Gli “oggetti smarriti” di 30 anni di misteri mafiosi


Giuseppe  Le carte di Dalla Chiesa, l’agenda di , i documenti conservati in cassaforte nel covo di a , il video che Rostagno portava con sé nei giorni precedenti il suo omicidio e infine il sasso, macchiato di sangue, che uccise . Sono solo  alcuni dei 24 “pezzi mancanti”  dei trent’anni della storia di .

 Sono pochi i casi in cui prima o dopo i delitti di non sia sparita un’agenda, un diario o addirittura una cassaforte. Emblematico il caso del sasso, macchiato di sangue, che uccise Giuseppe   la notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978.

 La pietra fu trovata dal necroforo comunale di Cinisi, Giupeppe Briguglio, in un casolare a pochi metri dai binari dove fu ucciso il conduttore radiofonico. L’arma del delitto non fu mai ricevuta dall’ufficio corpi di reato del Tribunale di . Insomma consegnata ai carabinieri poi è sparita.

 Da una lunga serie di “” nasce l’inchiesta giornalistica di Salvo Palazzolo,dal titolo “I pezzi mancanti” nella quale si ricostruiscono i 24 casi di prove sparite. “Un viaggio nei misteri della ” recita il sottotitolo, ma anche un viaggio in trent’anni di misteri dello Stato italiano.

 Anche le carte di Alberto dalla Chiesa sparirono magicamente dalla cassaforte di Villa Pajno a . La cassaforte, all’arrivo dei poliziotti il 3 settembre del 1983, era chiusa e la chiave non si trovava. Solo sei giorni dopo, quando la cassaforte era ormai vuota, si scoprì che il Generale aveva messo nero su bianco tutto quello che sapeva e lo aveva  confidato alla fedele governante.

 E ancora. Dov’è finita l’agenda  di colore marrone scuro dell’esattore mafioso Ignazio Salvo, sequestrata dal commissario Ninni Cassarà pochi mesi prima di venire ucciso a colpi di kalashnikov? Era agli atti del processo.Che era scomparsa è venuto fuori nel 1993, quando i procuratori di inutilmente la cercarono. Non si trova più l’agenda rossa di Paolo , la stessa che il procuratore aveva messo in borsa il pomeriggio in cui saltò in aria in via D’Amelio.

 Pezzi mancanti, come i file del computer del giudice o il “tesoro” di , che non si ritroveranno mai o che verranno fuori al momento opportuno. Per uno scambio, una trattativa frutto dell’ennesimo ricatto

 da www.blitzquotidiano.it

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Pippo Baudo apprezza la candidatura di Emma Bonino


“E’ una candidatura bella, forte, conosco Emma Bonino da anni”. Lo ha detto Pippo Baudo, intervistato da Radio Radicale a margine del seminario sulla Tv che si sta svolgendo oggi a Roma. “Ho avuto anche delle dispute con i radicali, con Emma e con la Faccio, quando mi contestavano che facevo spettacoli troppo banali. Poi ci siamo occupati anche noi della fame nel mondo. Recentemente ha fatto una bella opera per i bambini africani. E’ una donna importante, forte, una donna cocciuta, da apprezzare”, ha concluso Baudo parlando della Bonino.

da www.radicali.it

A Roma da domani messa in arabo


Nella chiesa di Santa Maria in Cosmedin, a celebrarla monsignor Mtanious Hadad, originario della Siria

Messa in arabo per i fedeli mediorientali. A partire da domani, nella capitale presso la chiesa di Santa Maria in Cosmedin. A celebrarla, nella sua lingua madre, l’archimandrita monsignor Mtanious Hadad, originario della Siria e rettore della Basilica, e procuratore del Patriarcato Greco Melkita. Una messa rivolta agli arabi cristiani che vivono in Italia, ma anche ai credenti italiani interessati a partecipare alla celebrazione liturgica delle chiese d’origine

Un’iniziativa che, come si legge, rappresenta soprattutto una «sfida, quella di dimostrare che ”arabo” non è necessariamente sinonimo di seguace dell’Islam, dando la possibilità di essere al tempo stesso arabi e in egual misura cristiani, e costituendo così la fonte del dialogo, della comprensione e della collaborazione fra Cristianesimo e Islam». Da queste premesse, nel cuore di Roma, nel complesso monumentale della chiesa di Santa Maria in Cosmedin, nasce il centro culturale Bocca della Verità. L’obiettivo, ragguaglia una nota, «è promuovere la conoscenza e il dialogo interreligioso, tutelando e valorizzando il patrimonio culturale, artistico e storico del Medio Oriente, rendendolo vivo nel confronto e nella sfida con i mutamenti del presente, privilegiando ad ogni livello, la formazione e lo sviluppo della persona, attraverso numerose attività quali cinema, concerti, esposizioni, incontri sociali e formativi, corsi di lingua araba, di canto e musica orientale e bizantina, e di iconografia».

 da www.vita.it

“The sound of silence”


Hello darkness, my old friend,
I’ve come to talk with you again,
Because a vision softly creeping,
Left it’s seeds while I was sleeping,
And the vision that was planted in my brain
Still remains
Within the sound of silence.

In restless dreams I walked alone
Narrow streets of cobblestone,
’neath the halo of a street lamp,
I turned my collar to the cold and damp
When my eyes were stabbed by the flash of
A neon light
That split the night
And touched the sound of silence.

And in the naked light I saw
Ten thousand people, maybe more.
People talking without speaking,
People hearing without listening,
People writing songs that voices never share
And no one deared
Disturb the sound of silence.

Fools said i,you do not know
Silence like a cancer grows.
Hear my words that I might teach you,
Take my arms that I might reach you.
But my words like silent raindrops fell,
And echoed
In the wells of silence

And the people bowed and prayed
To the neon God they made.
And the sign flashed out it’s warning,
In the words that it was forming.
And the signs said, the words of the prophets
Are written on the subway walls
And tenement halls.
And whisper’d in the sounds of silence.

Simon & Garfunkel
Da: Il Laureato (1969)

http://www.youtube.com/watch?v=oLEmyeQlS5M

http://www.youtube.com/watch?v=eZGWQauQOAQ

Salve oscurità, mia vecchia amica
ho ripreso a parlarti ancora
perchè una visione che fa dolcemente rabbrividire
ha lasciato in me i suoi semi mentre dormivo
e la visione che è stata piantata nel mio cervello
ancora persiste
nel suono del silenzio
Nei sogni agitati io camminavo solo
attraverso strade strette e ciottolose
nell’alone della luce dei lampioni
sollevando il bavero contro il freddo e l’umidità
quando i miei occhi furono colpiti dal flash di una luce al neon
che attraversò la notte
e toccò il suono del silenzio

E nella luce pura vidi
migliaia di persone, o forse più
persone che parlavano senza emettere suoni
persone che ascoltavano senza udire
persone che scrivevano canzoni che le voci non avrebbero mai cantato
e nessuno osava, disturbare il suono del silenzio

“Stupidi” io dissi, “voi non sapete
che il silenzio cresce come un cancro
ascoltate le mie parole che io posso insegnarvi,
aggrappatevi alle mie braccia che io posso raggiungervi”
Ma le mie parole caddero come gocce di pioggia,
e riecheggiarono, nei pozzi del silenzio

e la gente si inchinava e pregava
al Dio neon che avevano creato.
e l’insegna proiettò il suo avvertimento,
tra le parole che stava delineando.
e l’insegna disse “le parole dei profeti
sono scritte sui muri delle metropolitane
e sui muri delle case popolari.”
E sussurrò nel suono del silenzio

 

La Sicilia boccia il nucleare


La dice no al : il Parlamento regionale ha approvato all’unanimità un provvedimento, presentato da alcuni deputati del , che impegna il governo di a non installare centrali nell’isola.

A sorpresa, dopo alcuni interventi in aula dei deputati, si è espresso a favore anche Lombardo, che finora aveva sostenuto la linea del referendum popolare sull’eventuale decisione del governo di Roma di costruire un sito in .

«Vedo che c’è un’ampia convergenza sul tema del – ha detto il governatore – Ci batteremo perchè in non si parli nemmeno lontanamente di ».

«Ho avuto modo di parlare con il ministro Scajola – ha aggiunto il governatore – Mi ha detto che prossimamente avrebbe incontrato le Regioni perchè potessimo avere elementi di certezza su questi argomenti».

Lombardo ha smentito le voci su Palma di Montechiaro (Ag) come luogo individuato per la creazione di una centrale . «Nessuna localizzazione, salvo che non siano segrete, è stata formalmente individuata» ha proseguito aggiungendo tuttavia che «i rischi non si riducono enormemente se questa centrale anzichè a Palma di Montechiaro viene collocata a Sibari, a Taranto o a Napoli».

«Non si riducono assolutamente – ha concluso – senza considerare che lo Stato autonomo di Malta, che dista una novantina di chilometri dalle coste sud della , potrebbe anch’esso dotarsi di una centrale ».

La si allinea con le altre tredici regioni italiane che hanno già detto no al .

da www.blitzquotidiano.it

Australian Open – Schiavone, Brianti e Garbin al 3° turno


Proseguono i successi dell’italtennis femminile agli Australian Open. Dopo Sara Errani e Roberta Vinci, accedono al terzo turno anche Francesca Schiavone, Alberta Brianti e Tathiana Garbin.

La Schiavo supera senza problemi il secondo turno, battendo in due set la francese Julie Coin. Un match mai in discussione per la tennista milanese, testa di serie numero 17, che si è imposta per 6-3, 6-4. Poco da dire sulla prova di Francesca che al terzo turno si troverà, invece, ad affrontare un’avverasria più ostica: la numero 10 del mondo Agnieszka Radwanska che ha battuto 6-0, 6-2 la russa Alla Kudryavtseva.

Grande successo anche della 33enne Tathiana Garbin che si è imposta in tre set sulla più giovane Yaroslava Shvedova. Non avrà la potenza della kazaka, ma Tax ha compensato con una grande intelligenza tattica e ha saputo sfruttare al meglio la sua esperienza. Dopo un primo set combattuto (perso 7-6), in cui l’azzurra ha sprecato molto e nel tie break, avanti 5-3. si è fatta rimontare e ha finito per cedere il parziale (tie break terminato 7-5), la Garbin ha iniziato a ingranare e per la Shvedova non c’è più stato nulla da fare. 6-2, 6-0 è il risultato degli ultimi due parziali a favore di Tx che strappa, così, il pass per il terzo turno, raggiungendo il suo miglior risultato. Ora troverà sul suo cammino la numero 7 del seeding, la bielorussa Viktoria Azarenka. non sarà facile ma ci proverà.

Di sicuro ci ha provato Alberta Brianti e i fatti le hanno dato ragione. L’azzurra, infatti, ha battuto in rimonta la ben più giovane e quotata Sabine Lisicki. La tedesca era partita alla grande nel primo set, rifilando un sonoro 6-2 alla parmense che, però, non si è persa d’animo e, complici alcuni errori gratuiti dell’avversaria, ha riportato in parità i set. 6-4, è il risultato del secondo parziale, a favore della Brianti che si gioca l’accesso al terzo turno nel terzo e decisivo set. L’azzurra è inarrestabile e lo dimostra nell’ultima frazione di gioco dove chiude i giochi 6-4 e conquista un risultato storico, accedendo al terzo turno dove affronterà la padrona di casa Samantha Stosur. I pronostici non sono dalla sua parte, ma l’australiana farà comunque bene a non sottovalutare Alberta.

da www.it.eurosport.yahoo.com

“Back to Black”: viaggio in note


A sette anni fu portata da schiava in America su un vascello negriero (il “Phillis” da cui prese il nome di battesimo) dove fu acquistata da una coppia di ricchi commercianti che la incoraggiarono a studiare, fino a diventare un’icona: Phillis Wheatley (1753-1784) fu la prima poetessa nera pubblicata nella storia.

È un omaggio alla poetessa- simbolo, e agli artisti del “Rinascimento Nero”, “Back to Black”, lo spettacolo che debutta alla Sala Laudamo del teatro “Vittorio Emanuele” di Messina, con repliche sia pomeridiane (ore 17.30) che serali (ore 21.00) sabato 23 e domenica 24 Gennaio. Un viaggio in musica e poesia che ripercorre le tappe del movimento culturale e artistico fiorito ad Harlem nei primi del Novecento. Spaziando attraverso le atmosfere della musica afro-americana, dagli Spiritual al Gospel, dal Blues al Jazz, lo spettacolo si spinge fino a Nicholas Vachel Lindsay (1879-1931), primo poeta bianco ad esaltare, nelle sue poesie, la cultura e la razza afro-americana e catalizzatore di quello che poi diventerà, con il poeta Langston Hughes, il cosiddetto Rinascimento di Harlem.

La regia è di Giuliano Pagliaro che sviluppa un’idea del sassofonista Giuseppe Alfredo Restuccia (sul palco con una band di quattro musicisti). In scena le attrici, Valeria Alessi e Marinella Romano, ci raccontano la storia degli schiavi d’America, dalla nostalgia per le radici, ai riti voodoo, spaccati di vita vissuta nelle piantagioni di cotone del Sud, attingendo ai versi di Nicholas Vachel Lindsay – “Il Congo”, di Langston Hughes – “Jazzonia” – “La vita non è una scala di cristallo” e Paul Laurance Dumbar – “Per sempre”.

La voce di Sandra De Dominici (vocalist dei Mo-Town) accompagna attraverso la resistenza e la voglia di riscatto di un popolo. Uno spettacolo che, quasi profeticamente in questi drammatici giorni di conflitti razziali a Rosarno, ci invita a riflettere sulla diversità e la possibilità di integrazione. Sandra De Dominici è accompagnata da sei coristi d’eccezione: Veronica Gabriele, Michele Gentile, Eleonora Lacquaniti e Claudia Scirè (già protagonisti dello spettacolo “Musical Miracles” scritto e diretto da Giuliano Pagliaro) a cui si aggiungono le emergenti Gabriella Mazzullo e Caterina Pellegrino. Le musiche dal vivo sono affidate a Giuseppe Alfredo Restuccia (sax tenore), Adolfo Crisafulli (chitarre), Placido Pinizzotto (batteria), Gaetano Bonsignore (basso) che, tra l’altro, eseguiranno grandi classici del jazz: da “Epistrophy” di Thelonious Monk e Kenny Clarke, “African Flower” a “Caravan” di Duke Ellington.

da www.livesicilia.it