“Quel giorno tornai a casa prima del solito…”


Ricevo e volentieri pubblico questo raccontino con poesia:

di Emidio Giardina

QUEL GIORNO TORNAI A CASA PRIMA DEL SOLITO. INSERI LA CHIAVE NELLA SERRATURA DELLA PORTA D’INGRESSO LA GIRAI  MOLTO LENTAMENTE  FACENDO ATTENZIONE A NON FARE IL MINIMO RUMORE . E‘ MI INTRODUSSI  DENTRO.

DEI SUONI FAMILIARI PROVENIVONO DALLA CUCINA  LO SCIACQUETTIO DELL’ACQUA CHE SBATTEVA SULLE STOVIGLIE SI FRAMMISCHIAVA AL CANTO DI UNA DONNA .

MI STAVO AVVICINANDO PIANO PIANO PER FARGLI UNO DEI MIEI SOLITI SCHERZI QUANDO VIDI ADAGIATO SULLA SUA SPALLA CHE RIPOSAVA UNA MATASSINA GIALLA NEL BECCO AVEVA UN RICCIOLO DI CAPELLO NERO ERA: “ CIOCCIO’ “.

LO AVEVO ACQUISTATO ALCUNI ANNI FA. CAPITATO PER CASO,- IN OCCASIONE DEI MIEI FREQUENTI GIROVAGARE NEI PAESINI -, VICINO UN NEGOZIETTO PER ANIMALI , PER  INGANNARE IL TEMPO IN ATTESA DI UN APPUNTAMENTO DI LAVORO, ENTRAI  DENTRO E FUI SUBITO ATTIRATO ED INCURIOSITO DA UNA GABBIETTA CON DENTRO DEGLI UCCELLINI GIALLI .

SONO DEI CANARINI MALINOIS , SONO STATI PORTATI PROPRIO OGGI DA UN ALLEVATORE , SA’ SONO I PRIMI NATI DI QUEST’ANNO “  ERA LA VOCE DEL NEGOZIANTE.

“ QUANTO COSTANO” DOMANDO PER NON ESSERE SCORTESE E PER DARE UN SENSO ALLA MIA PRESENZA .

“ NON SI PREOCCUPI LE FACCIO UN PREZZO PARTICOLARE, NE PRENDA QUALCUNO VEDRA’ CHE NON SE NE PENTIRA’ , LO SCELGA , SE VUOLE, LO PUO’ ANCHE PRENDERE. “

M RITROVAI CON LA MANO DENTRO LA GABBIA , IN MEZZO AD UN NUGOLO SVOLAZZANTE DI UCCELLINI IMPAURITI, QUASI  INAVVERTITAMENTE NE AFFERRAI UNO ERA IL MENO IMPAURITO DEGLI ALTRI, ANCHE SE STRETTO NELLA MIA MANO SENTIVO IL BATTITO TUMULTUOSO DEL SUO CUORICINO , IL BATTITO DI UN BATUFFOLINO GIALLO CON UNA MACCHIETTA NERA SUL CAPO CHE MI GUARDAVA.

PER  CHI NON LO SAPESSE  I CANARINI MALINOIS SONO DEGLI UCCELLINI ALLEVATI NELLA OMONIMA LOCALITA’ BELGA  DA CUI PRENDONO IL NOME , HANNO SUBITO NEL CORSO DEL TEMPO UNA SELEZIONE  CHE NE HA FATTO UNO DEI PIU’ APPREZZATI CANTORI DELLA RAZZA , IL CANTO ASSOMIGLIA AD UNA CASCATA GORGHEGGIANTE D’ACQUA , LE MELODIE  CHE QUESTI PICCOLI ESSERI RIESCONO AD ESPRIMERE E LE VARIAZIONI  DEL CANTO NE FANNO UNA DELLE MERAVIGLIE ORNITOLOGICHE.

TUTTO QUESTO L’HO APPRESO POCO TEMPO DOPO.

“ CIOCCIO ”  DIMOSTRO’ FIN DA SUBITO UNA VIVACITA’ E UNA CURIOSITA’ ECCEZIONALE , QUALITA’ CHE LO AIUTARONO A VINCERE LA RITROSIA E LA PAURA INNATA CHE GLI UCCELLINI HANNO PER GLI UMANI , COSI’ UN GIORNO QUASI PER CASO APRI’ LO SPORTELLINO DELLA GABBIETTA ; DOPO UN PO’ VIDI  “ CIOCCIO “ FARE CAPOLINO CON LA TESTOLINA FUORI DALLO SPORTELLO , QUINDI CON UN SALTINO VI SI POSO’ SOPRA  E’ DOPO AVER TENTATO UN PAIO DI VOLTE DI STACCARSI  SI DECISE E  FECE IL SUO PRIMO VOLO NELLA STANZA.

VOLTEGGIO E SI POSO’ DAPPERTUTTO SI VEDEVA CHE ERA SPAESATO NON AVEVA LA SENSAZIONE DI SPAZIO E DI LIBERTA’ NON AVENDOLA MAI CONOSCIUTA., CIO’ NONOSTANTE CINQUETTO’ FELICE ; E’ CURIOSO COME ERA, PICCHIETTO’ SU TANTE COSE  E’ SOLO DOPO TANTO TEMPO INGOLOSITO DA UNA FOGLIOLINA DI LATTUGA CHE AVEVO MESSO DENTRO LA GABBIETTA SI  DECISE A RIENTRARE .

CON IL PASSARE DEL TEMPO LE SUE SORTITE  DIVENTARONO COSI’ USUALI CHE MI PARVE  NATURALE LASCIARE APERTO LO SPORTELLINO , “ CIOCCIO’ “ ERA LIBERO DI ENTRARE ED USCIRE  TANTO CHE LA GABBIA LA ADOPERAVA SOLO PER POGGIARSI SUI POSATOI  O BECCARE UN PO’ DI MANGIME , LUI ORMAI PASSAVA QUASI TUTTO IL SUO TEMPO CON NOI PRENDEVA IL CIBO DALLE  NOSTRE  MANI, PILUCCAVA LE DITA ,GIOCAVA CON I CAPELLI  PASSANDOSELI  CONTINUAMENTE IN MEZZO AL BECCO FINO A RIDURLI IN PICCOLI RICCIOLINI , POI STANCO SI RIPOSAVA SULLE NOSTRE SPALLE DISDEGNANDO ANCHE I POSATOI .

NATURALMENTE OGNI QUALVOLTA CHE SENTIVA L’ACQUA USCIRE DAI RUBINETTI , LA SUA PREDISPOSIZIONE AL CANTO PRENDEVA IL SOPRAVVENTO: ED ALLORA SI SOLLEVA IN ALTO SI STIRACCHIAVA PER TUTTA LA SUA LUNGHEZZA ED INCOMINCIAVA A CANTARE : IL GARGAROZZO SI GONFIAVA A SDISMISURA  ED IL CANTO ERA UN CRESCENDO VIA VIA SEMPRE PIU’ INTENSO E POTENTE  ESIBIVA GORGHEGGI , VARIAZIONI CANORE E  VIRTUOSISMI DEGNI DEI MIGLIORI RAPPRESENTANTI DELLA SUA RAZZA ERA SEMPLICEMENTE MERAVIGLIOSO; SE NON FOSSE CHE AL TERMINE TUTTO VENISSE ROVINATO CON DELLE NOTE FINALI  SGRAZIATE E STONATE  CHE INVALIDAVONO   LA BELLEZZA  DELLA  MELODIA.

QUESTE NOTE AVEVONO UN SUONO DI QUESTO TIPO:  CIO’ , CIO’, CIOCCIO’, E POI ANCORA CIO’,CIO’ A MORIRE  DA QUI’ NACQUE IL SUO NOME.

 TANTI EPISODI E’ UNO SU TUTTI VALGONO A FARMELO RICORDARE ADESSO CHE NON C’E’ PIU’.

ERA UN POMERIGGIO INVERNALE , IL SOLE  INVOGLIAVA A RESTARE  ALL’APERTO, ERO AFFACCIATO  SUL BALCONE DI CASA CON “ CIOCCIO’” SULLE SPALLE, LUI STAVA BEATO E SONNECCHIOSO RISCALDATO DAI TIMIDI RAGGI , QUANDO UN RUMORE IMPROVVISO , ASSORDANTE , INASPETTATO LO FA’ TRASALIRE E SPAVENTARE ,CADE DALLE MIE SPALLE  E’ PRECIPITA GIU’. 

ALLORA ABITAVO VICINO AL MARE ACCANTO CORREVA UN MURO PERIMETRALE CHE DELIMITAVA LA  ZONA  ABITATIVA DA UN’AREA MILITARE DEMANIALE L’AREA ERA RICOPERTA DA UN VASTO CANNETO ,INTERROTTO QUA’ E LA’ DA MACCHIE DI VEGETAZIONE SPONTANEA , TUTTA LA ZONA  DAVA SU UNA BATTIGGIA PORTANTE I CUMULI DI ALGHE STRAPPATE DAI FONDALI NEL CORSO DELLE INUMEREVOLI  MAREGGIATE CHE SI ERANO SUCCEDUTE DURANTE QUEI MESI INVERNALI.

SCENDO GIU’ SCAVALCO IL MURO MI INFILO NEL CANNETO , NEI STERRATI E NELLE MACCHIE DI VEGETAZIONE ,LO CERCO INUTILMENTE, IL BUIO SI AFFACCIA ,ED UNA LEGGERA PIOGGERELLINA INIZIA A CADERE E’ SI FA’ SEMPRE PIU’ INTENSA ED INSISTENTE NON VEDO PIU’ NIENTE SONO BAGNATO DALLA TESTA AI PIEDI INCOMINCIO A DUBITARE CHE AVREI  POTUTO PIU’ RIVEDERLO .  LO CHIAMO , LO URLO CON VOCE COSI ALTA COME  NON  AVEVO MAI  FATTO PRIMA ,MENTRE INCESPICO AD OGNI PASSO , L’ANGOSCIA ,L’ANSIA DI NON VEDERLO PIU’ UCCIDE VIA VIA ANCHE LA SPERANZA ,POI  SENTO UN FLEBILE  “CIOCCIO’” “ CIOCCIO’” , TRASALISCO NON SPERAVO PIU’ DI SENTIRLO MI DIRIGO DOVE PENSO SIA PROVENUTO QUEL SUONO , CHE UNA VOLTA MI SEMBRAVA COSI’ SGRAZIATO E DEFORMANTE  ED ORA MI SEMBRA IL VERSO PIU’ BELLO CHE  LE MIE ORECCHIE POTESSERO ASCOLTARE , SPERO CHE NON SIA IL FRUTTO DI UN ABBAGLIO ,INTANTO IL BUIO SI FA’PIU’ INTENSO NON VEDO QUASI  NIENTE ; MA IL “ CIOCCIO’ “ “ CIOCCIO’ “  SI RIPRESENTA DI NUOVO E DI NUOVO CONTINUA INSISTENTEMENTE , POI E POI, AD UN TRATTO DAL FOLTO DI UN MACCHIA NERA COMPARE UNA MACCHIETTA GIALLA TUTTO BAGNATA E TREMANTE ERA “CIOCCIO’” MI STAVA D’AVANTI ALLUNGO IL BRACCIO ,LUI  FA ‘ UN SALTO E’ VI E’ SOPRA , INSIEME SIAMO TORNATI A CASA.

DISPIEGA LE ALI VERSO IL CIELO

AMICO MIO

VAI DOVE TI PORTA LA TUA VOGLIA DI LIBERTA’

FA’

CHE POSSA VEDERE UN PUNTINO GIALLO

SEMPRE PIU’IN ALTO E PIU’ LONTANO

FINO A SPARIRE AL MIO SGUARDO.

DI TE

MI RIMARRA’ IL BATTITO DEL TUO CUORICINO

I TUOI OCCHI CHE SI FONDONO CON I MIEI

E LA MIA MANO CHE SI APRE E TI LASCIA

ANDARE VERSO UN DESTINO CHE PER UN ISTATNTE

E’ STATO ANCHE IL MIO

VA’ AMICO MIO

CANTA AL MONDO LA FELICITA’

CON I SUONI PIU’ BELLI

CHE MAI NESSUNO A SENTITO

VA’ E’ PARLA DI ME’ SE PUOI

AFFINCHE’

POSSO ANCH’IO VIVERE

CON TE.

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