“Volami nel cuore”: Mina


Dopo Donna Summer un’altra voce femminile molto diversa, naturalmente, la grande MINA che sta per compiere 70 anni ma rimane la più grande cantante italiana di musica leggera…:-)

http://www.youtube.com/watch?v=kQEANyj6I5E&feature=related

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“Hot stuff”


Stasera un po’ di musica HOT per una serata n po’ diversa dal solito…scateniamoci con Donna…:-)

This evening some HOT music for an evening a bit different from usual…let’s dance with Donna…:-)

by Donna Summer

http://dailymotion.virgilio.it/video/x21ct4_donna-summer-hot-stuff-soundtrack-f_music

Alda, le sue figlie e il nuovo sito


  Il prossimo 21 marzo, primo giorno di primavera sarebbe stato il settantanovesimo compleanno della poetessa Alda Merini. Le quattro figlie Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta hanno voluto ricordare il compleanno della loro madre con la realizzazione di un nuovo sito ufficiale: www.aldamerini.it. Il sito prende in considerazione il percorso artistico, la biografia, gli incontri con figure importanti della letteratura italiana, ma ciò che lo rende particolare è il racconto della vita della poetessa attraverso gli occhi delle figlie. Con fotografie, versi ma soprattutto attraverso una verità toccante e autentica di una madre che non potè stare vicino alle sue figlie in alcuni momenti della sua vita con il dolore e la gioia di una madre, la volontà di amarle fino alla fine senza mai rinnegare il suo passato e la sua storia.

da www.corriere.it

“Disagio mentale” dal carcere di Opera (MI)


di Alfredo Sole

Scontare una lunga carcerazione, più spesso di quanto si pensi, non solo non “rieduca” il detenuto ma lo scaraventa in una dimensione tra lucidità e follia. Un punto di non ritorno che trasforma un essere umano nell’ombra di se stesso.
Ogni mattina alle 7.30 inizia la giornata di disagio mentale di un nostro compagno: “Non sono infame! Non sono confidente! Non sono appuntato! Sono esaurito! Sono esaurito! Sono esaurito! Vattene diavolo maledetto! Vattene diavolo maledetto! Ammazzati tu! Ammazzati tu! Nel nome del padre del figlio e dello spirito santo, amen! Nel nome del padre del figlio e dello spirito santo, amen!”.
Queste sono le parole che grida dalla mattina alla sera. Più di dodici ore quasi ininterrottamente con delle pause che variano da 10 minuti a 30 al massimo. L’unica cura a sua disposizione è il continuo tentare di sederlo. Dico tentare perchè nulla di quello che gli danno gli fa più effetto. Il suo corpo è così assuefatto da non sentire i calmanti che gli somministrano.
La sua voce rimbomba continuamente nel corridoio. Ci rendiamo conto che è un disagio, che è una persona malata. Ma ognuno di noi è “esaurito” a modo suo e quel gridare continuo rompe quella voglia e bisogno di tranquillità e silenzio che ognuno di noi necessità. Nonostante tutto cerchiamo di non fare pesare a questa persona disagiata che il suo continuo gridare e a volte anche insultare i compagni, crea così tanto fastidio da maledire il momento in cui hanno deciso di assegnarlo in queste sezioni. Ma che fare? Non è abbastanza malato (a dire dei dottori) da poter essere ricoverato in un ospedale di igiene mentale, ma lo è abbastanza da non poter stare in una normale struttura carceraria, ma visto che non ci sono strutture adatte per lui, allora bisogna tenerlo in una normale struttura.
Ha scontato 20 anni dei suoi 30 di condanna. Non ha dato solo 20 di vita alla giustizia, ha dato anche ciò che non potrà mai più recuperare, la ragione! Cosa possono volere ancora da lui? La sua vita? A cosa potrebbe servire e a chi? Lo scontare di una condanna deve essere recepita da chi la sconta, ma nel momento in cui una persona come Leo (è così che si chiama), non percepisce più il suo trascorrere del tempo e quello che ancora ne dovrà trascorrere, a che serve perseverare ed ostinarsi nel tenerlo inchiodato a una realtà che lui non percepisce? 20 anni di carcere, se la sua mente avesse retto sarebbe già libero così come lo sono i suoi coimputati. Invece, eccolo! Con la sua lunga barba bianca, non curante del proprio corpo, immergersi giorno dopo giorno in una realtà onirica che lo trascina sempre più in un abisso senza ritorno.
Opera, per Leo, non è altro che l’ennesimo carcere che cercherà di ammansirlo con litri e litri di Valium, con pillole e punture. Dopodichè come tutti gli altri carceri dove è stato, verrà scaricato in un altro carcere ancora, dove tutto ricomincerà. Le sue grida di disagio rimbomberanno per tutta la sezione e dopo un po’, di nuovo in viaggio in un altro carcere…

da www.informacarcere.it

Disabilità in salsa Bollywood. In India un film realizzato da disabili racconta un amore contrastato


di Antonella Patete

Dalla regista al direttore della fotografia, dagli attori agli addetti al catering, la pellicola è stata interamente realizzata da un gruppo di professionisti disabili. L’intento? Denunciare e insieme divertire. E ora si attende la sfida del botteghino

Immagine tratta dal film Maa

ROMA – La regista dirige gli attori dalla sua sedia a ruote, il direttore della fotografia guida i movimenti di macchina senza il sostegno della sua gamba destra che ha perso in un incidente, centinaia di ballerini disabili ballano seguendo i movimenti ideati da una coreografa, colpita a sua volta dalla poliomielite. E come se non bastasse il protagonista è un giovane e affascinante attore disabile che va in giro a sedia a ruote. Accade in India, dove il film “Maa”, girato nel pittoresco quartiere di Madurai, nel Tamil Nadu, è stato da poco presentato al Festival internazionale del cinema sulla disabilità di Delhi. La pellicola – racconta il “Deccan Herald” – è stata interamente realizzata da un cast e una troupe di professionisti disabili. Ma portatori di disabilità sono anche i componenti dell’unità di supporto in loco, dagli autisti agli addetti al catering.

Soltanto due, dunque, le figure non disabili che hanno partecipato alla realizzazione del film. Si tratta di due attori e non è un caso, perché bisognava rispettare le esigenze del copione. “Maa” racconta, infatti, la storia di un amore contrastato tra due giovani, che si incontrano casualmente su un autobus. Lui è disabile, lei no. E per questa ragione la famiglia della ragazza si oppone con tutte le forze al matrimonio tra i due giovani. Ma il protagonista, anziché arrendersi a questa decisione e piombare nello sconforto, decide di reagire reclamando i propri diritti e diventando addirittura un attivista.

Il film, che sarà sugli schermi a partire dal mese di aprile, è nato dall’incontro casuale tra i militanti del Tamil Nadu Handicapped Federation e il capo dipartimento del Film and television Institute. È stato girato in tre lingue – tamil, telugu e hindi – con sottotitoli in inglese. Ha un’ambizione molto precisa: portare sullo schermo i problemi che le persone disabili sono costrette ad affrontare nella vita di tutti i giorni (ricerca di un alloggio e di un lavoro, trasporti, matrimonio) senza sacrificare le esigenze del botteghino. Insomma, una pellicola in perfetto stile Bollywood, che denuncia e insieme diverte. E che lancia un messaggio molto esplicito: “Volete un film un commerciale? Noi siamo in grado di realizzarlo.

da www.superabile.it

ed ecco il link alla notizie originale

http://www.deccanherald.com/content/57899/recognising-alternate-ability.html

Rudolf Nureyev 17 marzo 1939


Il più grande ballerino classico del ‘900, Rudolf Nureyev, nato oggi nel 1939, in una delle sue magistrali interpretazioni, un a solo dal “Lago dei Cigni” di Ciaikovski

The greatest classical dancer of the 20th century, Rudolf Nureyev, who was born toda in 1939, in one of his wonderful performances, an “a solo” from “The Swan Lake” by Ciaikovski

http://www.youtube.com/watch?v=lQ3F0BxXmKA&feature=related