“Esperimento”


di Angela Ragusa

Attendere ….
in attesa di attimi
come attinie attempate
attingenti dal tetto
di un fondale marino
dove vulcani tuttora
esaltano attività eruttive
e cavallucci marini al trotto
attirano attraenti sirene
erette ed attratte
dal petto tatuato
e dal capello bagnato…

Perché nelle carceri italiani ci si può togliere la vita ma non si può fare l’amore?


Nel Corriere della Sera di martedì 2 marzo 2010 ho letto che nel carcere di Bollate una detenuta è rimasta incinta da un detenuto.

Radio carcere sostiene che erano fidanzati e che si potessero vedere solo nell’aula scolastica dell’istituto.

La cosa mi ha fatto sorridere,  perché fa tenerezza che in un luogo di sofferenza e dolore nasca l’amore e la vita.

Ho continuato a leggere l’articolo,  ad un tratto ho smesso di sorridere.

-Il segretario del sindacato di polizia penitenziaria SAPPE, che ha denunciato l’accaduto, chiede che il ministro Alfano predisponga approfondimenti.

Incredibile!

Il carcere di Bollate, l’unico che in Italia funzioni e che applichi il principio rieducativo previsto dall’articolo 27 della Costituzione, fa scandalo perché i detenuti invece di ammazzarsi fanno l’amore.

Pazzesco!

Il segretario del sindacato di polizia penitenziaria invece di chiedere approfondimenti nei carceri dove si muore come mosche, (da gennaio dodici suicidi dietro le sbarre, al 26/02/2010) chiede approfondimenti nell’unico carcere dove non si è suicidato nessuno, ma è stata concepita una vita.

Tutti parlano e scrivono dei morti in zone di guerra in Afghanistan o in Iraq, ma nessuno ormai parla e scrive più dei morti  in carcere in Italia.

Che strano paese è l’Italia: fa notizia che due detenuti invece di ammazzarsi fanno l’amore, ma nessuno scrive e parla del fatto che le persone che si  sono tolte la vita nel nostro paese in carcere sono superiori ai soldati americani morti in Afghanistan o in Iraq.

Ricordo ai politici di questo nostro strano Paese che il desiderio d’amore è naturale e istintivo; che l’affettività è da sempre considerata un diritto fondamentale;

che la pena dovrebbe privare le persone soltanto della loro libertà;

che sono ormai tantissimi i Paesi nei quali sono permessi i colloqui intimi, persino paesi come l’Albania, considerato fanalino di coda dell’Europa;

che è disumano il divieto di dare e ricevere una carezza o un bacio dalla persona che ami;

che la mancanza di contatti intimi reca danni alla psiche e alla sfera emozionale;

che un individuo in carcere non perde il diritto di avere diritto;

che un carcerato resta un membro della famiglia umana: anche i detenuti, piangono, sorridono, si nutrono, respirano e pensano, eppure molti di noi non hanno rapporti intimi con le loro compagne da decenni.

Non è  naturale questo modo di vivere:  in carcere i detenuti non dovrebbero perdere il diritto di amare e di essere amati.

 Perché nelle carceri italiani ci si può togliere la vita ma non si può fare l’amore?

 Carmelo Musumeci – Carcere Spoleto marzo 2010

da www.urladalsilenzio.wordpress.com

Gesti inutili? Alle donne non sfuggono


Il cervello femminile risponde più rapidamente di quello maschile alle azioni prive di senso. Ad accorgersi dell’errore, rivela uno studio italiano, sono in entrambi i neuroni specchio

 Bastano circa 200 millisecondi al cervello per accorgersi che un’azione è stupida, inutile o semplicemente un errore. A quello delle donne però basta anche qualcosa di meno. A compiere questa opera di identificazione, come spiega Alice Mado Proverbio dell’Università di Milano-Bicocca (inseme a Federica Riva e Alberto Zani dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Cnr di Milano) sulle pagine di Neuropsychologia, sono i neuroni specchio.

Queste cellule nervose si attivano quando un soggetto ne vede un altro compiere un’azione e sono alla base dell’empatia e delle relazioni sociale (Vedi Galileo). La loro attività è maggiore quando si osserva un’azione con uno scopo (afferrare un oggetto per usarlo) rispetto a quando se ne guarda una non finalizzata (prendere un frutto e buttarlo invece di mangiarlo); sono quindi in grado di attivare un circuito neuronale capace di distinguere tra azioni sensate e azioni inutili.

Per esaminare questa capacità, i ricercatori milanesi hanno coinvolto 23 studenti universitari, sia maschi sia femmine, e hanno chiesto loro di osservare 260 immagini. Contemporaneamente gli scienziati registravano da 128 sensori l’attività cerebrale stimolata dalla visione. Le immagini utilizzate ritraevano persone nell’atto di compiere azioni di diverso tipo: in alcune i soggetti si dedicavano a normali attività quotidiane come lavarsi o brindare; in altre, invece, compivano azioni completamente prive di scopo. Ai partecipanti tuttavia non era chiesto di distinguere esplicitamente tra un’azione appropriata e una non appropriata.

Le analisi dei dati ottenuti con i sensori hanno mostrato tuttavia un riconoscimento automatico delle azioni insensate, immediatamente successivo alla visione dell’immagine: a partire dai 170 ai 200 millisecondi con un picco di attività (riconoscimento di un errore) tra i 450 e i 600 millisecondi. Il cervello femminile è quello che ha mostrato un’elaborazione più rapida rispetto a quello maschile, e un’attivazione dei neuroni specchio presenti nelle aree cerebrale più legate all’affettività (corteccia cingolata e del sistema limbico). Negli uomini invece ad attivarsi era l’area più “razionale”(corteccia orbitofrontale).
 
“Questi risultati sembrano suggerire una maggiore suscettibilità femminile alle azioni incongruenti”, ha spiegato Alice Mado Proverbio “e forniscono nuove prove dell’esistenza dei neuroni specchio anche negli esseri umani, e del loro ruolo nei comportamentali sociali complessi di imitazione, apprendimento e valutazione dell’appropriatezza”. (c.v.)

Riferimenti: Neuropsychologia doi:10.1016/j.neuropsychologia.2010.01.015

da www.galileonet.it

Firenze, nasce l’audio-guida enogastronomica per non vedenti


Sarà una bussola di orientamento ai ristoranti della città. Realizzato anche un volume audio di ricette fiorentine e toscane. Entro breve anche una guida turistica per scoprire il territorio

audiolibro

Anche i non vedenti potranno scegliere i ristoranti attraverso una guida enogastronomica. Succede a Firenze grazie al progetto promosso da Aida, Apt, Uic e ministero per i beni culturali che ha portato alla realizzazione di tre audio guide per non vedenti e ipovedenti che, attarverso una serie di file scaricabili dal sito internet http://www.aidanet.com/, illustrano le caratteristiche e le particolarità dei vari ristoranti della città. Il punto di partenza per la realizzazione di una delle tre audio guide è il volume Pappa & Ciccia, curato da Leonardo Romanelli, una bussola per chi è alla ricerca delle eccellenze gastronomiche di Firenze e dintorni. Dalla pubblicazione cartacea sono stati selezionati una serie di locali e realizzate delle descrizioni funzionali al pubblico dell’audioguida. Le voci scelte sono quelle di speaker professionisti. Un altro audio libro contiene invece tutta una serie di ricette della tradizione fiorentina e toscana rivisitate dall’estro dell’autrice Benedetta Vitali, nome tra i più significativi della ristorazione nazionale.

Il progetto, denominato ‘Firenze: il piacere della scoperta’, si pone come prossimo obiettivo la realizzazione di una versione audio della guida pubblicata da Aida e Apt Firenze in cui sono descritti otto itinerari per scoprire o riscoprire il territorio fiorentino. Ogni tappa dell’itinerario contiene, infatti, una serie di suggerimenti sensoriali: cosa toccare, annusare, gustare e ascoltare. “I non vedenti – ha detto Antonio Quatraro, presidente dell’Unione italiana ciechi di Firenze – sono il 2% della popolazione. Nel caso di Firenze sono circa 5/6 mila. Una cifra consistente che dovrebbe incentivare le istituzioni a prestare maggiori attenzioni e supporti economici ai nostri progetti”.

da www.superabile.it

A Torino nascono le “guide migranti”


Al via a Torino il primo corso di formazione per “guide migranti”, cittadini di origine straniera che condurranno i turisti a conoscere le proprie comunità di origine nei quartieri più multietnici della città.  20 i partecipanti da Marocco, Senegal, Perù, Romania, Albania, Cina, ma anche italiani provenienti dalla Sicilia e dalla Calabria

«I migranti sono attori chiave nello sviluppo del turismo responsabile  a partire dalla loro capacità di essere ponte tra due territori e due culture» spiega Enrico Marletto, dell’agenzia Viaggi Solidali, che per prima promuove “le passeggiate migrande a Torino” e che organizza il percorso formativo per guide migranti. Uno o più giorni alla scoperta dei luoghi più caratteristici del “meticciato” torinese.

Talvolta per fare il giro del mondo non occorrono ottanta giorni, ma solo qualche ora. E’ questa la grande opportunità che fornisce il grande mercato torinese di Porta Palazzo, dove i contadini delle campagne e delle valli piemontesi, vendono fianco a fianco con i coltivatori cinesi, le donne marocchine con le borse ricolme di pane e mssemen appena sfornato, i macellai e formaggiai romeni che affettano parizer e caçkaval, e i pescatori siciliani che urlano pesce, pesce fresco bella ragazza, in un intreccio unico di sapori e profumi. O San Salvario, il quartiere più multietnico della città che sperimenta una positiva forma di integrazione tra le seconde generazioni di immigrati e con la nascita di numerose associazioni culturali.

Le nuove guide migranti saranno, in qualche modo, dei “mediatori culturali” del turismo, affiancando le guide tradizionali alla città e introducendo i viaggiatori alla cultura, la gastronomia e le tradizioni delle proprie comunità di origine.  Il percorso prevede una serie di incontri teorici con esperti per approfondire le tematiche del turismo responsabile ed alcune uscite sul territorio alla ricerca delle tracce della propria cultura. Un programma variegato di attività che vanno dalla ricerca di prodotti alimentari nel mercato al lavoro di censimento dei luoghi di aggregazione culturale e religiosa della città.   

Nella parte relativa alla formazione dei viaggiatori, il percorso “guide migranti” è sostenuto anche da Fondazioni4Africa: i migranti senegalesi, fra cui alcuni dell’Associazione Culturale Trait d’Union, saranno formati per gestire gli incontri con i viaggiatori che partiranno per il Senegal: a giugno ci sarà il primo test di questi incontri. 

Fondazioni4Africa è un’iniziativa che vede impegnate per la prima volta  insieme quattro tra le principali  fondazioni italiane di origine bancaria: Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariparma, Fondazione Cariplo e Fondazione Monte dei Paschi di Siena.  Il progetto Fondazioni4Africa prevede due interventi, nel Nord Uganda e nel Senegal, finanziati con le risorse messe a disposizione dalle quattro Fondazioni, alle quali ha già deciso di unirsi anche la Fondazione Umano Progresso per un impegno complessivo di 11,1 milioni di euro per i primi 3 anni.

da www.vita.it

 

Washington: coppie gay da oggi saranno unite in matrimonio


Washington apre le sue porte alle coppie gay e lesbo, da oggi, 3 marzo,  si potranno sposare. I futuri “mariti e mogli” dello stesso sesso hanno in programma di mettersi in coda davanti allo sportello matrimoni alla sua apertura, alle 8.30 del mattino locali (le 14.30 in Italia), e sono attese – secondo le autorità – almeno 200 persone.

Già alle 7.15 c’erano delle persone in attesa nel palazzo del tribunale Moultrie, dove si trova l’ufficio, a pochi isolati dal Campidoglio. Le primissime in fila sono Sinjoyla Townsend, 41 anni, e la sua compagna da 12 anni Angelisa Young, 47, arrivate poco dopo le 6 del mattino. «E’ come svegliarsi il giorno di Natale», ha commentato Young.

Intanto a Buenos Aires è stato celebrato oggi il primo matrimonio gay. E’ la prima volta che accade nella capitale argentina. A dicembre un’altra coppia di uomini si era unita in matrimonio nella Terra del Fuoco. Nel caso di oggi è stato un giudice a disporre che il municipio dovesse sposarli.

Il governatore di Buenos Aires Mauricio Macri, nonostante le pressioni della Chiesa, non ha presentato alcun ricorso. Il quotidiano ‘Clarin’ ha parlato di ‘giornata storica’.

da www.blitzquotidiano.it

Lucio Dalla – 4 marzo 1943


Buon compleanno, Lucio, le tue canzoni mi hanno dato e continuano a darmi emozioni, grazie .

Spero di riuscire, un giorno, a incontrarti a Milo, sull’Etna, dove so che hai una casa vicina a Franco Battiato 🙂

http://www.youtube.com/watch?v=pGv2JbIpy24