“Cristo non è morto in croce”


di Francesco Sabatino

Cristo non è morto in croce. Cristo muore in croce!

Cristo muore in croce, quando uomini, donne, vecchi e bambini, civili inermi, vengono colpiti dai missili (“intelligenti!” si intende!) di una stupida guerra senza senso.

Cristo muore in croce, quando un bambino viene violentato da un figlio di puttana, che la società, in maniera raffinata, chiama pedofilo, compromettendo per sempre la sua innocenza.

Cristo muore in croce, quando milioni di bambini, giorno dopo giorno, muoiono di fame, mentre i ricchi, un’esigua parte della società mondiale, diventano sempre più ricchi.

Cristo muore in croce, quando l’amore di un uomo viene ricambiato con ceca indifferenza.

Cristo muore in croce, quando un uomo, nel buio della propria anima e del proprio cuore, si fa un buco di dolore.

Cristo muore in croce, quando chi combatte quotidianamente, perché la giustizia trionfi, viene ucciso da chi, governato da sporchi interessi e mosso dalla cupidigia, segue la legge del male, violando il diritto e soggiogando i più deboli, umili ed onesti.

Cristo muore e morirà sempre in croce, fino a quando l’umanità non alzerà la voce, per gridare “no!” alla guerra, al terrorismo, all’ingiustizia e all’odio. Ma soprattutto, alla stupidità, all’irrazionalità umana che li provoca.

“Quel giorno tornai a casa prima del solito…”


Ricevo e volentieri pubblico questo raccontino con poesia:

di Emidio Giardina

QUEL GIORNO TORNAI A CASA PRIMA DEL SOLITO. INSERI LA CHIAVE NELLA SERRATURA DELLA PORTA D’INGRESSO LA GIRAI  MOLTO LENTAMENTE  FACENDO ATTENZIONE A NON FARE IL MINIMO RUMORE . E‘ MI INTRODUSSI  DENTRO.

DEI SUONI FAMILIARI PROVENIVONO DALLA CUCINA  LO SCIACQUETTIO DELL’ACQUA CHE SBATTEVA SULLE STOVIGLIE SI FRAMMISCHIAVA AL CANTO DI UNA DONNA .

MI STAVO AVVICINANDO PIANO PIANO PER FARGLI UNO DEI MIEI SOLITI SCHERZI QUANDO VIDI ADAGIATO SULLA SUA SPALLA CHE RIPOSAVA UNA MATASSINA GIALLA NEL BECCO AVEVA UN RICCIOLO DI CAPELLO NERO ERA: “ CIOCCIO’ “.

LO AVEVO ACQUISTATO ALCUNI ANNI FA. CAPITATO PER CASO,- IN OCCASIONE DEI MIEI FREQUENTI GIROVAGARE NEI PAESINI -, VICINO UN NEGOZIETTO PER ANIMALI , PER  INGANNARE IL TEMPO IN ATTESA DI UN APPUNTAMENTO DI LAVORO, ENTRAI  DENTRO E FUI SUBITO ATTIRATO ED INCURIOSITO DA UNA GABBIETTA CON DENTRO DEGLI UCCELLINI GIALLI .

SONO DEI CANARINI MALINOIS , SONO STATI PORTATI PROPRIO OGGI DA UN ALLEVATORE , SA’ SONO I PRIMI NATI DI QUEST’ANNO “  ERA LA VOCE DEL NEGOZIANTE.

“ QUANTO COSTANO” DOMANDO PER NON ESSERE SCORTESE E PER DARE UN SENSO ALLA MIA PRESENZA .

“ NON SI PREOCCUPI LE FACCIO UN PREZZO PARTICOLARE, NE PRENDA QUALCUNO VEDRA’ CHE NON SE NE PENTIRA’ , LO SCELGA , SE VUOLE, LO PUO’ ANCHE PRENDERE. “

M RITROVAI CON LA MANO DENTRO LA GABBIA , IN MEZZO AD UN NUGOLO SVOLAZZANTE DI UCCELLINI IMPAURITI, QUASI  INAVVERTITAMENTE NE AFFERRAI UNO ERA IL MENO IMPAURITO DEGLI ALTRI, ANCHE SE STRETTO NELLA MIA MANO SENTIVO IL BATTITO TUMULTUOSO DEL SUO CUORICINO , IL BATTITO DI UN BATUFFOLINO GIALLO CON UNA MACCHIETTA NERA SUL CAPO CHE MI GUARDAVA.

PER  CHI NON LO SAPESSE  I CANARINI MALINOIS SONO DEGLI UCCELLINI ALLEVATI NELLA OMONIMA LOCALITA’ BELGA  DA CUI PRENDONO IL NOME , HANNO SUBITO NEL CORSO DEL TEMPO UNA SELEZIONE  CHE NE HA FATTO UNO DEI PIU’ APPREZZATI CANTORI DELLA RAZZA , IL CANTO ASSOMIGLIA AD UNA CASCATA GORGHEGGIANTE D’ACQUA , LE MELODIE  CHE QUESTI PICCOLI ESSERI RIESCONO AD ESPRIMERE E LE VARIAZIONI  DEL CANTO NE FANNO UNA DELLE MERAVIGLIE ORNITOLOGICHE.

TUTTO QUESTO L’HO APPRESO POCO TEMPO DOPO.

“ CIOCCIO ”  DIMOSTRO’ FIN DA SUBITO UNA VIVACITA’ E UNA CURIOSITA’ ECCEZIONALE , QUALITA’ CHE LO AIUTARONO A VINCERE LA RITROSIA E LA PAURA INNATA CHE GLI UCCELLINI HANNO PER GLI UMANI , COSI’ UN GIORNO QUASI PER CASO APRI’ LO SPORTELLINO DELLA GABBIETTA ; DOPO UN PO’ VIDI  “ CIOCCIO “ FARE CAPOLINO CON LA TESTOLINA FUORI DALLO SPORTELLO , QUINDI CON UN SALTINO VI SI POSO’ SOPRA  E’ DOPO AVER TENTATO UN PAIO DI VOLTE DI STACCARSI  SI DECISE E  FECE IL SUO PRIMO VOLO NELLA STANZA.

VOLTEGGIO E SI POSO’ DAPPERTUTTO SI VEDEVA CHE ERA SPAESATO NON AVEVA LA SENSAZIONE DI SPAZIO E DI LIBERTA’ NON AVENDOLA MAI CONOSCIUTA., CIO’ NONOSTANTE CINQUETTO’ FELICE ; E’ CURIOSO COME ERA, PICCHIETTO’ SU TANTE COSE  E’ SOLO DOPO TANTO TEMPO INGOLOSITO DA UNA FOGLIOLINA DI LATTUGA CHE AVEVO MESSO DENTRO LA GABBIETTA SI  DECISE A RIENTRARE .

CON IL PASSARE DEL TEMPO LE SUE SORTITE  DIVENTARONO COSI’ USUALI CHE MI PARVE  NATURALE LASCIARE APERTO LO SPORTELLINO , “ CIOCCIO’ “ ERA LIBERO DI ENTRARE ED USCIRE  TANTO CHE LA GABBIA LA ADOPERAVA SOLO PER POGGIARSI SUI POSATOI  O BECCARE UN PO’ DI MANGIME , LUI ORMAI PASSAVA QUASI TUTTO IL SUO TEMPO CON NOI PRENDEVA IL CIBO DALLE  NOSTRE  MANI, PILUCCAVA LE DITA ,GIOCAVA CON I CAPELLI  PASSANDOSELI  CONTINUAMENTE IN MEZZO AL BECCO FINO A RIDURLI IN PICCOLI RICCIOLINI , POI STANCO SI RIPOSAVA SULLE NOSTRE SPALLE DISDEGNANDO ANCHE I POSATOI .

NATURALMENTE OGNI QUALVOLTA CHE SENTIVA L’ACQUA USCIRE DAI RUBINETTI , LA SUA PREDISPOSIZIONE AL CANTO PRENDEVA IL SOPRAVVENTO: ED ALLORA SI SOLLEVA IN ALTO SI STIRACCHIAVA PER TUTTA LA SUA LUNGHEZZA ED INCOMINCIAVA A CANTARE : IL GARGAROZZO SI GONFIAVA A SDISMISURA  ED IL CANTO ERA UN CRESCENDO VIA VIA SEMPRE PIU’ INTENSO E POTENTE  ESIBIVA GORGHEGGI , VARIAZIONI CANORE E  VIRTUOSISMI DEGNI DEI MIGLIORI RAPPRESENTANTI DELLA SUA RAZZA ERA SEMPLICEMENTE MERAVIGLIOSO; SE NON FOSSE CHE AL TERMINE TUTTO VENISSE ROVINATO CON DELLE NOTE FINALI  SGRAZIATE E STONATE  CHE INVALIDAVONO   LA BELLEZZA  DELLA  MELODIA.

QUESTE NOTE AVEVONO UN SUONO DI QUESTO TIPO:  CIO’ , CIO’, CIOCCIO’, E POI ANCORA CIO’,CIO’ A MORIRE  DA QUI’ NACQUE IL SUO NOME.

 TANTI EPISODI E’ UNO SU TUTTI VALGONO A FARMELO RICORDARE ADESSO CHE NON C’E’ PIU’.

ERA UN POMERIGGIO INVERNALE , IL SOLE  INVOGLIAVA A RESTARE  ALL’APERTO, ERO AFFACCIATO  SUL BALCONE DI CASA CON “ CIOCCIO’” SULLE SPALLE, LUI STAVA BEATO E SONNECCHIOSO RISCALDATO DAI TIMIDI RAGGI , QUANDO UN RUMORE IMPROVVISO , ASSORDANTE , INASPETTATO LO FA’ TRASALIRE E SPAVENTARE ,CADE DALLE MIE SPALLE  E’ PRECIPITA GIU’. 

ALLORA ABITAVO VICINO AL MARE ACCANTO CORREVA UN MURO PERIMETRALE CHE DELIMITAVA LA  ZONA  ABITATIVA DA UN’AREA MILITARE DEMANIALE L’AREA ERA RICOPERTA DA UN VASTO CANNETO ,INTERROTTO QUA’ E LA’ DA MACCHIE DI VEGETAZIONE SPONTANEA , TUTTA LA ZONA  DAVA SU UNA BATTIGGIA PORTANTE I CUMULI DI ALGHE STRAPPATE DAI FONDALI NEL CORSO DELLE INUMEREVOLI  MAREGGIATE CHE SI ERANO SUCCEDUTE DURANTE QUEI MESI INVERNALI.

SCENDO GIU’ SCAVALCO IL MURO MI INFILO NEL CANNETO , NEI STERRATI E NELLE MACCHIE DI VEGETAZIONE ,LO CERCO INUTILMENTE, IL BUIO SI AFFACCIA ,ED UNA LEGGERA PIOGGERELLINA INIZIA A CADERE E’ SI FA’ SEMPRE PIU’ INTENSA ED INSISTENTE NON VEDO PIU’ NIENTE SONO BAGNATO DALLA TESTA AI PIEDI INCOMINCIO A DUBITARE CHE AVREI  POTUTO PIU’ RIVEDERLO .  LO CHIAMO , LO URLO CON VOCE COSI ALTA COME  NON  AVEVO MAI  FATTO PRIMA ,MENTRE INCESPICO AD OGNI PASSO , L’ANGOSCIA ,L’ANSIA DI NON VEDERLO PIU’ UCCIDE VIA VIA ANCHE LA SPERANZA ,POI  SENTO UN FLEBILE  “CIOCCIO’” “ CIOCCIO’” , TRASALISCO NON SPERAVO PIU’ DI SENTIRLO MI DIRIGO DOVE PENSO SIA PROVENUTO QUEL SUONO , CHE UNA VOLTA MI SEMBRAVA COSI’ SGRAZIATO E DEFORMANTE  ED ORA MI SEMBRA IL VERSO PIU’ BELLO CHE  LE MIE ORECCHIE POTESSERO ASCOLTARE , SPERO CHE NON SIA IL FRUTTO DI UN ABBAGLIO ,INTANTO IL BUIO SI FA’PIU’ INTENSO NON VEDO QUASI  NIENTE ; MA IL “ CIOCCIO’ “ “ CIOCCIO’ “  SI RIPRESENTA DI NUOVO E DI NUOVO CONTINUA INSISTENTEMENTE , POI E POI, AD UN TRATTO DAL FOLTO DI UN MACCHIA NERA COMPARE UNA MACCHIETTA GIALLA TUTTO BAGNATA E TREMANTE ERA “CIOCCIO’” MI STAVA D’AVANTI ALLUNGO IL BRACCIO ,LUI  FA ‘ UN SALTO E’ VI E’ SOPRA , INSIEME SIAMO TORNATI A CASA.

DISPIEGA LE ALI VERSO IL CIELO

AMICO MIO

VAI DOVE TI PORTA LA TUA VOGLIA DI LIBERTA’

FA’

CHE POSSA VEDERE UN PUNTINO GIALLO

SEMPRE PIU’IN ALTO E PIU’ LONTANO

FINO A SPARIRE AL MIO SGUARDO.

DI TE

MI RIMARRA’ IL BATTITO DEL TUO CUORICINO

I TUOI OCCHI CHE SI FONDONO CON I MIEI

E LA MIA MANO CHE SI APRE E TI LASCIA

ANDARE VERSO UN DESTINO CHE PER UN ISTATNTE

E’ STATO ANCHE IL MIO

VA’ AMICO MIO

CANTA AL MONDO LA FELICITA’

CON I SUONI PIU’ BELLI

CHE MAI NESSUNO A SENTITO

VA’ E’ PARLA DI ME’ SE PUOI

AFFINCHE’

POSSO ANCH’IO VIVERE

CON TE.

“My way” and “All by myself” sang by Celine Dion


Entrambe le canzoni dedicate a G 🙂

Both songs dedicated to G 🙂

Una celebre canzone di Frank Sinatra cantata da Celine Dion

A famous song of Frank Sinatra sang by Celine Dion

http://www.youtube.com/watch?v=QZ7tWdrsf3U

Un’altro celebre canzone dei Bee Gees cantata da Celine Dion

Another famous song by Bee Gees sang by Celine Dion

http://www.youtube.com/watch?v=8R_06TAmToM&feature=related

Dal carcere di Spoleto: Carmelo Musumeci scrive a Roberto Gervaso, che gli risponde, sulla barzelletta di Berlusconi sugli ergastolani


Ho ricevuto questa lettera da Carmelo Musumeci che ho copiato e che pubblico:

Signor Gervaso, il presidente del Consiglio ha raccontato una barzelletta di pessimo gusto su noi ergastolani. Forse non sa, se lo faccia spiegare dai suoi famosi e bravi avvocati che in Italia esistono due tipi di ergastoli. Uno normale, che ti dà la speranza ma non la certezza, un giorno, di poter uscire; un altro, l’ergastolo ostativo, che non te ne dà alcuna se non passi il tuo ergastolo a qualche altro.

Io non so che tipo di ergastolo avesse il Gesù del Cavaliere nella barzelletta che ha raccontato ma le assicuro che se aveva quello ostativo non sarebbe riuscito neanche lui se non avesse fatto come Giuda.

L’ergastolano ostativo, per tornare a essere un uomo libero, può solo donare la propia vita alla morte.

Raccontare barzellette sugli ergastolani è come ridere dei morti perché in Italia con l’ergastolo ostativo non c’è speranza. E non ha scelta. O hai solo quella di togliere la libertà a un altro per avere la tua.

Se siamo uomini non possiamo vivere senza speranza. Solo gli animali ci riescono. La criminalità organizzata non si sconfigge solo col pentitismo; si sconfigge soltanto con l’abolizione dell’ergastolo ostativo.

L’ergastolo è una pena di morte a gocce ed è sbagliato dire che assomigli alla morte, perché è molto peggio. In questo modo continui a vivere, ma smetti di esistere. Ti lascia la vita, ma ti ammazza il futuro per il futuro.

Lo sa cos’è la cosa più brutta nella giornata di un ergastolano? Che domani inizia tutto daccapo, che sarà una giornata come ieri, come sarà domani o dopodomani, come sarà sempre. Un ergastolano ostativo non può fare altro che prepararsi a morire. Il capo del governo farebbe a non raccontare più barzellette sugli ergastolani.

Ed ecco la risposta di Roberto Gervaso sul quotidiano “Il Messaggero”:

Caro Musumeci, lei ha ragione: barzellette sugli ergastolani, come su chi soffre, non se ne raccontano, non se ne devono raccontare. L’uomo colpevole, se la sua colpa è accertata, va condannato, ma rispettato. E’ un uomo come gli altri, e gli uomini, tutti gli uomini, anche i più malvagi, vanno spiritualmente soccorsi. Lo so che la vita è una giungla, ma bisogna fare di tutto per renderla più sopportabile. Anche a chi ha sbagliato.

Io non so perché lei sia finito all’ergastolo, quali reati abbia commesso. Ma questo non m’impedisce di giudicare l’ergastolo ostativo come un errore, un grande errore. Al’uomo si può togliere di tutto, anche la vita, con un colpo di pistola alla nuca o affidandolo alla sedia elettrica o un plotone di esecuzione (delitto esecrato perché la vita è sacra, come, del resto, la morte, ma non quella inflitta dagli uomini). Si può togliere tutto a un uomo, meno la speranza. La speranza gli va lasciata sempre, perché senza speranza è la disperazione. La fine di tutto, la morte in terra. E questo non è giusto, questo non è umano, questo è un’infamia.

E’ difficile capire le cose, le emozioni, le sensazioni, le disperazioni che non si sono provate. E’ difficile, specialmente nel dolore, mettersi nei panni degli altri. In coloro che hanno l’animo straziato, la coscienza che non si rassegna all’ineluttabile.

Ci sono reati odiosi, ci sono reati orribili, che indignano e disgustano la società e ne commettono ogni giorno: chi spaccia droga, che stupra un minorenne, chi commette delitti in serie, ma il riscatto morale non si può negare a nessuno. L’ergastolo normale basta perché, come ho detto, non ti toglie la speranza;      quello ostativo va cancellato dai codici.

Noi non sappiamo perché alcuni di noi siano portati a delinquere, altri a commettere errori veniali. Senza le leggi, il mondo sarebbe in balia dei lupi, degli assassini, de prevaricatori, ma le leggi devono tener conto che l’uomo è fallibile, l’uomo può venir meno ai doveri verso la società, e anche violarli in modo sanguinario. Non chiediamo per lui comprensione, ma offriamogli, con i codici, e anche con un trattamento più equo, uno spiraglio di futuro. Anche se lascerà la vita in carcere perché morirà prima di aver scontato l’ergastolo normale, non togliamogli la fiducia. Lasciamogli assaporare quel ritorno alla vita che forse, non avverrà mai, ma che potrebbe anche avvenire.

Ignoriamo, perché la conoscenza del futuro ci è negata, quello che potrebbe accadere anche a noi, ma ricordiamoci che qualunque cosa potrebbe accaderci. Tutti abbiamo una coscienza, sentimenti e risentimenti e, se tradiamo quella, alla resa dei conti, auguriamoci di trovare chi ci capisce, chi ci dà una mano, senza risparmi sulla pena che meritiamo. Che non deve essere l’ergastolo ostativo.

“Love is stronger than pride” by Sade


Bellissimo il testo di questa canzone dedicata da G a C (che ormai dovrebbe, a questo punto, conoscere perfettamente l’inglese…:-)

I won’t pretend that I intend to stop living
I won’t pretend I’m good at forgiving
But I can’t hate you
Although I have tried

I still really really love you
Love is stronger than pride
I still really really love you

I won’t pretend that I intend to stop living
I won’t pretend I’m good at forgiving
But I can’t hate you
Although I have tried

I still really really love you
Love is stronger than pride
I still really really love you

Sitting here wasting my time
Would be like
Waiting for the sun to rise
It’s all too clear things come and go
Sitting here waiting for you
Would be like waiting for winter
It’s gonna be cold
There may even
Be snow

I still really really love you
Love is stronger than pride
I still really really love you
Love is stronger
I still really love you
Love is stronger than pride.

Una corsa tutta…in rosa!!!


di Daniela Domenici

La frase “L’uomo non è nato per camminare o per stare fermo ma per correre” si attaglia alla perfezione alle protagoniste di questo mio articolo; anzi, per essere assolutamente precise, dovremmo leggermente trasformarla, apposta per loro, in “La donna non è nata per camminare o stare ferma ma per correre”!!!

Ho avuto l’onore di conoscere, nella Capitale, dove vive, una famiglia di runners (permettetemi, per una volta, il termine inglese) un po’ particolare: la madre e le sue due figlie partecipano a maratone e maratonine con una costanza e un piacere di correre davvero invidiabile.

La madre, Orietta Amicizia, ha al suo attivo più di 50 maratone corse dal 1979 a oggi in vari luoghi del mondo (Pechino tra le più lontane) oltre che varie altre corse “estreme”, come si dice in termine tecnico: la 100 km del Passatore da Firenze a Faenza, per esempio, o “Da 0 a 3000”,  la corsa siciliana che dal mare di Taormina porta sul cratere dell’Etna. Attualmente è tra le 10 top runners italiane della sua categoria d’età.

Le due figlie, Francesca e Giovanna Governatori, hanno iniziato da qualche tempo a misurarsi anche loro con maratone e maratonine con risultati diversi, naturalmente, ma entrambe con lo stesso entusiasmo della mamma.

Evidentemente il DNA della corsa scorre nelle loro vene anche perché il loro papà, Romano Governatori, scomparso pochi anni fa all’improvviso, era anche lui un formidabile atleta: aveva partecipato, tanto per darvi un’idea, a ben 12 “Passatore” ed era anche un decatleta; e in sua memoria Orietta organizza ogni anno, a Roma, una manifestazione molto particolare che si chiama “100×1000” in cui invita 100 amici a correre un solo chilometro ciascuno per ricordare suo marito.