Terzo giorno, ancora voci dal carcere di Augusta: “Parole crude di un padre triste”


Questa breve poesia, scritta in stretto dialetto catanese, che mi è arrivata dal carcere di Augusta, è dedicata da un padre, Vincenzo, a suo figlio. Per farvela apprezzare meglio pubblicherò, di seguito, la traduzione in italiano.

Vulissi vèniri p’èssiri ccu ttia

ppi nun ti lassari mai cchiù, pavassi

cu la me vita dda vita ca pessi

nun putènnula truvari senza tia.

Vorrei venire per stare con te

Per non lasciarti mai più, pagherei

Con la mia vita quella vita che ho perso

Non potendola trovare senza di te.

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