Il carcere? Una serra da coltivare-I detenuti giardinieri per la città


NAPOLI – Il carcere diventa giardino e ai detenuti spunta il pollice verde. I parchi e le piazze di Napoli saranno forniti di fiori e piantine prodotti e lavorati all’interno delle serre della casa circondariale di Secondigliano. L’iniziativa, si legge in una nota, nasce da un accordo tra direzione penitenziaria, Tribunale di sorveglianza ed assessorato all’Ambiente del Comune di Napoli.

A LEZIONE DAGLI AGRONOMI – A formare i detenuti saranno gli agronomi e i giardinieri del Comune che hanno nel progetto il ruolo di docenti per le lezioni teoriche e di pratica florovivaistica. L’iniziativa sarà presentata martedì 26 gennaio, alle 12, nella struttura penitenziaria di Secondigliano dove interverranno il sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo con l’assessore all’Ambiente Rino Nasti, il presidente del Tribunale di Sorveglianza Angelica Di Giovanni, il provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, Tommaso Contestabile, il direttore dell’Istituto, Liberato Guerriero, con la vicedirettrice Giulia Leone. Ed ancora, il presidente della Commissione Ambiente dell’Ordine degli avvocati, Giovanni Siniscalchi, ed il garante dei diritti dei detenuti, Adriana Tocco.

da www.corrieredelmezzogiorno.corriere.it

Questa è la notizia che ci arriva da Napoli.

Ad Augusta, invece, da più di un mese 12 detenuti escono ogni mattina dal carcere per lavorarare come giardinieri in base all’art. 21 per un accordo tra la direzione del carcere e il Comune di Augusta, lo faranno per 6 mesi, ogni giorno dalle 8 alle 12.

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