New Scientist: “Ecco le 5 nuove emozioni universali del genere umano


Per cinquanta anni, gli psicologi hanno concentrato i loro studi sulle emozioni dominanti del genere umano, quegli stati d’animo visibili dal volto che possono essere considerati universali.

Il risultato ha portato alla formula delle cosiddette “”: , , , , e . Ora, però, questo elenco potrebbe essere destinato a crescere: ne è convinta la rivista britannica New Scientist, che ha deciso di fare il punto sulle ricerche volte a trovare le nuove super emozioni del presente. Secondo la prestigiosa rivista scientifica, infatti, ogni epoca ha i suoi stati d’animo.

E se per la modernità questi potevano essere l’avarizia, l’imbarazzo, la noia, la depressione, la gelosia e l’amore, ecco che nella nostra epoca spuntano nuovi candidati, come l’, la curiosità, la , l’ ma, soprattutto, la confusione.

Vediamo nel dettaglio i nuovi sentimenti iniziando dal “sentirsi ispirati“, la prima emozione candidata al titolo di universale. Gli scienziati chiamano questa “elevation”, o “uplifting emotion”, un sentimento di che ci fa avere fiducia in noi stessi e negli altri, che ci fa credere in qualcosa e sentire parte di un progetto. Come esempio, New Scientist riporta un passo del discorso che il presidente americano Barack Obama ha pronunciato al momento del suo insediamento alla Casa Bianca. «Ecco – spiega Jonathan Haidt dell’Università della Virginia – l’ è proprio ciò che hanno sentito i sostenitori di Obama in quel momento: un sentimento positivo, incoraggiante, edificante».

Secondo gli scienziati si tratta di un sentimento universale, che nel nostro organismo si manifesta con la produzione di uno specifico ormone. Manca ancora un’espressione facciale caratteristica, anche se i ricercatori concordano su un generico addolcimento dei tratti somatici e un movimento delle sopracciglia verso l’alto.

Un’altra emozione che, secondo numerosi psicologi, merita di aggiungersi alle “” è l’attitudine alla curiosità. Ne è convinto Paul Silvia, docente di psicologia alla University of North Carolina a Greensboro (Stati Uniti), secondo il quale «la curiosità è fondamentale per la specie perché motiva la gente a imparare». Il bello, spiega Silvia, «Sta nella gratuità di questo sentimento: al giorno d’oggi le persone desiderano accrescere le loro conoscenze anche senza un movente specifico. Non lo fanno per soldi, per superare un esame o per salvarsi la vita: lo fanno semplicemente per il gusto di sapere e l’interesse verso il mondo».

Sul piano comportamentale, questo sentimento si manifesta con gli stessi tratti in tutti gli esseri umani: la testa leggermente piegata da un lato, la velocità del discorso che aumenta e i muscoli della fronte e degli occhi in tensione. Ma c’è dell’altro: per gli psicologi, infatti, la curiosità è diventata sempre più importante per l’uomo contemporaneo in quanto lo aiuta a controbilanciare sentimenti negativi come l’ansia e la .

«L’uomo di oggi – argomenta il professor Silvia – è quotidianamente alle prese con una molteplicità di stimoli contrastanti. Se il seme della curiosità non fosse così ben radicato in ciascuno di noi, la chiusura sarebbe il rifugio della maggioranza».

L’ è il terzo sentimento al centro delle attenzioni degli scienziati. «L’emozione con due facce», come la definisce New Scientist accresce l’autostima individuale e l’attitudine al risultato, dall’altro tende spesso a confondersi con l’arroganza e l’eccessiva sicurezza di sé, al punto da essere elencato tra i sette peccati capitali.

Per Jessica Tracy della University of British Columbia di Vancouver, in Canada, la dimostrazione che l’ sia trasversale a tutti i popoli è data dalla riconoscibilità con cui questo sentimento si manifesta all’esterno. In questo caso, l’espressione facciale non è poi così determinante, visto che tutto si gioca a livello del corpo. «Quando proviamo – spiega Tracy – tutti noi assumiamo inconsapevolmente la stessa postura: testa un po’ all’indietro, braccia leggermente lontane dal corpo e petto in fuori».

La . Secondo Sara Algoe dell’Università del North Carolina, il senso di ha tutti i requisiti necessari per diventare un Big. «Si tratta – spiega la studiosa – di un’emozione del tutto positiva, che aiuta gli esseri umani a rafforzare le loro relazioni sociali, a cominciare dal rapporto di coppia». In un presente in cui le relazioni si fanno sempre più complesse, la ci aiuta a scovare le persone con cui stiamo meglio e a fare qualcosa per loro, innesacando un meccanismo virtuoso di “dare e avere”.

da www.blitzquotidiano.it

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