Prima giornata di giocoleria collettiva al Faro di Augusta


di Daniela Domenici

E’ in corso da stamattina alle 10 e si protrarrà fino al tramonto, nonostante l’inclemenza del tempo atmosferico con freddo e pioggia, la prima giornata di giocoleria collettiva presso il Faro Sant’Elena ad Augusta.

Questo evento è stato fortemente voluto da un trentenne augustano che da anni vive lontano dalla sua città, Andrea D’Amico, in arte Unnico, che si è laureato al DAMS di Bologna, ha fatto esperienza di giocoleria prima con un artista di strada cileno, El Kote, ha poi frequentato un corso per clown a Orvieto e poi in Scozia al festival Fringe; ormai la sua attività è questa, l’artista di strada, e, se siete interessati ad averlo nella vostra città o a qualche evento particolare, date un’occhiata al suo sito www.unnico.it

Andrea ha avuto l’idea di riunire per la prima volta gli artisti di strada siciliani e calabresi per confrontarsi costruttivamente imparando ognuno dagli altri e per avvicinare altri giovani all’arte di strada; ha scelto volutamente il Faro di Augusta come luogo di questo incontro perché il faro ha un’importanza fondamentale nel transito delle navi in entrata e uscita, ha visto passare sotto di sé, nei secoli, gente di tutte le nazionalità senza distinzioni ed è questo il messaggio alla base di questa giornata della giocoleria. Per mettere in pratica quest’idea Andrea ha avuto l’appoggio della Guardia Costiera di Augusta, che ha sede al faro, e l’ospitalità di Antonio Coria, il guardiano del faro, che si è rivelato un gentilissimo padrone di casa www.artecoria.com

In questa iniziativa Andrea ha avuto la collaborazione de “La compagnia dei fuocolieri” di Palermo che basa la sua attività artistica su due punti cardine: solidarietà e libertà d’espressione che è tutelata dall’autofinanziamento, come ci ha dichiarato la manager di questa compagnia Gabriella Matranga; e ha aggiunto che per loro è fondamentale il discorso sull’antirazzismo che portano avanti non solo in Sicilia ma anche in altre parti d’Italia. Per maggiori informazioni sulla loro interessante attività www.la-cf.com

Abbiamo voluto conoscere personalmente tutti i giovani artisti di strada che sono arrivati al Faro di Augusta da Catania, Ragusa, Palermo, Vittoria, Milazzo e i più lontani da Reggio Calabria, bellissimo vederli allenare chi con le clavette, chi con le palle, chi col monociclo, chi con i bastoni. Tra poco daranno spettacolo anche i mangiatori di fuoco e si parlerà anche di antirazzismo.

Andrea D’Amico, in arte Unnico, ci ha dichiarato che spera che la giornata di oggi sia solo la prima di una lunga serie e che si possano aggiungere a loro anche altre arti come dimostrazioni di yoga, improvvisazione teatrale e mini workshop, glielo auguriamo di cuore, sono davvero bravi, in bocca al lupo.

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Come amare: dalla Lettera ai Romani 12, 9-10, 14-17


“La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gi altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda…

Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia , piangete con quelli che sono nel pianto.

Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte , piegatevi invece a quelle umili.

Non fatevi un’idea troppo alta di voi stessi.

Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini.

Chiesa dolce chiesa: don Pino Puglisi


di Roberto Puglisi

Il sorriso di quest’uomo voleva unire il cielo sopra Brancaccio alla terra di Brancaccio. Per l’eresia della tenerezza l’hanno ucciso. Tutto, volendo, si perdona e si dimentica, anche gli schiaffi. Ma la dolcezza prima o poi paga il suo conto. La dolcezza non ha alibi.
Tuttavia, chi credeva di spegnere l’amore per il prossimo di don Pino Puglisi, semplicemente spegnendo il suo corpo, non rese un buon servizio alla propria malvagità di calcolo. La storia di quel sorriso è cominciata con la morte di un sacerdote, con la sua caduta sul marciapiede. La gentilezza con cui accolse i suoi assassini si è slargata fino a diventare parabola, lezione. Fino ad acquisire una veste umilissima  d’immortalità.
Il sorriso di don Pino ci è tornato in mente con  l’appello di tre vescovi, di tre coraggiosi uomini di Chiesa. Un invito all’eresia del coraggio, all’abbandono dell’ortodossia del silenzio. Perché il silenzio si intreccia sovente con l’omertà e l’omertà è il cognome della mafia. Ci sono preti – è la sovrascrittura che leggiamo in filigrana, forse eccedendo, nel monito dei prelati – che si limitano alla tecnica sacramentale del ruolo. Aspersori umani di riti cattolici, supplenti dell’incenso, distributori dell’ostia consacrata. Non che non sia fondamentale. Però Gesù Cristo – ricordiamo scarsi lacerti di catechismo – non aveva in gran simpatia il tempio e i dottori. La liturgia serve a poco, quando non è vivificata da un messaggio, da una convinzione da un cuore umano che sappia diventare coraggio, rischio e testimonianza al momento opportuno. Pensiamo ai preti amministratori delle sacre pagine. E pensiamo all’apostolato di don Pino, a quel suo volere ricamare un tessuto comune tra terra e cielo, a Branaccio come in ogni luogo. Col suo stesso sangue.
 L’appello dei vescovi lo traduciamo liberamente in un bisogno di vicinanza, nella santa volontà di riunificare i sentimenti umanissimi con una speranza che spesso appare fredda e siderale. Un buon vademecum per tutto, non solo contro la mafia, che è il male specifico chiamato col suo titolo. La lezione della dolcezza ha in sé i germi di una rivoluzione possibile. E pensiamo che sarebbe un peccato santificarla. Sarebbe il colmo della banalità, per esempio, appiccicare un’aureola da presepe al sorriso di don Pino. Sarebbe imperdonabile separare di nuovo Brancaccio e il suo  cielo

da www.livesicilia.it

“Democrazia, legalità, lavoro. Sì alle regole e ai diritti. No ai trucchi. Per vincere”: grande manifestazione della Sinistra unita e compatta in piazza del Popolo a Roma


C’erano tutti i colori del centrosinistra oggi in piazza del Popolo, a Roma, per una manifestazione dalla piattaforma multitema, che parte dal lavoro e arriva ai pensionati. Collante l’opposizione al governo Berlusconi. Attesa per gli interventi di Bersani e del leader dell’Idv Antonio Di Pietro, ma ci saranno anche il portabandiera di tutti i microcosmi della Sinistra alternativa. Rifondazione, Verdi, Pdci, Sinistra ecologia e libertà, ma anche un precario, un lavoratore disoccupato e non solo. Chiude il concerto di Simone Cristicchi. Indetta da Pd, Idv, Verdi, Sinistra ecologia e libertà, Federazione della Sinistra, socialisti, si manifesta anche a Milano, Mestre e Potenza e con le quali Piazza del Popolo si collegherà.

fonte Virgilio

ed ecco il video della manifestazione

http://www.radioradicale.it/scheda/299325

La Torre di Pisa si raddrizza


Il campanile più famoso al mondo, la torre che svetta alta in Piazza dei Miracoli a Pisa, sta riguadagnando millimetri verso la verticale. Si inverte così il processo che la vedeva sempre più pendente verso terra e che richiese, negli anni ’90 del secolo scorso, l’intervento dell’uomo per scongiurarne il crollo.

 

Negli ultimi dieci anni la Torre di Pisa ha guadagnato 28 millimetri, un cambiamento che non si percepisce ad occhio nudo ma che fa ben sperare per il futuro. La Torre pendente, costruita nell’arco di due secoli (dal 12° al 14°) resta in piedi perché la verticale del proprio baricentro si situa dentro alla base d’appoggio e, in passato, è stata oggetto di studi ed interventi atti a mantenerne il precario equilibrio.

Nel corso degli anni ’90 sia il cinese Cao Shizhong, ingegnere specializzato nel raddrizzamento di opere architettoniche, sia Michele Jamiolkowski, titolare di una cattedra al Politecnico di Torino, hanno formulato teorie utili ed è soprattutto quest’ultimo che, con un sistema di contrappesi e micro gallerie, ha contribuito ad evitarne la rovinosa caduta. Nel 2001 i contrappesi sono stati rimossi e, oggi, si può dire che la Torre, con i suoi quasi 56 metri d’altezza, ha invertito il suo rovinoso movimento, raddrizzandosi di pochi ma importanti millimetri.

 fonte Tgcom

Albert Einstein 14 marzo 1879


Oggi nasceva uno dei più grandi geni del 20° secolo, Albert Eistein, dotato di un grandioso umorismo tipico delle menti eccelse, tra le sue tante affermazioni  lapidarie ho scelto questa che ritengo stupenda…

La teoria è quando sappiamo come funzionano le cose ma non funzionano. La pratica è quando le cose funzionano ma non sappiamo perché. Abbiamo unito la teoria e la pratica: Ora le cose non funzionano più e non sappiamo il perché!”

Il giorno del pi greco 3,14 – 3.14 Pi day


Il giorno dedicato al pi greco è il 14 marzo: la scelta è stata ispirata dalla scrittura anglosassone per questo giorno, 3.14, scrittura che richiama l’approssimazione con tre cifre di pi greco. Qualcuno si sforza di celebrare il famoso numero trascendente esattamente alle 1:59 del pomeriggio, in modo di adeguarsi alla approssimazione con sei cifre 3.14159.

La prima celebrazione in occasione del “Pi Day” si tenne nel 1988 all’Exploratorium di San Francisco, per iniziativa del fisico americano Larry Shaw, in seguito insignito del titolo di “Principe del pi greco”. Il calendario della prima manifestazione prevedeva un corteo circolare attorno ad uno degli edifici del museo e la vendita di torte alla frutta, decorate con le cifre decimali del pi greco.

In questi giorni nei dipartimenti di matematica in varie istituzioni nel mondo si coglie l’occasione per organizzare delle feste.

Ma c’è anche il giorno dell’approssimazione del pi greco…

Come giorno dell’approssimazione di pi greco è stato proclamato il 22 luglio, in quanto 22/7 è una frazione molto semplice, nota fin dai tempi di Archimede, che fornisce un’accettabile approssimazione per il rapporto fra una qualsiasi circonferenza ed il suo diametro.