Carceri: primo suicidio 2010, interrogazione Radicali-Pd ad Alfano


Interrogazione a risposta scritta al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, sul primo suicidio in carcere del 2010. A firmarla, Rita Bernardini, del gruppo Radicali-Pd, che fa riferimento alla morte – avvenuta l’altro ieri nel carcere di Altambura (Bari) – di Pierpaolo Ciullo, 39 anni, originario della provincia di Lecce, arrivato da poco nell´istituto penitenziario proveniente dalla casa circondariale di Lecce.
“Da quanto si e’ appreso – si legge nell’interrogazione – sarebbe stato lui stesso a chiedere di essere trasferito, perche’ nel carcere leccese vi era un rapporto difficile con gli altri detenuti; il giovane e’ stato rinvenuto, ormai senza vita, ai piedi del letto nella sua cella, dove sembra fosse da solo; vicino al corpo un fornello da campeggio, alimentato da una bombola di gas, di quelli in dotazione ai detenuti. A nulla sono serviti i soccorsi del personale: l’ipotesi del suicidio non e’ stata ancora confermata ufficialmente, ma sembrerebbe al momento la piu’ probabile”.
“Dopo che il 2009 ha fatto registrare il numero piu’ alto di suicidi in carcere della storia italiana (72), il 2010 sembra essere iniziato all’insegna della medesima ‘emergenza’ – prosegue il testo – Complessivamente nelle carceri pugliesi i detenuti sono oltre 4.300 (la capienza e’ di 2.535 posti) e nel 2009 si sono verificati 3 suicidi (a Foggia, all’IPM di Lecce e a San Severo), mentre i tentativi di suicidio sono stati circa 80. Nei luoghi di reclusione pugliesi, nel 2008, i suicidi erano stati 2 ed i tentativi di suicidio 60. Nel 2009 sono state 173 le persone morte nei luoghi di reclusione”. Al guardasigilli, tra l’altro, Rita Bernardini chiede “se non intenda avviare, nel rispetto e a prescindere dalla eventuale inchiesta che sulla vicenda aprira’ la magistratura, un’indagine amministrativa interna volta a verificare le cause che hanno cagionato la morte di Pierpaolo Ciullo”; “se non ritenga che l’alto tasso di suicidi in carcere dipenda dalle condizioni di sovraffollamento degli istituti di pena e dalle aspettative frustrate di migliori condizioni di vita al loro interno”; “se ritenga necessario assumere iniziative normative volte a modificare il regolamento sull’ordinamento penitenziario al fine di assicurare, attraverso una maggiore personalizzazione del trattamento, una ‘detenzione giusta’”.
“se non ritenga urgente riferire sulla reale consistenza delle morti in carcere in modo che possano essere concretamente distinti i suicidi dalle morti per cause naturali e da quelle avvenute per cause sospette”. 

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