Furto con scasso nella notte


di Marco Travaglio

Come i ladri professionisti, che agiscono nottetempo con passo felpato, il Pdl (Partito dei Ladri) ha svaligiato ieri notte un altro pezzo di legalità e di democrazia. Il decreto che fornisce la cosiddetta “interpretazione autentica” delle leggi elettorali stravolgendole ex post a immagine e somiglianza delle illegalità commesse presentando la lista del presidente Formigoni in Lombardia e quella del Pdl nel Lazio, è un obbrobrio giuridico, l’ultimo sputo sulla Costituzione.

La consueta firma di Ponzio Napolitano è anche peggio di quelle apposte su altre leggi vergogna come il Lodo Alfano, le norme razziali anti-immigrati e lo scudo fiscale. Stavolta cambiano in corsa le regole della partita elettorale per riammettere in campo chi ne era stato espulso per evidenti illegalità. Cioè per consentire di vincere a chi, secondo la legge, non dovrebbe proprio giocare. Il tutto in barba ai diritti di coloro che hanno rispettato le regole, raccolto firme autentiche, presentato le liste in tempo utile. Senza contare la legge (nr. 400/1988) che vieta espressamente i decreti in materia elettorale.

Personalmente era da un pezzo che non mi sentivo più rappresentato da Giorgio Napolitano e nutrivo sempre maggiore nostalgia per i veri garanti della Costituzione come Einaudi, Pertini, Scalfaro e persino Ciampi. Da ieri – a giudicare dai centralini intasati del Quirinale – ho l’impressione di essere in ottima compagnia.
Per 50 anni Napolitano è stato accompagnato dal nomignolo di “figlio del Re” per la sua straordinaria somiglianza con Umberto II di Savoia. Ma era il re sbagliato: Napolitano è il degno erede di Vittorio Emanuele III, il sovrano che nel 1922 non mosse un dito contro la marcia su Roma e nel 1943 fuggì a Brindisi. Anche lui, nella notte. 

da www.voglioscendere.ilcannocchiale.it

“Traversata”


di Angela Ragusa

Se non restassero i ricordi
che ne sarebbe di noi…
…penso più all’ ieri
che al domani
e non è rimpianto…

Il “mio” ieri “è stato”.

Il domani , non ancora “mio”,
mi appare “estraneo”,
fuori da me
non ancora accaduto
non ancora passato…

In questo stretto di mare
solo la luce
del faro dell’ieri
mi appare luminosa

Il transito è calma piatta

Periglio è ondeggiare,
scivolare è convinta indolenza
agitarsi è continuo intraprendere.
Ieri… porto da cui si salpa
Domani…approdo
del continuo sospingersi…

Un’insegnante eternamente precaria va in pensione costretta a pagarsi anche i contributi


di Caterina Perniconi

Per 35 anni ha insegnato dove gli altri non volevano andare. Lucia Longo, 61 anni, è la prima precaria a vita della scuola che va in pensione dopo una carriera di contratti rinnovati di anno in anno e di viaggi della speranza. Lucia, infatti, originaria di Laterza, in provincia di Taranto, si è seduta tutta la vita dietro le cattedre che gli altri avevano scartato, in paesini irraggiungibili o in quartieri difficili. “Mi sono pagata tutti i viaggi di tasca mia – racconta Lucia – uno stipendio lo investivo solo negli spostamenti. Quest’anno, per esempio, faccio 120 chilometri algiorno,perché lascuola dove devo insegnare ne dista 60 da Taranto. Ho fatto una vita da docente di serie B, mi pagavano lo stipendio per 9 mesi l’anno. Gli altri tre c’era un forfettario, sostanzialmente un ammortizzatore sociale”.

Lucia Longo, dopo 35 anni di lavoro, di cui 26 nella scuola, guadagna 1280 euro al mese. La sua pensione non arriverà ai mille e una parte di questa dovrà investirla in un prestito di oltre 10.000 euro che le permetterà di ricostruire la sua posizione contributiva. Del resto il problema di chi arriva alla pensione da precario, e i numeri cresceranno esponenzialmente nei prossimi anni, è quello di fare i conti con lo spezzettamento dei contributi raccolti durante la professione. “E’ necessario informarsi in anticipo – spiega Corrado Colangelo, membro della segreteria nazionale della Flc Cgil – per non trovarsi poi in difficoltà a fine carriera. Il fatto è che da giovani, o comunque quando la pensione la si vede ancora lontana, non si presta attenzione e si rischiano brutte sorprese”.

Come l’ha avuta Lucia, che non può chiedere un prestito all’Inpdap per colmare i suoi debiti, scivolando in coda dopo tutti i dipendenti. Di avvicinarsi a una banca commerciale, neanche a parlarne. E’ arrivata a questo punto restando imprigionata all’interno di un ingranaggio burocratico infernale, a causa delle leggi che cambiano ogni volta che cambia l’esecutivo in carica. “Scommetto che se mi fossi iscritta al sindacato non sarei arrivata a questo punto. Ma ho sempre odiato chi mi passava avanti perché qualcuno lo aiutava, e io non ho voluto farlo con altri. Il problema di questo tipo d’insegnamento, è anche come viene percepito dall’esterno: i ragazzi e le famiglie rifiutano un docente che va via l’anno dopo”.

Aveva cominciato con una laurea in Lingue all’Università di Bari e si era trasferita per amore a Milano. Lì, dopo aver lavorato da segretaria, era arrivata all’insegnamento nei licei. E dieci anni dopo al fatidico concorso per la docenza nelle scuole superiori. E’ il 1990 e Lucia è seduta dall’altra parte, sui banchi degli esaminati. Riesce a superare la prova scritta. “Ci misero tre anni per correggerli, incredibile. Ci chiamarono per l’orale nel 1993”.

Ma una settimana prima dell’esame il marito di Lucia muore in un incidente stradale e lei non riesce ad affrontare la prova. “Ero distrutta, dopo qualche mese tornai a Taranto e ricominciai tutto da capo, vita e lavoro. Ma ero in fondo alla graduatoria e gli anni passavano. Quando feci il concorso per la scuola primaria, e lo vinsi, fui cancellata dall’elenco perché la nuova legge prevedeva che le maestre avessero al massimo 40 anni, e io ne avevo compiuti 43”. Da allora Lucia ha fatto cinque abilitazioni, per dimostrare le sue capacità, ogni volta che cambiava la legge. Ma nessuna di queste è servita a farla assumere. Due anni fa ci prova ancora, ottiene il settimo posto in graduatoria, ottimo piazzamento sui 12 previsti. Ma poi le comunicano che gli ultimi 6 (quindi il suo per primo) saranno ricoperti da coloro che, grazie alla legge 104 sui disabili, chiedono l’inserimento in una provincia diversa da quella di residenza. “A quel punto, coperta di vergogna, ho fatto ricorso. Potevo magari sperare in uno scatto d’anzianità prima della pensione e ci ho provato. Ma ho perso ed eccomi qua”.

da http://antefatto.ilcannocchiale.it

“Povera patria” di Franco Battiato – 1991


Sembra stata scritta per la morte della democrazia in Italia di ieri questa canzone di Franco Battiato del 1991, incredibile…

http://www.youtube.com/watch?v=3UUS65a1c6Y

Decreto salva-liste, Alfano (IdV), Costituzione violata


Roma, 6 Mar. Il decreto ‘interpretativo’, varato ieri in tarda serata dal Consiglio dei Ministri e frettolosamente firmato dal Presidente Napolitano, scatena la reazione dell’On. Sonia Alfano, deputato europeo di Italia dei Valori e Presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime della Mafia, che attraverso una nota afferma “Per l’ennesima volta la Costituzione è stata violata, oltraggiata e calpestata con un abuso di potere degno di un regime sudamericano, e con il benestare di un Capo dello Stato che non è disposto ad ascoltare la voce dei cittadini e dell’opposizione”.

“Siamo già in piazza e stiamo ancora aspettando – sottolinea Sonia Alfano – insieme a centinaia di persone, soprattutto giovani, quei giovani che ci ricordano tanto gli appelli di Sandro Pertini alla resistenza, che Napolitano dia una spiegazione plausibile ed esaustiva”. “Continuo a credere fermamente nella giustizia – prosegue – e in quella Carta per la quale migliaia di persone hanno versato il proprio sangue. Credo che Napolitano sia confuso sul proprio ruolo: garantire il rispetto delle regole democratiche e del popolo italiano; è questo quello che ha il dovere di fare. Provo un indescrivibile sconforto se penso che sia necessario ricordarglielo”. “Io ho il coraggio di stare in piazza in mezzo ai miei concittadini – conclude – voglio sperare e credere che anche il Presidente della Repubblica lo farà, smentendo quanti oggi, me compresa, dichiarano sepolto lo stato di diritto”.

da www.soniaalfano.it

Dal pianeta carcere :otto Marzo, festa della donna 2010


 Auguri a tutte le donne degli “Uomini Ombra”.

Grazie di darci l’amore che abbiamo bisogno per vivere.

Grazie di seguire i nostri sogni.

Grazie di farci vivere le nostre vite.

Grazie di amarci per come siamo e non per come avremmo potuto essere.

 Auguri a tutte le nonne, madri, compagne, sorelle e figlie degli “Uomini Ombra”.

Grazie di trasformare la nostra tristezza, malinconia e solitudine in felicità.

Grazie di amarci e di farvi amare.

Grazie di continuare ad abitare nei nostri cuori.

Grazie di fare sorgere il sole dentro di noi tutte le mattine.

 Auguri a tutte le donne della “Compagnia dell’Amore” degli “Uomini Ombra”.

Grazie del vostro affetto che ci sta riempiendo il vuoto delle nostre giornate.

Grazie di lottare con noi e per noi.

Grazie di farci dividere con voi le nostre avversità e sofferenze.

 Auguri a tutte le donne del Gruppo “Urla dal silenzio” su Facebook.

Grazie della vostra solidarietà e amicizia.

Grazie di stringere le nostre mani.

Grazie dei sorrisi che ci mandate dalle sbarre.

 Auguri a tutte le donne della Comunità Papa Giovanni XXIII vicine agli “Uomini Ombra”.

Grazie dell’amore che ci donate senza prendere nulla in cambio.

 Auguri a tutte le donne del mondo.

Grazie di essere la metà della nostra anima.

I nostri cuori vi sorridono, vi abbracciano e vi baciano.

 Gli ergastolani in lotta per la vita di Spoleto

  N.B. Gli “Uomini Ombra” sono gli uomini né morti, né vivi,  condannati alla pena della “morte viva”: l’ergastolo ostativo a qualsiasi beneficio.

www.informacarcere.it     www.urladalsilenzio.wordpress.com

Un presidente da impeachment


Ieri sera appena ho saputo che Napolitano aveva firmato la legge salva Pdl, che permette a chi ha violato la legge di essere riammesso alla competizione elettorale, ho pensato tra me e me, come già è avvenuto per le altre leggi ad personam, che il Presidente della Repubblica si era comportato da Ponzio Pilato, lavandosene le mani.
Poi, stamattina, dalla lettura dei giornali ho appreso che il Colle avrebbe partecipato attivamente alla stesura del testo. Se così fosse sarebbe correo visto che, invece di fare l’arbitro, avrebbe collaborato per cambiare le regole del gioco mentre la partita era aperta. Allora c’è la necessità di capire bene il ruolo di Napolitano in questa sporca faccenda onde valutare se non ci siano gli estremi per promuovere l’impeachment nei suoi confronti per aver violato il suo ruolo e le sue funzioni. Lo dico con tutto il rispetto per la sua funzione ma anche con il dovere che spetta ad una forza politica presente in Parlamento che deve salvaguardare la democrazia. Da subito ci attiveremo per mobilitare i cittadini onesti con una grande manifestazione a difesa della Costituzione contro quest’ennesima legge ad personam.

da www.antoniodipietro.com