Chi si chiama Alessandro ha una vita più lunga


Chi si chiama Alessandro ha una vita più lunga
di Matteo Clerici

Da tempo, si ritiene che il nome scelto per una persona influenzi il suo destino, scolpendo personalità, scelte future e risultati successivi.

Ora, alcuni scienziati sostengono che il nome possa allungare o accorciare la vita del proprietario.

Più precisamente, lo afferma una ricerca della Wayne State University (Detroit, USA) diretta dai dottori Ernest Abel e Michael Kruger e pubblicata da “OMEGA: Journal of Death and Dying”

I ricercatori hanno studiato circa 10.000 persone “arrivate”: atleti professionisti, medici e avvocati nati tra il 1875 e il 1930 dando particolare attenzione ai loro nomi. Essi hanno così scoperto come la vita più lunga spettava a chi aveva un nome di battesimo che inizia per A; seguivano poi i soggetti con B,C, D. In dettaglio, i “nominati” con la A vivevano 73,4 anni in media quelli con la D 69,2 anni, tutti gli altri.

Ma il nome pesa anche sulla professione. Il tandem Abel-Kruger sostiene che i Lawrence (“law” significa legge) finiscono per diventare principi del foro, mentre le Dennises hanno un destino da dentiste, visto il gioco di assonanze.

Va però notato come tale studio ha valore se si legano nomi a voti. Negli USA lettere da A a D coincidono con i voti, una scala di valori che influenzerebbe la qualità della vita di chi ha il nome che inizia con “un’insufficienza”.

Ciò detto, per i ricercatori la scelta del nome da dare ad un neonato è operazione delicata.- affermano gli autori: “Lo studio suggerisce che i nomi hanno un’influenza superiore a quanto potessimo pensare”. Il motivo è che “L’alfabeto è una sorta di gerarchia che usiamo per compilare elenchi e ordini”, continuano, e questo “Potrebbe incidere su vari fattori come la longevità, la salute e le opportunità personali”.

da www.newsfood.com

“Almeno tu nell’universo”


Sai, la gente è strana prima si odia e poi si ama
cambia idea improvvisamente, prima la verità poi mentirà lui
senza serietà, come fosse niente
sai la gente è matta forse è troppo insoddisfatta
segue il mondo ciecamente
quando la moda cambia, lei pure cambia
continuamente e scioccamente.
Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo !
un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo!
non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più, di più.
Sai, la gente è sola, come può lei si consola
per non far sì che la mia mente
si perda in congetture, in paure
inutilmente e poi per niente.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo !
Un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo !
Non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più, di più.

http://www.youtube.com/watch?v=doiwVoV4-hY

“My foolish heart”


The night
Is like a lovely tune
Beware
My foolish heart
How white
The ever constant moon
Take care
My foolish heart

There’s a line between love and fascination
That’s hard to find on an moment such as this
For they all have that very same sensation
When you’re lost in the magic of a kiss

Your lips
Are much too close to mine
Beware
My foolish heart
But should
Our eager lips combine
Then let
The fire start

For this time it isn’t fascination
Or a dream that could fade and fall apart
It’s love
This time it’s love
My foolish heart

There’s a line between love and fascination
That’s hard to find on an moment such as this
For they all have that very same sensation
When you’re lost in the magic of a kiss

Your lips
Are much too close to mine
Beware
My foolish heart
But should
Our eager lips combine
Then let
The fire start

For this time it isn’t fascination
Or a dream that could fade and fall apart
It’s love
This time it’s love
My foolish heart.

http://dailymotion.virgilio.it/video/x2dqob_oscar-peterson-trio-my-foolish-hear_music

http://www.youtube.com/watch?v=a2LFVWBmoiw

http://www.youtube.com/watch?v=AjBjnL2ZrJU

Portogallo, anche i gay potranno sposarsi: è il sesto Paese Ue a dire sì


nozze-gayAnche in i gay potranno sposarsi. Il parlamento portoghese ha infatti approvato un disegno di legge del governo che legalizza i matrimoni tra . Con questo provvedimento diventano sei i Paesi dell’Unione Europea ad aver legalizzato le unioni tra gay: oltre al , i sono già legali in , , , e .

Il parlamento portoghese ha invece respinto le proposte dell’estrema sinistra e dei Verdi, che chiedevano di legalizzare anche le adozioni per le coppie gay.

Il disegno di legge, proposto dal governo socialista, è stato approvato coi voti di quasi tutti i deputati della maggioranza di sinistra nonostante i “no” di quelli della destra.

Prima del varo definitivo, il testo deve essere ancora sottoposto ad un passaggio in commissione: solo allora il Parlamento darà il suo voto definitivo e il capo dello Stato potrà procedere alla promulgazione.

Nel suo intervento, il primo ministro ha spiegato di voler «porre rimedio a decenni di ingiustizie perpetrate ai danni degli » e ha ricordato che «fino al 1982 il viveva nella situazione assurda e ributtante di considerare l’omosessualità un reato perseguito per legge».

La legalizzazione del matrimonio omosessuale è inserita nel programma elettorale del partito socialista, vincitore delle legislative del settembre scorso. Per quanto riguarda le adozioni gay, il premier ha sottolineato che si tratta di una «questione differente rispetto al matrimonio». «L’adozione – ha sostenuto – non è un diritto della coppia, è un diritto del bambino».

da www.blitzquotidiano.it

Poker – Durissima battaglia tra donne


Al termine di un tavolo finale lunghissimo ed estenuante, trionfa nel torneo femminile di Texas Hold’Em Carmela Emozione: una bella conferma per la signora del poker italiano che ha imparato a giocare dal figlio 19enne: ora rappresenterà l’Italia a Las Vegas. Quarta Cristina Quaranta

Poker sui tacchi: il Casinò di Campione d’Italia ha ospitato la quarta edizione della Notte del Poker, lunga rassegna dedicata al Texas Hold’Em, che si è conclusa con la finale del tavolo femminile.

Altro che gentil sesso…, giocate estremamente aggressive e andamento altalenante in una serie continua di colpi di scena hanno portato alla vittoria finale Carmela Emozione. Si tratta di una conferma per la giocatrice folignate che bissa così il successo nella Notte del PokerClub Satellite Women tenutosi a novembre, e che si è aggiudicata il buy in per un torneo di poker che si terrà a Las Vegas, comprensivo di viaggio e soggiorno per due persone. Seconda classificata, Mary Mineo, che si era qualificata per la finale in un satellite live, a cui spetta il ticket per il prossimo evento di poker live organizzato da Italian Rounders a Campione d’Italia, e in programma a febbraio. Terzo premio, un bonus di mille euro da giocare su PokerClub – la poker room di Lottomatica – per Samantha Bentoglio, l’altra qualificata tramite il satellite live di ieri. Dopo il successo Carmela è felicissima, e stanca: “E’ stato un tavolo finale estenuante – dice al termine di quasi sette ore di gara – ma devo dire anche entusiasmante per il livello di gioco che abbiamo saputo esprimere. Il testa a testa finale è stato davvero appassionante, e molto incerto. Sono felicissima, anche se devo dire che dopo la vittoria del torneo satellite speravo di poter vincere ancora”.

Ora Carmela andrà a Las Vegas, a rappresentare l’Italia in un grande torneo internazionale: “Mi spiace che non potrà esserci con me anche mio figlio Andrea che mi ha insegnato il Texas Hold’Em, ma ha solo 19 anni e non lo farebbero entrare al casinò”.

Carmela nonostante questa doppia vittoria non si considera una professionista: “Mi occupo di ristorazione e continuerò a farlo, ma questo è un passatempo piacevolissimo che mi consente di frequentare tante persone e di passare ancora più tempo con mio figlio. Se poi vinco…. tanto meglio!”.

Anche la seconda classificata del tavolo finale, Maria Rosa Mineo, si concede per poche battute letteralmente sfinita dalla lunghissima sessione di gioco: “Al solito – esclama con il perfezionismo di chi sa di essere arrivato a un nulla dalla grande impresa – quando arrivi alle giocate decisive lo stress e la stanchezza finiscono per toglierti lucidità. Ma non posso che essere soddisfatta di questa grande giornata, nessun rimpianto”.

Tra le altre finaliste, quarto posto per Cristina Quaranta, l’ex velina di Striscia che si sta appassionando al poker sportivo, cui resta la soddisfazione di aver ottenuto un ottimo risultato, considerando che in tutto a La Notte del PokerClub Women, tra Satellite e Final, c’è stata la partecipazione live di oltre 160 giocatrici, senza contare quelle che hanno giocato ai tornei di qualificazione online su PokerClub di Lottomatica. Da segnalare anche il quinto posto di Misha Marculet, ascendente stella del poker e giocatrice professionista del Team Pro Lottomatica.

Nella sezione video le interviste alle prime due classificate: e nei prossimi giorni tanti altri approfondimenti, e qualche sorpresa. La presenza degli Zero Assoluto (nella foto insieme a Carmela e a suo figlio Andrea), inviati speciali a Campione d’Italia per la trasmissione che Sky Sport2 proporrà a mezzanotte il 26, 27 e 28 febbraio, è stata l’occasione per parlare di poker, scherzandoci anche un po’ sopra.

da www.eurosport.yahoo.com

Ancora voci dal carcere di Augusta: alcune poesie di Carmine


“Nostalgia” 

Ho nostalgia delle carezze di mia madre,

dello sguardo severo e rassicurante di mio padre,

dell’abbraccio tenero e giocoso di mio figlio,

dell’amore smarrito nelle tenebre di grate in cui vivo,

degli affetti diluiti dal tempo,

delle amicizie rese impossibili dalla dura realtà

che tutto avvolge sfumando nella grigia nebbia del tempo.

Realtà che si nutre di ricordi,

anche solo immaginati,

ma così reali da essere dolorosi.

Nostalgia

del mio essere “umano”,

linfa vitale

forza della speranza.

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Momenti perduti

Non avevi chiesto di venire al mondo

l’inesperienza ti diede la vita,

la stessa ti privò dell’amore.

In te, bimbo innocente, vedevo le catene.

Hai pagato colpe non tue.

Adesso, giovane uomo, provi rancore!

Non commettere questo errore.

Apri il tuo cuore, perdona chi non capiva,

vedrai non è tardi per volersi bene.

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Passato

Passato sofferente

ed a volte violento.

Passato pesante come

una catena che imprigiona

il corpo e la mente.

Passato da ricordare!

Per poter ricominciare!

Perdonare….e

farsi perdonare.

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Mia madre

Mia madre ha sessant’anni,

dolori l’hanno colpita

e lacrime ha versato,

ma nel suo cuore ancora

pensava al nostro dolore,

e per nascondere altre lacrime

ci sorrideva con amore,

se potessi, la mia vita

darei, per ridar vigore

alle sue membra  e

serenità al suo viso.

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A Rosarno i bianchi contro i neri, la prima guerra etnica d’Italia


A prima in Italia E’ la prima rivolta etnica in Italia, non sarà l’ultima. E’ scoppiata ovviamente nel luogo più “illegale” d’Italia, ma cova e fermenta in molti altri luoghi della penisola. Ecco il film della “Rivolta di ”, un film dove la parte dei “buoni” non la recita nessuno, è assente dal copione e dalla sceneggiatura.

 Prima scena: migliaia di “neri” vengono fatti lavorare nelle campagne. Venti euro al giorno, di cui cinque vanno agli . “Orario” di lavoro: dall’alba al tramonto. Di giorno i “neri” sono bestie da lavoro sopportati, di notte devono sparire. Rintanarsi in alloggi fatiscenti che le stesse autorità definiscono “gironi danteschi”. Gli agricoltori della zona dicono che lavoratori regolari non ne possono pagare e che quindi l’unico lavoro possibile è quello nero per i neri. Dicono che c’è “la crisi dell’agricoltura”. E’ una teorizzazione, forse inconsapevole ma di certo esplicita, del lavoro schiavile.

 Seconda scena: con i “neri” ci si guadagnano soldi. In qualunque attività dove si guadagnano soldi è controllata o “osservata” dalla criminalità organizzata. I “neri” sono sotto la doppia pressione dei “padroni” e dei boss. Sopportano gli uni e gli altri. Si aggiunge un endemico, spontaneo, quotidiano e “naturale”. Se e quando i “neri” escono dal circuito campo-tana, la gente del posto li evita e talvolta si diverte a ricordare loro che sono umanità di serie inferiore. Fino a che un giorno qualcuno prende un fucile ad aria compressa e spara al “nero”. Mica per ucciderlo, ma per tenerlo al “suo posto”.

 Terza scena: i “neri” si ribellano. Con rabbia violenta: sfasciano, minacciano, invadono. Quel che succede nelle banlieu parigine, quel che succedeva nei ghetti delle metropoli americane, quel che pensavamo, chissà perchè, da noi in Italia non potesse mai succedere. I “neri” fanno male e fanno paura. Commettono reati ma soprattutto “occupano” la terra, le strade, lo spazio dei bianchi.

 Quarta scena: i bianchi reagiscono, centinaia di giovani calabresi, parole loro, danno “la caccia all’africano per difendere le nostre case”. Negozi e scuole chiuse. Qualcuno spara stavolta non a salve. La polizia cerca a fatica di impedire lo scontro di piazza tra neri e bianchi.

 Quinta scena: il governo capisce cosa sta succedendo. Affida l’emergenza ad una “task force” che comprende uomini del Viminale, del ministero del Welfare , della Regione . Perchè, parole ufficiali, l’emergenza è insieme di “ordine pubblico, lavoro neo e assistenza sanitaria”. Capisce, ma lavora, come dice il commissario prefettizio , in una “situazione grave e pesante”. Quanto grave e pesante? Il corteo dei “neri” va sotto la sede del Comune, ma il Comune non c’è, è sciolto per infiltrazioni mafiose. Le ronde di autodifesa dei bianchi accerchiano il corteo dei neri, gridano: “Andatevene in Africa”. E un grido che ha più o meno lo stesso suono viene da Roma, dal ministro degli Interni che oggi si ricorda di essere prima leghista e poi ministro, per lui questi clandestini sono “troppo tollerati”. La polizia, che è insieme quella di ma anche della legge e dell’ordine pubblico, se si azzarda a fermare i bianchi violenti rischia insieme la sollevazione della gente e il biasimo del ministro. Se attacca i “neri” rischia la tragedia. Sta quindi più o meno ferma, in mezzo.

 La “Rivolta di ”, un film dove sono tutti cattivi e incattiviti: i “neri”, i bianchi, la gente, gli agricoltori ci dice quel che in fondo avremmo dovuto già sapere. Quel che è sempre accaduto, sempre e ovunque. Puoi usare ed estendere il lavoro nero fino a farne sistema, puoi far diventare il lavoro nero delle altre etnie, dei clandestini, lavoro e condizione schiavile. Lo puoi fare, nessuno ti ferma davvero e puoi perfino invocare le leggi dell’economia a sostegno di quello che fai. Puoi decretare per legge che i clandestini non devono esistere e che quindi, siccome ci sono e lavorano per te italiano, al calar del sole devono sparire nelle tane. Puoi, come si comincia a fare al Nord, ispezionare le loro case a caccia di documenti scaduti. Puoi comunicare loro per via di legge, di stampa e di tg, che non sono graditi. Puoi, d’accordo con il sentire popolare, additarli come fonte di guai e di contagio.

 Puoi fare tutto questo, per farlo ce ne sono in Italia sia le condizioni materiali che le leggi di Stato che il consenso d’opinione. Però non puoi farlo gratis. Ovunque nel mondo hai fatto o fai questo il prezzo è la rivolta. Rivolta bestiale di quelli che hai trattato come bestie

 da www.blitzquotidiano.it