“Il puzzle della vita”


di Tiziana Mignosa

Siamo caselle nella scatola dell’esistenza

seppure in tanti  ci sentiamo spesso soli

germogliano così fiori e desideri

meravigliosi incontri

perfetti ai nostri lembi.

A mezz’aria la conca seduce il mezzo cerchio

e bacio unisce retta a retta

ma quando l’aria si fa terra

ben presto il cerchio si fa schiena al cerchio

e la retta ondeggia sulla retta retta.

Bendato allora appare

colui che ogni pezzo afferra

anche se

con cura cerca e sceglie

e solo dopo posa.

Così è la vita

quando l’osservi con gli occhi della terra

caselle su caselle

fatica su fatica incastonate

o peggio stanno lì tutte sbilenche

eppure a volte basterebbe

anche solo un pochettino

volgere lo sguardo verso il firmamento

per accorgersi di quanto invece sia perfetto

quello che è il quadro divino.

Filastrocche e limericks…


di Daniela Domenici

Non si finisce mai di imparare…

Ieri, grazie a un bambino di 11 anni di nome Nicolas che è passato da questo mio sito in cerca di limericks per un compito di scuola, ho acquisito una nuova informazione: cosa sono esattamente i limericks che io, fino a ieri, credevo fosse il termine per tradurre in inglese filastrocche…ma non è così e ora so cosa sono e quanto sia difficile crearli seguendo le regole esatte !!!

Ringrazio Nicolas per avermi regalato questo nuovo input di conoscenza che sto approfondendo e mi scuso con i gentili lettori se, fino a ieri, nei titoli delle mie filastrocche ho usato impropriamente il termine “limerick”come traduzione di “filastrocca”.

Mursia e la libreria viaggiante: è un Tir che girerà l’Italia


Una libreria su ruote che viaggia per paesi e paesini d’Italia. Sembra l’inizio di una favola di Italo Calvino, ma è un’idea  un po’ stravagante della casa editrice Mursia diventata realtà. Si tratta di MursiaPasspartù ed è un tir che si apre e diventa uno spazio-libreria. Porterà nelle piazze dei piccoli e medi centri d’Italia il mondo vario e colorato delle proposte Mursia. Un’idea che fa eco a quella di Luciano Bianciardi: “Le librerie sono quasi tutte concentrate nelle grandi città e anche in provincia sono sempre i soliti titoli che vengono proposti. L’idea è quella di invitare i lettori a sfogliare, guardare, scegliere. Negli anni ’50 i “banchettari” di Pontremoli decisero, libri in spalla, di girare il Paese, poi alcuni si fermarono, fondando storiche librerie. Oggi, in un momento di grande immobilismo, abbiamo deciso di rimetterci in viaggio per offrire cultura itinerante” racconta a CNRmedia.com Fiorenza Mursia. La libreria viaggiante si fermerà nelle città quindici giorni, con un calendario ricco di eventi, presentazioni e attività letterarie gratuite che, in inverno, si terranno nelle sale comunali, e in estate direttamente nelle piazze. Le novità: tutti potranno consegnare alla postazione un micro racconto di soli 250 caratteri ad argomento libero. I migliori saranno pubblicati in un’antologia edita da Mursia, il romanzo collettivo che consiste nel proseguire un romanzo di cui un editor di Mursia ha scritto l’incipit e lasciato qualche dettaglio sui personaggi. Tutti potranno proseguire la storia che poi verrà votata dal pubblico, si potranno lasciare i propri ricordi, le proprie ricette (comporranno il “Grande libro delle ricette italiane”), al MursiaPasspartù si potranno scrivere, e quindi salvare, le parole “in via d’estinzione”. Un esempio: che fine ha fatto il duplex? E la brillantina? Ci sarà anche la possibilità di consegnare i propri manoscritti alla postazione di scrittura presenti sul truck.  Prima tappa di questa avventura: Crema, dal 16 al 31 gennaio.

da www.cnrmedia.com

Egitto, nazionale chiusa se non sei musulmano


Hassan Shehata Abilità e devozione. Senza queste due caratteristiche, nella nazionale di calcio egiziana non si può giocare. Il commissario tecnico Hassan Shehata, infatti, convoca solo giocatori di fede musulmana. Se per motivi di fede, poi, resta a casa uno dei calciatori più talentuosi dei faraoni, il centravanti , pazienza. Almeno fino a quando i risultati continueranno ad arridere a Shehata.

 La pregiudiziale religiosa, il tecnico devoto non l’aveva mai esplicitata, almeno fino alla vigilia dell’esordio dei suoi in Coppa d’Africa. In conferenza stampa Shehata, rintuzzato proprio sull’esclusione di , ha spiegato: «Le mie scelte si basano su due considerazioni, la bravura e la devozione assouta. Non considero l’una senza l’altra, chiamo solo chi ha un buon rapporto con Dio». Non , uno con un passato da meteora nella Roma noto per aver lanciato un paio di forbici contro Zlatan ai tempi in cui i due erano la coppia d’attacco dell’Ajax.

 Il ct egiziano lo ha prima voluto nel preritiro, forse per convertirlo, e poi l’ha rispedito a casa. A differenza di un altro attaccante della squadra africana, Mohammed Zidan, che invece si è convertito. All’inizio, ha raccontato il tecnico, «era solo e se ne stava per i fatti suoi. Gli ho parlato, ora recita le preghiere tutti i giorni e sta meglio».

 Le preghiere, appunto. Quelle che i faraoni recitano in cerchio dopo ogni gol e che, secondo il tecnico, gli hanno permesso di alzare per due volte la Coppa d’Africa. Certo, nelle qualificazioni mondiali è andata male: nonostante la devozione allo spareggio, quello giocato in Sudan contro l’Algeria e salito agli “onori” della cronaca per gli scontri violentissimi tra tifosi, l’ ha perso. Ma per scalfire l’incrollabile fede di Shehata ci vuole ben altro. Così come per intaccare la sua panchina: il tecnico, infatti, oltre al soprannome Mel’alem (il gran capo), gode della stima dei politici giusti, presidente in testa

 da www.blitzquotidiano.it

Non solo l’intelletto…ma anche il cuore, l’anima e lo spirito


“Sforzatevi di prendere coscienza del fatto che avete a vostra
disposizione delle facoltà ben superiori all’intelletto.
L’intelletto è solo un buono strumento di lavoro per lo studio e
l’esplorazione della materia, ma anche nella vita quotidiana non
è la guida migliore; infatti, non solo ha una percezione parziale
della realtà, ma soprattutto, in fondo a tutto ciò che decide di
intraprendere, c’è una finalità nascosta, un interesse, un
calcolo egoistico che finirà sempre per produrre guai. Appena fa
un sacrificio o un gesto generoso, l’uomo che si lascia guidare
dal proprio intelletto, lo rimpiange; trova che sia stato davvero
sciocco ascoltare i consigli del cuore o dell’anima.
L’intelletto non è in grado neppure di concepire in che modo la
fratellanza si realizzerà fra tutti gli uomini, in che modo la
Terra formerà un’unica famiglia e il mondo intero vivrà nella
pace e nell’armonia. Esso non può elevarsi abbastanza in alto per
scoprire i veri rimedi, le vere soluzioni. Ciò che l’intelletto
immagina, ciò che propone partendo dalla sua visione incompleta
ed egocentrica delle cose, è sempre difettoso e non risolverà
nulla in modo definitivo. Esistono soluzioni per tutti i problemi
che si presentano agli esseri umani, ma per trovarle occorre
anche fare appello al cuore, all’anima e allo spirito.”

Omraam Mikhaël Aïvanhov