Giustizia: 40 carceri inutilizzate; lo spreco è di 200 milioni di euro


Per fare fronte al sovraffollamento carcerario ci sarebbero già 40 penitenziari già pronti, che però non sono utilizzati. È la denuncia del Partito degli operatori della sicurezza e della difesa (Psd). Nonostante le strutture già a disposizione, sottolinea il Psd, “il Governo progetta la costruzione di nuovi istituti penitenziari stanziando addirittura 500 milioni di euro chiedendo ulteriori fondi all’Unione europea con apposita proposta divenuta addirittura oggetto di una risoluzione dell’Europarlamento.

Tale disastrosa situazione è stata denunciata più volte dal sindacato della polizia penitenziaria. La semplice e, soprattutto, notevolmente meno onerosa ristrutturazione degli edifici già presenti sul territorio risulterebbe attuabile sicuramente in tempi brevissimi se confrontati con quelli necessari alla costruzione ex novo di carceri, contribuendo così alla realizzazione della tanto perseguita razionalizzazione del sistema penitenziario, punto programmatico di Governo”. Ecco l’elenco stilato dall’organizzazione:

– l’istituto carcerario di Morcone (Benevento), è stato costruito, abbandonato, ristrutturato, arredato e nuovamente abbandonato dopo un periodo di costante vigilanza armata ad opera di personale preposto;

– l’istituto carcerario di Arghillà (Reggio Calabria), parimenti inutilizzato, è mancante della sola strada d’accesso, delle fogne e dell’allacciamento idrico, ma è per il resto ultimato e dotato di accorgimenti tecnici d’avanguardia;

– vi sono intere ed impervie regioni nelle quali il problema delle strutture inutilizzate si sovrappone alla frammentazione ed alla sporadicità di quelle esistenti che costringono i preposti Nuclei traduzioni e piantonamenti a frequenti e rischiosi viaggi diversamente non necessari; è il caso della Sardegna dove sono state frettolosamente dismesse ben otto case mandamentali (Ales, Bono, Carbonia, Ghilarza, Sanluri, Santavi, Terralba e soprattutto, per l’eccezionale spreco, Busachi, che, dopo essere costata 5 miliardi di lire, non è stata mai inaugurata), oppure regioni nelle quali a causa della mancata programmazione in funzione dell’estensione, si è costretti allo stesso andirivieni da e per istituti posti al limite provinciale come per Lecce Nuovo Complesso, sorto nel nord di una provincia che si estende per oltre 70 chilometri, quotidianamente percorsi da tutte le Forze dell’ordine provinciali che, ad esempio, potrebbero utilizzare (con semplici adeguamenti tecnici) la casa mandamentale di Maglie solo parzialmente utilizzata per ospitare detenuti semiliberi; ancora maggiore è lo spreco nella stessa provincia, nel comune di Galatina, dove l’istituto penitenziario è del tutto inutilizzato malgrado la posizione strategica.

– ancora, ad Udine, si registra la chiusura della sezione femminile del penitenziario a fronte di situazioni sature in altri istituti, ormai al collasso;

– a Gorizia risulta inagibile un intero piano dell’istituto carcerario e non sono stati programmati i necessari lavori, così come a Venezia e a Vicenza, dove la capacità ricettiva è ridotta a 50 unità;

– a Pinerolo (Torino), il carcere è chiuso da dieci anni ma è stata individuata l’area ove costruirne uno nuovo;

– a Revere (Mantova), dopo 17 anni dall’inizio dei lavori di costruzione, il carcere con capienza da 90 detenuti (costo stimato: 5 miliardi di lire) è ancora incompleto. Non solo, i lavori sono fermi dal 2000 e i locali, costati più di 2,5 milioni di euro, sono già stati saccheggiati;

– l’istituto carcerario di Codigoro (Ferrara) che, nel 2001, dopo lunghi lavori, sembrava pronto all’uso, è ad oggi ancora chiuso;

– a Pescia (Pistoia), il ministero ha soppresso la casa mandamentale;

– a Pontremoli (Massa-Carrara), il locale istituto femminile, inaugurato nel 1993, con capienza pari a 30 detenute, è attualmente chiuso;

– ad Ancona Barcaglione, il penitenziario da 180 posti inaugurato nel 2005, nonostante le spese di mantenimento della struttura vuota ammontassero a mezzo milione di euro all’anno, gli ospiti non sono mai stati più di 20 e i dipendenti 50;

– in Abruzzo, nel penitenziario di San Valentino (Pescara), costruito da 15 anni, non ha alloggiato nessun detenuto. Nella struttura vagano solo cani, pecore e mucche;

– in Campania, l’istituto di Gragnano (Napoli) è stato inaugurato e chiuso a causa di una semplice frana; lo stesso è accaduto a Frigento (Benevento);

– in Puglia, oltre a Minervino Murge (Bari), struttura mai entrata in funzione, c’è il caso di Casamassima (Bari), carcere mandamentale condannato all’oblio da un decreto del Dipartimento;

– a Monopoli (Bari), nell’ex carcere mai inaugurato, non ci sono detenuti ma sfrattati che hanno occupato abusivamente le celle abbandonate da 30 anni;

– ad Altamura (Bari), si aspetta ancora l’inaugurazione di una delle tre sezioni dell’istituto;

– non sono state mai aperte le strutture mandamentali di Volturara Appula (Foggia), 45 posti, incompiuto, e Castelnuovo della Daunia (Foggia), arredato da 15 anni;

– Accadia (Foggia), penitenziario consegnato nel 1993, ora del Comune, è inutilizzato;

– a Bovino, è presente una struttura da 120 posti, già pronta, chiusa da sempre come ad Orsara, nella stessa provincia di Foggia;

– l’istituto di Irsina (Matera), costato 3,5 miliardi di lire negli anni 80, ha funzionato soltanto un anno ed oggi è un deposito del Comune;

– gli istituti di Mileto (Vibo Valentia) e di Squillace (Catanzaro) sono stati ristrutturati e poi chiusi. In quello di Cropani (Catanzaro), abita solo un custode comunale. Gli istituti di Arena (Vibo Valentia), Soriano Calabro (Vibo Valentia), Petilia Policastro (Crotone) e Cropalati (Cosenza) sono stati soppressi;

– a Gela (Caltanissetta) esiste un penitenziario enorme, nuovissimo e mai aperto;

– a Villalba (Caltanissetta), 20 anni fa è stato inaugurato un istituto per 140 detenuti, costato all’epoca 8 miliardi di lire, e che dal 1990 è stato chiuso e recentemente tramutato in centro polifunzionale;

– il carcere di Licata (Agrigento) è completato, ma non essendo stato collaudato è ad oggi inutilizzato;

– ad Agrigento, sei sole detenute occupano i 100 posti della sezione femminile.

da www.ristretti.it

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“Vorrei incontrarti tra cent’anni”


di Ron

Vorrei incontrarti fra cent’ anni
tu pensa al mondo fra cent’ anni
ritrovero’ i tuoi occhi neri
tra milioni di occhi neri
saran belli piu’ di ieri
vorrei incontrarti fra cent’ anni
rosa rossa tra le mie mani
dolce profumo nelle notti
abbracciata al mio cuscino
staro’ sveglio per guardarti
nella luce del mattino
uoh questo amore
piu’ ci consuma
piu’ ci avvicina
uoh questo amore
e’ un faro che brilla
eh eh eh
vorrei incontrarti fra cent’ anni
combattero’ dalla tua parte
perche’ tale e’ il mio amore
che per il tuo bene
sopporterei ogni male
vorrei incontrarti fra cent’ anni
come un gabbiano volero’
saro’ felice in mezzo al vento
perche’ amo e sono amato
da te che non puoi cancellarmi
e cancellarti non posso (io voglio)
amarti voglio averti
e dirti quel che sento
abbandonare la mia anima
chiusa dentro nel tuo petto
chiudi gli occhi dolcemente
e non ti preoccupare (poi)
entra nel mio cuore
e lasciati andare
oh questo amore
piu’ ci consuma
piu’ ci avvicina
oh questo amore
e’ un faro che brilla
in mezzo alla tempesta
oh
in mezzo alla tempesta
senza aver paura mai
vorrei incontrarti fra cent’ anni
tu pensa al mondo fra cent’ anni
ritrovero’ i tuoi occhi neri
tra milioni di occhi neri
saran belli piu’ di ieri.

Ron e Tosca cantano questa bellissima canzone

http://www.youtube.com/watch?v=WwiIJ4TKIoQ

“Carceri: lo Stato si “rieduchi””. Sit in in occasione della discussione e votazione della mozione radicale sulle carceri


hanno annunciato la loro partecipazione, fra gli altri: Mario Staderini (Segretario di Radicali Italiani), Sergio D’Elia (Segretario Nessuno Tocchi Caino); Patrizio Gonnella (Antigone); Giuseppe Rossodivita (Segretario Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei); Gianfranco Spadaccia (Comitato Nazionale Radicali Italiani), Riccardo Arena (Radio Carcere); Irene Testa (Segretario Il Detenuto Ignoto); Salvatore Bonadonna (Rifondazione Comunista); Gian Domenico Caiazza (presidente del Comitato Radicale per la Giustizia “Piero Calamandrei”); Eugenio Sarno (Segretario Nazionale UIL Penitenziari); Leo Beneduci (segretario generale dell’ Osapp); Francesco Quinti (Coordinatore Nazionale FPCGIL Polizia Penitenziaria); Enrico Sbriglia, Segretario Nazionale del Sidipe (Sindacato dei Direttori e Dirigenti Penitenziari);

Video integrale

http://www.radioradicale.it/scheda/294914/carceri-lo-stato-si-rieduchi-sit-in-in-occasione-della-discussione-e-votazione-della-mozione-radicale-sull

Treviso, bimba down insultata al ristorante: “Con figli così rimanete a casa”


Orribile episodio di nei confronti di una piccola disabile a . «Quando si hanno dei figli è meglio restarsene a casa», infastidito dal gioco di una bimba seduta nel tavolo vicino, il cliente di un di ha apostrofato così i suoi genitori.

Per non turbare ulteriormente la bambina, lì per lì il padre non ha reagito all’offesa ma, non volendo far passare sotto silenzio questo «atto di inciviltà», ha scritto una lettera alla Tribuna di .

«L’ho fatto perchè simili scene non accadano più – spiega il papà – In un istante quell’uomo è riuscito a rovinare una tranquilla serata, ma non ho voluto che mia figlia assistesse a una scenata che avrebbe trasformato un bel ricordo in un trauma». La famiglia – padre, madre e quattro bambine dai tre ai nove anni – aveva appena finito di mangiare la pizza e, in attesa del caffè, una cameriera intratteneva la più grande facendola giocare con dei ritagli di carta.

Un foglietto è inavvertitamente volato sul tavolo vicino, dove un signore stava cenando insieme alla famiglia e ad alcuni amici, cadendo vicino ad un piatto: la reazione è stata quella frase brutale e intollerante che ha creato il gelo, ma di fronte alla quale nessuna delle altre persone sedute al tavolo ha avuto nulla da eccepire.

«Cose del genere non devono succedere – dice il titolare della – Se avessi assistito alla scena avrei allontanato quel cliente arrogante e cattivo. Di clienti così facciamo volentieri a meno».

da www.blitzquotidiano.it

“E Berta filava”


di Rino Gaetano

e berta filava.
e filava la lana
la lana e l’amianto
del vestito del santo.
che andava sul rogo
e mentre bruciava
urlava e piangeva
e la gente diceva
an vedi che santo.
vestito d’amianto
e berta filava.
e filava con mario
e filava con gino
e nasceva un bambino
che non era di mario
e non era di gino
e berta filava.
filava diritto
e filava e filava
e filava la lana
e filava e filava
e berta filava
e berta filava
e filava la lana
e filava l’amianto
del vestito del santo
che andava sul rogo …
e mentre bruciava
strillava e piangeva
e la gente diceva
an vedi che santo
vestito d’amianto
e berta filava
e filava con mario
e filava con gino
e nasceva un bambino
che urlava e piangeva
e la gente diceva
an vedi che santo.

http://www.youtube.com/watch?v=aycwxHB5d6I

“Penelope”


(Jovanotti, M.Canova Jorfida)
Armonica Edoardo Bennato
Le navi partono per mare
ma il cuore resta qua
gli dei ci truccano le carte
per confondere la verita’
C’e’ scritto nella bibbia che il signore
si servi’ di una puttana per entrare a Gerico
e Venere era strabica Beehtoven era sordo
ed era bassa e mora Marylin Monroe
e Superman si veste in giacca e cravatta
per nascondere ai terrestri la sua vera identita’
il diavolo ha una fabbrica di pentole
ma per quanto possa insistere i coperchi non li fa
Colombo navigo’ fino ai Caraibi ma poi non ballo’
la salsa con la gente che incontro’.
Mosi guido’ il suo popolo alle porte di Israele
ma mori’ la’ sulla soglia e non entro’

E tutti quanti ballano sul ritmo giusto
e intanto Penelope tesse la sua tela

nell’ora di punta

Cenerentola si e’ presa una sbandata
pero’ sa che a mezzanotte tutto quanto finira’
allora si organizza perche’ dopo mezzanotte
qualche cosa resti mentre tutto scorre e se ne va
e Giuda non si e’ mai capito bene
se quel bacio fu un tradimento o la piy grande fedelta’
e Chiara era una ricca signorina
che divenne ancor piy ricca quando amo’ la poverta’

le navi partono per marte
ma il cuore resta qua
gli Dei ci truccano le carte
per confondere la verita’
e intanto Penelope tesse la sua tela
nell’ora di punta
e intanto Penelope tesse la sua tela
nell’ora di punta
e tutti quanti ballano sul ritmo giusto
nell’ora di punta
e tutti quanti ballano sul ritmo giusto

se io mangio due polli e tu nessuno
statisticamente noi ne abbiam mangiato
uno per uno

e intanto Penelope tesse la sua tela
nell’ora di punta

Leonardo seziono’ diversa gente per scoprire
che la mente non si vede ma ce l’hai
e Nobel invento’ la dinamite ed il premio per la
pace per chi non la usasse mai
e Dante identifico’ l’amore nel profilo di Beatrice
pero’ un’altra lui sposo’
e Marley era figlio di una nera e di un marinaio bianco
ed il mondo conquisto’
Mercurio c’ha le ali alle caviglie e i messaggi li
consegna anche se uno non li aspetta
e Fred scopri’ che quando il ritmo e’ giusto
non ha niente a che vedere con quello della lancetta
Adamo mori’ e venne seppellito con un seme nella bocca
e quel seme germoglio’
divenne un grande albero
ci fecero una croce e quella croce Gesu Cristo sanguino’

http://www.youtube.com/watch?v=Ha6-n-3CXOM

Al WTA di Sidney continua l’avanzata dell’azzurra Flavia Pennetta


di Daniela Domenici

Si è appena concluso il match, per il secondo turno del torneo WTA di Sidney, tra la nostra Flavia Pennetta e la cinese Na Li.

L’azzurra, in 1h 24’ 26”, ha battuto l’avversaria con il punteggio finale di 6-2 , 7-2 al tie break. Netta la superiorità della nostra atleta che si può desumere anche dal numero di “aces”, prime palle vincenti, messi a segno: 6 a 0 per la Pennetta. E, di segno contrario, il numero dei “double faults”, dei doppi falli a carico delle atlete: 7 a 1 per la cinese Na Li.

La nostra “portabandiera” del tennis “in rosa” non si è fatta abbattere dalla sconfitta in finale ad opera della Wickmayer nel recente torneo di Auckland e sta subito dimostrando di che “stoffa” è fatta.

Complimenti Flavia!!!