We all live in a…black submarine: a bordo del sottomarino Greco PONTOS ad Augusta


di Daniela Domenici

Nell’ambito dell’esercitazione “Noble Manta 2010”, la più grande esercitazione della Nato nelle acque della Sicilia sud orientale a cui partecipano gli equipaggi di ben 10 nazioni, stamattina abbiamo avuto il piacere di poter salire a bordo e visitare un sottomarino che fa parte di questa forza multinazionale.

Attraccato a una delle banchine della Marina Militare ad Augusta c’era il sottomarino Pontos, battente bandiera greca,  una delle unità più moderne della Marina greca, costruito nel 1978 nei cantieri tedeschi di Kiel.

Ci ha raccontato il comandante che il nome Pontos deriva da quello di un dio, Isiodos Pontos, della mitologia ellenica, che impersonava il mare; era figlio di Gaia e Aithera e padre di Nereus e Evrinias. Inoltre, in lingua greca, “pontos” è un sinonimo di “thalassa”, cioè “mare”.

Ciò che colpisce chi, per la prima volta (come la sottoscritta), entra in un sottomarino è l’esiguità degli spazi in proporzione al numero dei componenti dell’equipaggio che ci vivono e operano: da non credere che in quei pochi metri quadrati riescano a convivere, notte e giorno, anche per due mesi di seguito, 35 persone!!!

Vogliamo ringraziare per la squisita cordialità e la calorosa accoglienza il comandante e tutto l’equipaggio del Pontos che hanno risposto con precisione di dettagli a qualunque tipo di domanda, anche la più curiosa, che abbiamo posto loro durante la nostra permanenza a bordo.

E naturalmente vi propongo la celebre canzone dei Beatles

http://www.youtube.com/watch?v=cI5WsZ1HwS4

La più importante esercitazione annuale anti-sommergibile della Nato nel Mediterraneo


Dieci nazioni della NATO schiereranno nel Mediterraneo, dal 10 al 24 febbraio 2010,  sette sommergibili, otto unità navali di superficie e 18 tra aerei ed elicotteri per il pattugliamento marittimo nell’ambito dell’esercitazione annuale anti-sommergibile (ASW) Noble Manta 2010 (NMA 10). La NMA 10 si svolgerà nel Mar Ionio a sud-est delle coste della Sicilia e comprenderà forze e personale di Canada, Francia, Germania, Grecia, Italia,  Norvegia, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti d’America  e Turchia.    

Scopo dell’esercitazione é addestrare una forza multinazionale – equipaggiata con  mezzi navali, sommergibili ed aerei – in operazioni ASW, anti-superficie e di sorveglianza delle coste. Unità di superficie del Gruppo Permanente della NATO 2 (SNMG2) prenderanno parte all’esercitazione assieme ad una fregata e ad una unità ausiliaria della Marina italina e ad una fregata della Marina francese.    Nel corso dell’attività in mare i sommergibili si alterneranno nei ruoli di cacciatore e preda. Velivoli da pattugliamento marittimo forniti da  Canada, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti d’America saranno dislocati sulla base di Sigonella mentre elicotteri italiani ASW opereranno da Fontanarossa, in Sicilia.  Sono pianificate circa 100 missioni aeree che richiederanno in media lo svolgimento di un briefing agli equipaggi ogni tre ore.

NMA 10 si svolgerà sotto la supervisione del Comando Alleato della Componente Marittima di Napoli, comandato dall’Ammiraglio Maurizio Gemignani, della marina militare italiana, e verrà condotta dal comandante del ‘Submarines Allied Naval Forces South Command’, Contrammiraglio John M. Richardson e dal comandante del ‘Maritime Air Naples Command’, Contrammiraglio David J. Mercer, entrambi statunitensi.

Buffo il destino…


di Daniela Domenici

Proprio l’anno scorso, in questi giorni, cominciavo a tirar fuori, dal deserto in cui era finita, una persona che poi sarebbe diventata un’amica “speciale” durante il corso del 2009 e che, guarda  gli scherzi del destino, è ora tra quelle che hanno contribuito a fare diventare deserto me.

Che buffo, vero?

Mai dire mai…ieri toccava a lei, oggi a me, anche grazie al suo contributo…lei trovò me sulla sua strada, la sua oasi; io, purtroppo, non incontrerò alcuna oasi, lo so già, non mi aspetto niente da nessuno, ho sempre dato senza attendere niente in cambio, prosciugandomi, desertificamdomi…nessuna oasi all’orizzonte per me…

…come dice una celebre canzone napoletana “chi dato, ha dato, chi ha avuto, ha avuto, scordammoce ‘u passato, simme ‘e napoli, paisà”.

Giovedì…magro


di Daniela Domenici

Il calendario dice che oggi è giovedì grasso, il momento clou del Carnevale prima del martedì grasso che conclude questo periodo e lascia spazio, con il mercoledì delle Ceneri, al periodo della Quaresima in preparazione alla Pasqua di Resurrezione del Signore.

Quest’anno purtroppo, per me, la Quaresima è iniziata molto prima del 17 febbraio, il mio deserto è cominciato da molto e non so quando finirà, mi auguro di trovare un’oasi, non so dove né quando e, se ciò non sarà possibile, il deserto rimarrà la mia casa.

Buon giovedì grasso a tutti voi!!!

Niente più carcere, secondo giorno


di Daniela Domenici

Ieri 10 febbraio 2010 mi sono dimessa, anzi, mi hanno costretta alle dimissioni da volontaria con un dolore enorme, lo potete immaginare, dopo più di due anni in cui ho dato l’anima là dentro.

Ma come si può combattere contro l’ottusità, contro la chiusura mentale, contro i mulini a vento di coloro che dovrebbero dirigere una struttura così difficile come un carcere ma che si dimenticano che l’art.27 parla di rieducazione, che i detenuti non sono numeri o animali ma uomini che, per quanto abbiamo commesso reati per cui stanno scontando la pena, rimangono uomini con cui si può dialogare, non appestati da allontanare.

Purtroppo non tutte le carceri sono Bollate (che è diretto da una donna illuminata), di Bollate ce n’è una sola e, forse, poche altre, ho provato a combattere ma oggi depongo le armi definitivamente, c’è un limite a tutto.

Ringrazio coloro che in questi due anni, tra il personale in servizio, si sono comportati umanamente verso di noi, soffro maledettamente per non poter più avere quel dialogo instaurato con alcuni detenuti che serviva a far crescere sia me che loro.

Proprio poco fa ho avuto una lezione di Corano da un ragazzo del Senegal che mi ha fatto capire molte cose su questa religione così diffusa, una delle tre grandi religioni monoteiste, ogni volta era così: gocce di acquisizioni perché nel “nostro” carcere (e continuerò a pensarlo così dentro di me) ci sono decine di lingue e nazionalità diverse da cui c’era solo da imparare.

Pazienza, spero solo che continuino a scrivermi lettere e che così possa continuare a essere la loro voce all’esterno.