Alfredo Ormando: per non dimenticarlo, per non dimenticare


di Riccardo Di Salvo

 Il 13 gennaio 1998 è una data importante per la vita di gay, lesbiche, bisessuali e trans. E’ il giorno in cui un poeta siciliano alfredo ormanomosessuale di 39 anni, Alfredo Ormando, decide di compiere il gesto estremo di bruciare il suo corpo per rendere VISIBILE la crude…ltà e la fobia della gerarchia cattolica vaticana. Prende il treno e dalla sicilia arriva a Roma. E’ gennaio, fa freddo. Giunto nel cuore della chiesa cattolica romana, di fronte la maestosa basilica di San Pietro, si cosparge di benzina e tra la sorpresa mattutina dei pochi passanti, appicca il fuoco ai suoi abiti. Viene soccorso. Morirà dopo giorni di atroce agonia in un letto d’ospedale. Per noi che già facevamo attivismo nelle associazioni glbt, questo è stato un evento fondamentale per le nostre vite e le nostre pratiche politiche. Abbiamo raccolto l’eredità di Alfredo ri/cominciando a lottare con più orgoglio e determinazione. Sono trascorsi 12 anni da quel disperato gesto e, se facciamo un bilancio dei traguardi positivi, certo, non c’è da rallegrarsi. Neanche la più elementare legge contro le discriminazioni verso gay, lesbiche e transessuali è potuta entrare nell’ordinamento politico di questo Paese, per non parlare dei diritti delle coppie omosessuali e l’adozione dei minori. Le lesbiche continuano ad essere stuprate, i gay massacrati e le persone transessuali impunemente uccise ad un ritmo quotidiano impressionante. Anche la coscienza delle persone glbt sembra palesarsi solo nei giorni dei Pride, mentre il quotidiano scorrere di tantissime vite si consuma all’ombra. Le esternazioni della chiesa cattolica ci raccontano di una religione preda di delirio d’ onnipotenza. Tutto questo senza che lo stato italiano assolva all’elementare dovere di tutelare il diritto alla vita dei e delle cittadin*dall’ invasivo cancro di un paese straniero quel è la Città del Vaticano. Per questo, ricordiamo Alfredo affinchè la sua memoria rimanga viva. La memoria è identità. Se perdiamo la nostra non esistiamo come gay, lesbiche, bisessuali e transessuali.

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