L’amore, il perdono e la giustizia


“La giustizia non è una virtù che gli umani praticano
spontaneamente, ragion per cui, quando Mosé ha posto l’accento su questa virtù, ha fatto fare loro grandi progressi. In seguito è
venuto Gesù per insegnare loro l’amore, il perdono. Ma bisogna
fermarsi qui? No, c’è ancora un altro grado da raggiungere,
perché in realtà, perdonare non risolve tutti i problemi. Se
qualcuno viene ad attaccarvi, è forse proibito essere più forti
di lui, afferrarlo alla cintola e sollevarlo dicendogli: “Allora,
vuoi che ti scaraventi a terra?” Però voi evitate di farlo, lo
rimettete in piedi dolcemente, e così lui capisce. Ovviamente, è
simbolico: voglio dire con questo che bisogna essere più forti
dei propri nemici, immobilizzarli con un gesto, una parola, uno
sguardo. Non li maltrattate, ma anzi li aiutate dando loro una
magnifica lezione.
Per ottenere questa forza spirituale, dovete pregare, meditare
ed esercitarvi, prendendo il sole come modello. Allora, a
contatto col vostro calore e la vostra luce, chi potrà toccarvi
senza bruciarsi? I nemici resteranno lontani, non oseranno più
avvicinarsi. Di fronte alla potenza spirituale, si è sempre
costretti a capitolare. Dopo la giustizia, dopo l’amore e il
perdono, l’essere umano deve ancora conquistare la vera forza.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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