Bach in una versione un po’…unusual


In un video che risale al 1967 la grande Mina insieme al flautista per eccellenza, Severino Gazzelloni, interpretano questa “fuga a due voci” in do minore di Bach

http://www.youtube.com/watch?v=rjn1JHlSoe0

Gravi problematiche della Casa di reclusione di Augusta – urge una soluzione


 Ricevo e con piacere pubblico:

 Lettera al ministro Alfano e ad altre autorità preposte

La Casa di Reclusione di Augusta versa in uno stato di grave emergenza dovuta alla stabile e sempre più critica carenza di personale e per il notevole sovraffollamento della popolazione detenuta. In prima battuta, occorre valutare attentamente la possibilità di inviare un numero adeguato di personale di polizia penitenziaria, considerato che attualmente l’organico amministrato è di 224 unità a fronte delle 357 previste dal D.M. 6.12.2001 che, oltretutto, occorre rivedere urgentemente e per il quale occorre un incontro con tutte le OO.SS. Si chiede, a gran voce, il rientro di tutte le persone distaccate in altri istituti e servizi penitenziari, escludendo da tale eventuale azione, solo i distacchi previsti dall’articolo 7 del DPR 254/1999. La critica mancanza di personale – sia chiaro – comporta pesanti conseguenze all’ordine, alla disciplina e alla sicurezza dell’istituto. Tale carenza provoca anche un aggravio dei carichi di lavoro, stress psico-fisico, assenze per malattia, ricorso allo straordinario e malcontento generale.  La C.R. di Augusta registra mediamente 615 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 320 posti, comportando l’ubicazione di 3 detenuti in camere di pochi metri quadrati, progettate per ospitare un solo recluso. Si registra, inoltre, una sovraffollata sezione “alta sicurezza” e una presenza numerosa di detenuti con patologie psichiatriche. In considerazione dell’elevata presenza di detenuti, che rende difficile la gestione dell’istituto sotto il profilo dell’ordine, la sicurezza ed il trattamento, sarebbe opportuno procedere quindi ad uno sfollamento. 

Le condizioni strutturali del penitenziario di Augusta sono decisamente pessime e potrebbero arrecare danni irreparabili anche a persone (si veda il crollo di gran parte della recinzione esterna avvenuta qualche tempo fa di cui parte non è stata ancora ricostruita con grave pregiudizio per la sicurezza). C’è una rilevante carenza idrica (primo su tutti quello di poter godere di erogazione d’acqua costante, visto che sono vent’anni che si continua a razionare l’acqua a detenuti ed operatori con tutte le conseguenze negative che tale limitazione provoca), mal funzionamento degli impianti elettrici, reparti detentivi e tutti i luoghi di lavoro in precarie condizioni igienico-sanitarie, impianto antincendio a rischio di mal funzionamento in caso di bisogno, con seri ed irreparabili pericoli per persone e cose. Si richiede quindi la chiusura di una parte dell’Istituto al fine di permettere i necessari lavori di adeguamento e di ristrutturazione per rendere il penitenziario rispondente ai dettati normativi e ordinamentali e l’installazione di un circuito di video sorveglianza lungo tutto il perimetro del muro di cinta ciò al fine di poter valutare la possibilità di recuperare unità di personale di polizia penitenziaria.

Nell’attesa di un urgente riscontro, si coglie l’occasione di porgere cordiali saluti.

 IL SEGRETARIO GENERALE della Federazione Sindacati Autonomi – Coordinamento Nazionale Polizia Penitenziaria Giuseppe Di Carlo

Pennetta batte Garbin al WTA di tennis a Parigi


di Daniela Domenici

Si è appena concluso il derby tutto italiano tra Flavia Pennetta e Tathiana Garbin valevole per i quarti di finale del torneo WTA di tennis a Parigi.

Flavia Pennetta se lo è aggiudicato in meno di un’ora, per l’esattezza in 58’ 53”, battendo la Garbin col punteggio finale di 6-1, 6-3.

Nel primo set, concluso in 25 minuti, la Pennetta ha concesso un solo game all’avversaria, al settimo gioco le strappa il servizio e si aggiudica il set per 6 a 1.

Nel secondo set, la Pennetta al secondo gioco strappa nuovamente il servizio alla Garbin e si porta sul 2 a 0; al quarto, al sesto e all’ottavo games la Garbin mantiene il suo servizio e si aggiudica i suoi tre punti. All’ottavo, in particolare, riesca ad annullare tre match points alla Pennetta e ad aggiudicarsi il suo terzo punto ai vantaggi.

Ma niente da fare per la giocatrice di Mestre perché al nono gioco Flavia Pennetta va a vincere col punteggio di 6 a 3 e passa quindi alla semifinale.

“Lascio alla luna”


di Angela Ragusa

Sopire vorrei
i dubbi che sempre con se
porta la sera.

E malinconiche si fanno le ore…

Lascia il tempo
scivolare ogni cosa
come lacrime confuse
a sbiadire quel trucco
messo al mattino
che arriva stinto al crepuscolo
e svela quanto più bello è il mio volto
se lascio rifletter
alla luna i suoi raggi
sul mare infinito
del mio iride azzurro…

Al peggio non c’è fine…La barzelletta sull’ergastolo di Berlusconi


 

Nell’attesa dell’arrivo del Capo dello Stato all’inaugurazione dell’anno giudiziario, Silvio Berlusconi racconta una barzelletta ai presidenti delle Camere e ad alcuni magistrati:Signor Silvio Berlusconi, poche volte ho sentito una barzelletta di così pessimo gusto, forse perchè, per l’appunto, sono un ergastolano.
Forse lei non sa, se lo faccia spiegare dai suoi famosi e bravi avvocati, che in Italia esistono due tipi di ergastolo.
Uno normale, che ti da la speranza, ma non la certezza, un giorno di poter uscire, mentre con l’altro, l’ergastolo ostativo, non hai nessuna speranza se non passi il tuo ergastolo a qualcun’altro.
Io non so che tipo di ergastolo aveva il suo Gesù della barzelletta che ha raccontato, ma le assicuro che se aveva quello ostativo non sarebbe mai uscito se anche lui non avesse fatto come Giuda.
L’ergastolano ostativo per tornare ad essere un uomo libero può solo donare la sua vita alla morte.
Signor Silvio Berlusconi, raccontare barzellette sugli ergastolani è come ridere sui morti, perchè in Italia con l’ergastolo ostativo non c’è speranza.
E non hai scelta!
Hai solo la scelta di togliere la libertà ad un altro per avere la tua.
Signor Silvio Berlusconi, se siamo uomini non possiamo vivere senza speranza, solo gli animali ci riescono.
La criminalità organizzata non si sconfigge solo con il pentitismo, si sconfigge soprattutto con l’abolizione dell’ergastolo ostativo.
L’ergastolo è una pena di morte a gocce ed è sbagliato dire che assomiglia alla pena di morte perchè è molto peggio, in questo modo continui a vivere, ma smetti di esistere: ti lascia la vita, ma ti ammazza il futuro.
Signor Silvio Berlusconi, lo sa che cosa è la cosa più brutta della giornata dell’ergastolano?
Che domani inizia tutto daccapo, che sarà un giornata come ieri, come sarà domani e dopodomani, come sarà per sempre…
Un ergastolano ostativo non può fare altro che prepararsi a morire.

Signor Silvio Berlusconi, è già così dura la nostra vita, se può, non ci prenda per il culo raccontando barzellette sugli ergastolani.

 

Di Carmelo Musumeci (da Carcere di Spoleto)

da www.informacarcere.it

 

 

– Dio è preoccupato per la degenerazione regnante sulla terra,e invia Gesù in missione.
Dopo 33 anni, però, suo figlio ancora non ritorna.
Passa qualche altro decennio e di Gesù nessuna traccia.
Dopo100 anni sente alle porte del paradiso un imprevisto “toc toc”.
Dio apre le porte del Paradiso. “Papà” esclama Gesù.
“Figlio mio, che cosa è successo?
Ti aspettavo 60 anni fa”.
E Lui: “Papà in terra è successo di tutto, non c’è più la pena di morte e mi hanno dato l’ergastolo”.

(Fonte: Corriere della Sera sabato 30 gennaio 2010)

A un malato di sclerosi multipla concessa la marijuana per uso terapeutico


Il tribunale di Avezzano accoglie la procedura di urgenza per la somministrazione gratuita di un farmaco a base di cannabis, che deve essere acquistato fuori dall’Italia. Primo caso in Italia

pillole farmaceutiche sul palmo di una mano

AVEZZANO – Per la prima volta in Italia a un malato di sclerosi multipla viene concessa la somministrazione gratuita di un farmaco a base di cannabis. Succede ad Avezzano dove il tribunale ha dato ragione ad un malato in uno stata avanzato della malattia che aveva chiesto di essere curato con il farmaco che deve essere acquistato fuori dall’Italia. Il giudice, Elisabetta Pierazzi, si è infatti pronunciato in un procedimento cautelare e urgente promosso da un malato, affermando il diritto alla somministrazione gratuita di cannabinoidi al malato in questione, in rispetto dell’articolo 32 della Costituzione (che afferma il diritto del cittadino alla salute). L’ordinanza considera, infatti, questo diritto prevalente rispetto a norme a fondamento etico che pure di fatto ne limitano l’efficacia.

Secondo quanto riportato oggi dalla pagina on-line de “Il centro”, il malato ha ottenuto un pronunciamento favorevole perché in condizioni di particolare indigenza e perché il farmaco si è dimostrato l’unico mezzo per alleviarne le sue sofferenze. A spingere inoltre il giudice ad accogliere la procedura di urgenza per ottenere il farmaco anche il fatto che sussisterebbe il cosiddetto periculum in mora. Cioè il rischio di un pregiudizio imminente e irreparabile alla salute del paziente perché le condizioni del ricorrente potrebbero essere pregiudicate dal tempo che occorre per instaurare un giudizio ordinario (più lungo e complesso), in considerazione della gravità della patologia diagnosticata e della sua progressiva evoluzione in senso peggiorativa.

Il pericolo di una danno grave e irreparabile consiste, secondo il giudice, anche nel fatto che la spesa necessaria per l’acquisto degli unici medicinali efficaci, anche in relazione alla cronicità della patologia, potrebbe compromettere la possibilità di soddisfare con il proprio reddito le altre minime esigenze di vita del malato: insomma il farmaco in questione costerebbe troppo rispetto al reddito della persona che ha presentato il ricorso.

da www.superabile.it

Terzo giorno, ancora voci dal carcere di Augusta: “Parole crude di un padre triste”


Questa breve poesia, scritta in stretto dialetto catanese, che mi è arrivata dal carcere di Augusta, è dedicata da un padre, Vincenzo, a suo figlio. Per farvela apprezzare meglio pubblicherò, di seguito, la traduzione in italiano.

Vulissi vèniri p’èssiri ccu ttia

ppi nun ti lassari mai cchiù, pavassi

cu la me vita dda vita ca pessi

nun putènnula truvari senza tia.

Vorrei venire per stare con te

Per non lasciarti mai più, pagherei

Con la mia vita quella vita che ho perso

Non potendola trovare senza di te.