperti di giggiulena croccante. Sapendola sola le ho domandato il motivo di cotanto pane. Lei, festosa, involta nelle sue solite stoffe color polvere, mi ha confidato dell’arrivo della figliola dal continente. Si vede che la figlia ci dà sotto con il pane, ho pensato. A ogni modo le sottopongo le mie domande sulla politica locale.

“Za Cuncetta, cosa ne pensa dell’assessore Cammalleri che è passato al MPA?”.

“Macari iddu si è dato alla politica?” Risponde sdegnata. Ci tiene a confessarmi, però, che la figlia si è letta tutti i suoi libri. “Ma NO, Za Cuncetta! Non Camilleri: CAMMALLERI, Antonio Cammalleri…”.

“Bi – sbotta sollevando le spalle – io con i nomi sugnu acchiappata. Però mia figlia se li è letti tutti i suoi libri. A casa ce ne ho una carrettata, se vuoi ti puoi pigghiari. Iù, tanto, nun lèggiu”.

Lascio rassegnato Za Cuncetta abbracciata al suo bustone di pane e mi dirigo verso Piazza Duomo.

Giornata di interviste oggi.

A distanza di un isolato si stagliano due tizi allampanati che conversano gesticolando compostamente con una sola mano avendo l’altra impegnata ad agguantare il manico di una cartella. Parlottano tra loro fino a che non si accorgono di me che mi dirigo verso loro. Stirano le labbra in un sorriso sardonico, sgranano gli occhi, scarrocciano gradualmente verso il mio indirizzo, protendono un braccio, una mano su cui sventola un giornaletto colorato intitolato Torre di Guardia. Il digiuno: un modo per avvicinarsi di più a Dio? Accetto perplesso e colgo l’occasione per intervistarli: “Qual è la vostra opinione sui consiglieri comunali che sono passati dal PD al MPA?” Uno di loro, il più anziano, mi guarda sognante “Mio caro, noi votiamo sempre per Geova”. “E di che partito è?” Rispondo stupito. Alla fine intuisco che non sanno nulla di Cammalleri & c. e mi defilo prima che inizino l’omelia. Alcuni passi più avanti incoccio il parroco che mi è parso rivolgermi uno sguardo torvo. Sarà la mia solita coda di paglia. Comunque ne avrebbe ben donde, il prete, visto che ho saltato un centinaio di messe domenicali. Penserà che lo stia tradendo con quelli della lista di Geova. Lo saluto con gesto cordiale e svelto. A lui nessuna intervista. Giunto in Piazza Duomo, alcuni hanno manifestato apatia verso la politica, altri fastidio, qualcuno rabbia. Questi ultimi iracondi mi hanno colpito perché sono riusciti a farmi vivere piccoli brividi: tale era la rabbia verso la classe politica locale che quasi sferzavano manate al sottoscritto probabilmente per far sì che ne descrivessi meglio l’entità sull’articolo de I FATTI. Ho raccolto proposizioni che andavano dalla più gettonata e qualunquista “I politici sono tutti ladri” a quella più interessante che suggeriva di elargire gli stipendi al Sindaco Carrubba con la stessa frequenza con cui la ditta Pastorino (che si occupa di nettezza urbana) li elargisce ai propri dipendenti (cioè mezza volta ogni tre mesi!). L’atmosfera si è surriscaldata, poi, sui temi della piscina comunale chiusa, del mare chiuso, della biblioteca chiusa, del fondo Blasco chiuso, del campo da calcio chiuso. Politica buona solo a vestirsi e svestirsi di casacche, di colori, di stemmi. Politica buona a tramare, ordire, sistemare, arrangiare. Una macchina che sferraglia da mane a sera per mantenere “certi equilibri delicati” ma il cui lavoro lambisce appena gli interessi della comunità. Tanti soldi pubblici spesi per mantenere funzionante un carrozzone a rendimento zero. Questa è la sintesi di ciò che pensa la gente, quella che vive quotidianamente la città, i cosiddetti “non addetti ai lavori della politica”. Questo è l’umore di chi non sa leggere tra le righe dei giornali i messaggi criptati del deputato di questa o di quell’altra parte politica. Queste le opinioni di chi forse non capisce nulla di politica ma ha una grande esperienza di vita comunitaria e saprebbe bene dove tagliare le spese pubbliche e dove investire per stare tutti un po’ meglio.

Torno a casa spossato ma ricco di appunti. Incontro la Za Cuncetta che esce di casa con al seguito una donna di vaste proporzioni. La figlia venuta dal continente. Ora mi spiego il perché di cotanto pane. Le allungo il giornalettoTorre di Guardia che ancora stringevo in mano.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...