“Quello che non ci siamo detti” di Marc Levy


di Daniela Domenici

Quanti di noi dicono talvolta, riferendosi a un genitore o a un figlio o a un amico scomparso troppo presto “Ah, quante cose avrei voluto dirgli, peccato, ormai è troppo tardi, avrei voluto fargli/le capire quanto l’amavo, ma ormai…”, con il rimpianto di aver perso l’occasione di mostrare alla persona che ci è venuta a mancare i nostri sentimenti verso di lei o lui.

Questo nuovo romanzo di Marc Levy parte proprio da questa considerazione ma la fantasia dell’autore inventa un abile e inimmaginabile stratagemma (a cui tutti però crediamo per quanto fantasioso sia) per dare la possibilità ai due protagonisti, un padre e una figlia, Julie, di avere un po’ di tempo in più per parlarsi, per conoscersi, per confidarsi, per scoprirsi legati da un affetto di cui, forse, nessuno dei due immaginava la portata.

Intorno alla vicenda di questo padre e di questa figlia ruotano una serie di altri personaggi abilmente caratterizzati da Levy, da Stanley, l’amico del cuore di Julie, ad Adam, il quasi marito a Tomas, l’amore del passato, ognuno di loro ha un ruolo importante nella vicenda così come i luoghi geografici, così perfettamente descritti dall’autore, da Montreal a Berlino e Roma, ogni città legata a un momento della vita dei due protagonisti.

Ancora una volta Levy ha fatto centro non solo riuscendo a immaginare quel particolare che non possiamo svelarvi che consentirà (e che avrà un “turning point” imprevisto, come in un thriller, nelle ultime pagine del libro) al padre di Julie e alla sua adorata figlia di godere di intensi momenti insieme ma soprattutto utilizzando magnificamente i dialoghi per regalarci i pensieri e gli stati d’animo dei vari protagonisti.

Insomma un altro libro da leggere tutto d’un fiato come ci ha ormai abituati Marc Levy.

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Google: borse di studio per studenti disabili


di Sara De Carli

Google lancia il bando Google Europe Scholarship for Students with Disabilities: borse di studio di 7mila euroGoogle lancia la Google Europe Scholarship for Students with Disabilities, cioè un bando per l’assegnazione di borse di studio di 7mila euro per l’anno accademico 2010/2011 per studenti universitari con disabilità iscritti a facoltà di Scienze informatiche o simili di tutta Europa. 

 L’obiettivo di Google? «Smantellare le barriere che allontanano gli studenti disabili, incoraggiarli a eccellere negli studi, diventare leader attivi nella creazione di tecnologia».

 Il bando è aperto alle candidature online fino al 15 marzo prossimo e si rivolge a studenti con ogni tipo di disabilità, iscritti a un’Università europea (quindi non necessariamente solo cittadini europei) alle facoltà di Scienze Informatiche o di un settore strettamente collegato (Computer Science, Computer Engineering, Informatics, or a closely related technical field).
La borsa di studio vale per il prossimo anno accademico ma tutti coloro che ne beneficeranno potranno parteciapre già nel giugno di quest’anno a una visita spesata presso il Centro Direzionale di Zurigo (Svizzera) di Google Europe.

 da www.vita.it

Il 3 febbraio del 1957 nasceva il Carosello, cosa è cambiato?


di Santino Rizza

Per noi che siamo definiti quelli della vecchia generazione, dimenticarsi del Carosello non è facile.

Dal 1957 al 1977, è stato compagno insostituibile, non tanto per i prodotti che promuoveva, ma per una frase che ormai è entrata a far parte degli annali, e che oggi farebbe scalpore tra i giovani, “A letto dopo il Carosello“.

Un’espressione che tutti i genitori del tempo “imponevano” a noi piccoli.

In poche parole era come avere lo zuccherino prima della famosa, o famigerata, affermazione, che per ben vent’anni ha accompagnato quelli della mia generazione, e che ha concesso l’onore di poter pronunciarla a chi in quegli anni si trovava dall’altro lato della barricata, i nostri genitori.

Chi non ricorda Patty Pravo, che nel periodo estivo diventata testimonial di un famoso cornetto, oppure la presenza di attori di grido di quel periodo, che magari vestivano i panni del cittadino modello, e famoso aggiungerei io, che utilizzava e quindi faceva la reclame di un dentifricio?.

Da Totò a Mina, da Gino Bramieri a Walter Chiari, nessuno era indenne dal far la sua comparsa nel “Carosello” per fare il suo intervento pubblicitaro, che raccontava una storia in un solo minuto (se non ricordo male).

Quanti ricordi, ma oggi la situazione è uguale a ieri? Assolutamente…NO !

Oggi (umoristicamente parlando) sono i figli a ricordare ai genitori che ad una certa ora bisogna andare a letto. Perché? Perché la nuova generazione, non ha orario per uscire e rientrare in casa.

Quante volte i giovani hanno sentito i propri genitori gridare Questa casa non è un albergo!“.

E quante volte noi genitori abbiamo dovuto ascoltare la sarcastica risposta dei figli risposte dei figli:  “Allora la colazione la faccio al bar“.

Ah quanti ricordi il Carosello, ma se tornasse oggi i genitori potrebbero pronunciare la famosa frase o sarebbero i figli a cogliere la palla al balzo per mandare noi giovani degli anni 50 a letto

da www.enna,blogsicilia.it

Preghiera di ringraziamento al risveglio dall’anestesia


di Daniela Domenici

Signore, Padre mio,

ancora una volta mi hai dato la grazia

di riaprire gli occhi su questo mondo

che, per quanto imperfetto,

ha sempre qualcosa da mostrare

a chi ha occhi, cuore e anima

sempre puri per apprezzare…

Grazie, Signore,

anche se non so quali progetti tu abbia ancora per me

aiutami a portarli avanti giorno per giorno,

anche se non so che missione tu mi abbia affidato

aiutami a metterla in pratica nel migliore dei modi

e quando credi che sia venuto il momento

di lasciare questa vita terrena

per andare alla Casa

lo capirò senza bisogno di avvertimenti

e sarò sempre e felice di raggiungerti.

“Eri piccola” di Fred Buscaglione


Oggi nel 1960 moriva Fred Buscaglione, un cantante che ha fatto epoca con il suo modo di cantare, con le sue canzoni così particolari…ho scelto per voi “Eri piccola”, uno dei brani che l’hanno reso più celebre, un’interpretazione originale tratta dalla cineteca della Rai cantata l’anno prima della sua morte.

http://www.youtube.com/watch?v=NSiGcGgOtZw&feature=related

Concerto per violino e orchestra op. 64 di Mendelssohn


Oggi nel 1809 nasceva una grande musicista, Felix Mendelssohn-Bartholdy, dalla sua vasta produzione ho scelto il primo movimento del concerto op.64 per violino e orchestra che amo particolarmente nell’interpretazione della violinista Sarah Chang e l’orchestra diretta da Kurt Masur

http://www.youtube.com/watch?v=CCLxso5XDN4

Niente accade per caso


Qualche giorno fa mi sono arresa di fronte all’ingratitudine  di certe persone, il Signore oggi mi manda a dire di non arrendermi ma di continuare a ringraziarlo anche se sto soffrendo perchè un giorno capirò il motivo della mia sofferenza, il Suo disegno imperscrutabile, solo così, ci dice Aivanhov, alimentiamo la fiamma della vita, il Signore vede dentro di noi, le nostre buone azioni, la nostra buona fede, il nostro disinteresse, il nostro umanesimo…

Tutto mi è accaduto per il mio bene, certe porte mi si sono chiuse, altre se ne apriranno…

  Nella tua vita niente avviene per caso.

Le persone e gli avvenimenti che compaiono nella vostra vita nascondono importanti motivi, significati e spiegazioni.

Per questo sbagliamo quando pensiamo che incontri e rapporti siano casuali: tutto dipende da una forza potente che ci collega e favorisce determinate conoscenze e relazioni.

da http://crescereleggendo.wordpress.com

“Pensate ogni giorno a ringraziare il Cielo, fino sentire che
tutto ciò che vi accade è per il vostro bene. D’ora in poi dite:
“Grazie Signore, grazie Signore…” Ringraziate per ciò che avete
e per ciò che non avete, per ciò che vi dà gioia e per ciò che vi
fa soffrire. È così che alimenterete in voi la fiamma della vita.
È una legge che bisogna conoscere: nulla può resistere dinanzi
alla gratitudine.
Direte: “Ma come si fa a ringraziare quando si è infelici,
malati, in miseria? Non potremo mai!” Sì che potrete, ed è questo
il più grande segreto: benché infelici, riuscire a trovare una
ragione per ringraziare. Siete poveri? Siete malati? Ringraziate,
ringraziate, rallegratevi nel vedere gli altri ricchi, in buona
salute, nell’abbondanza, e vedrete… poco dopo, certe porte si
apriranno e le benedizioni cominceranno a riversarsi su di voi.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov