Cagliari: in carcere bambino di 16 mesi è “ingiusta detenzione”


Natale amaro per un bimbo nigeriano che ha trascorso le festività nella Casa Circondariale di Buoncammino, dove il 25 dicembre è stato anche battezzato insieme alla giovane mamma. Un caso di “ingiusta detenzione senza alcun risarcimento”, denuncia la presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme, che richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di garantire ai minori di madri detenute condizioni di vita adeguate alle loro esigenze.

Il piccolo nigeriano ha appena 16 mesi, ma suo malgrado vanta già alcuni record negativi: oltre al Natale, dietro le sbarre 4 mesi fa ha festeggiato ferragosto e il suo primo compleanno. “Il bambino, che ha ottenuto grazie alla sensibilità del giudice di poter frequentare un asilo nido e di trascorrere qualche ora fuori dal carcere, non può – sottolinea Caligaris – continuare a crescere dentro una struttura detentiva. Non è difficile verificare – conclude – che le dichiarazioni di principio del ministro Alfano, con le quali aveva garantito la soluzione del problema dei minori di 3 anni negli istituti di pena, sono rimaste senza seguito”.

da www.ristretti.it

La luce influenza il sapore del vino


di Matteo Clerici

La luce influenza il sapore del vino
»La luce presente in una stanza influisce sul sapore del vino che verrà bevuto al suo interno.

A dirlo, una ricerca della Johannes Gutenberg University (sezione Institute of Psychology) diretta dal dottor Daniel Oberfeld-Twistel e pubblicata dal “Journal of Sensory Studies”.

Il dottore ed i suoi collaboratori hanno lavorato con 500 volontari, chiedendo loro di degustare il vino in diverse condizioni. I test hanno evidenziato come la stessa qualità di vino fosse gradita maggiormente in ambienti con luce rossa o blu piuttosto che bianca o verde. Il volontario era inoltre disposto a spendere una cifra maggiore per acquistare la bottiglia quando gli veniva presentata in una luce rossa piuttosto che verde.

Spiega il dottor Oberfeld-Twistel: “E’ cosa nota che i colori di una bevanda possono influenzare il sapore che percepiamo. Noi volevamo conoscere se la luce di sottofondo, ad esempio di un ristorante facesse la differenza allo stesso modo”. E lo studio ha rivelato, tra le altre cose, che la dolcezza del vino era ritenuta più alta (1,5) nella luce rossa piuttosto che in quella bianca o verde. Stesso risultato per la saporosità.

Così, i ricercatori concludono che il colore della luce può influenzare il gusto del vino, anche senza modificare direttamente il colore del liquido.
“Le condizioni di luce particolari di alcuni bar senza dubbio influenzano il sapore del vino” afferma Oberfeld-Twistel, che raccomanda di condurre seri assaggi sul vino solo in ambiente con luce neutra.

Per gli scienziati, il segreto della luce è un effetto simpatetico: se noi percepiamo le condizioni d’illuminazione come piacevoli, saremo meglio disposti verso il vino.

In ogni caso, sono in programma studi d’approfondimento.

da www.newsfood.com

“La donna cannone”


di Francesco De Gregori – 1983

Butterò questo mio
enorme cuore
tra le stelle un giorno
giuro che lo farò
e oltre l’azzurro della tenda
nell’azzurro io volerò
quando la donna cannone
d’oro e d’argento diventerà
senza passare per la stazione
l’ultimo treno prenderà
in faccia ai maligni
e ai superbi
il mio nome scintillerà
dalle porte della notte
il giorno si bloccherà
un applauso del pubblico pagante
lo sottolineerà
dalla bocca del cannone
una canzone esploderà
e con le mani amore
per le mani ti prenderà
e senza dire parole
nel mio cuore ti porterò
e non avrò paura
se non sarò bella come dici tu
e voleremo in cielo
in carne ed ossa
non torneremo più
e senza fame e senza sete
e senza ali e senza rete
voleremo via
così la donna cannone
quell’enorme mistero volò
tutta sola verso un cielo nero
nero s’incamminò
tutti chiusero gli occhi
l’attimo esatto in cui sparì
altri giurarono spergiurarono
che non erano mai stati li
e con le mani amore
per le mani ti prenderò
e senza dire parole
nel mio cuore ti porterò
e non avrò paura
se non sarò bella come vuoi tu
e voleremo in cielo
in carne ed ossa
non torneremo più
e senza fame e senza sete
e senza ali e senza rete
voleremo via
.

http://www.youtube.com/watch?v=PLSvkz5E33o

Sardegna: medici delle carceri senza stipendio da quattro mesi


di Davide Madeddu

Quattro mesi senza stipendio. Da 120 giorni garantiscono il servizio di assistenza medica e sanitaria ai detenuti senza però percepire compensi. A fare i conti con gli effetti del “sistema burocratico” sono i medici convenzionati delle carceri della Sardegna. Un piccolo esercito di 60 professionisti impegnati a garantire assistenza con le visite specialistiche oppure con le visite di guardia a chi dietro le sbarre deve fare i conti con i problemi di salute. A denunciare il caso è la parlamentare del Pd Amalia Schirru, impegnata da tempo proprio nel settore dei diritti civili e quello penitenziario.

“Il fatto è grave e va avanti da troppo tempo – dice -, qui ci sono sessanta medici, che non percepiscono lo stipendio da 4 mesi, e svolgono un lavoro fondamentale perché vengano garantiti i diritti anche di chi sconta una pena in carcere “. La parlamentare, che anche i giorni scorsi ha incontrato i rappresentanti dei medici aggiunge: “Nonostante questo fatto i medici continuano a garantire il servizio nella speranza che i problemi possano essere risolti e le risorse erogate”. A provocare il mancato pagamento degli stipendi, il passaggio delle competenze dal ministero della Giustizia a quello della Salute e quindi alla Regione Sardegna. O meglio l’applicazione del decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 2008 che ha assegnato le competenze del sistema sanitario in carcere al ministero della Salute, anziché a quello della Giustizia, e quindi alle regioni.

Le risorse ci sono, le paghe no

 

“Il Decreto del 2008 prevedeva che le competenze fossero in capo alle Regioni – spiega Fabrizio Rossetti, responsabile del settore sanità e carceri per la Funzione pubblica della Cgil nazionale – in Sardegna però il passaggio diretto come nelle altre regioni non può avvenire perché, trattandosi di regione a statuto speciale ha bisogno poi di una legislazione a sé”. Un problema che la Sardegna ha poi cercato di risolvere stanziando oltre un milione di euro.

“Le risorse ci sono ma gli stipendi – prosegue Amalia Schirru – non arrivano e i medici continuano a lavorare senza percepire i compensi”. Alla preoccupazione dei lavoratori è seguita anche una mobilitazione dei parlamentari sardi. “Le risorse ci sono e sono già disponibili perché l’amministrazione regionale ha già stanziato le risorse – spiega Gianfranco Pala, direttore del carcere Buoncammino di Cagliari, la struttura detentiva più importante e affollata della Sardegna – però, prima che questi soldi possano essere spesi e quindi erogati ai lavoratori è necessario che si completi un percorso burocratico”.

Ossia? “I soldi stanziati dalla regione sono stati quindi inviati alla Banca D’Italia che a sua volta deve girarli al ministero della Giustizia che, alla fine, li eroga agli istituti di pena i quali provvedono a pagare i medici e il personale convenzionato”. Un giro burocratico amministrativo che gli operatori sperano di poter risolvere nell’arco di poco tempo. “Speriamo che la situazione possa normalizzarsi i primi giorni del nuovo anno – conclude – anche perché gli operatori che garantiscono il servizio nelle 12 carceri della Sardegna sono una sessantina, e si tratta di medici che consentono il funzionamento del sistema sanitario nelle carceri”.

da www.ristretti.it

Poesie napoletane di Luigi dal carcere di Augusta


‘Na sola cosa io e te

Come me manche nun to’ saccio dì

so sulo, già so’ perzo dint’o scuro

comme a nu guagliunciello miezo a folla

c’ha perzo ‘a mamma e nun ‘a riesce

cchiù a truvà, commo ‘a n’aquilone

miezo o’cielo ca sta vulanno

senza sapè addò va. T’arricuorde

che tiempo belle immo passato n’ziemo

tu ‘a caramella e io ‘a cartusciella, tu

Entrare in relazione con le entità e le intelligenze superiori


“Colui che si sforza ogni giorno di accordarsi con le leggi
divine, prepara le migliori condizioni per le altre sue vite in
questo mondo o nell’altro, perché entra in relazione con le
entità e le intelligenze più evolute, e queste verranno a
stabilirsi in lui: egli le attira, crea con esse
un’associazione, lavora con quelle entità. Perciò, più tardi,
quando lascerà la Terra, quando il suo corpo fisico si
disgregherà e tutte le particelle che lo compongono andranno
nuovamente a raggiungere i quattro elementi, egli si ritroverà
nell’altro mondo in compagnia delle entità che aveva attirato.
Senza saperlo, senza conoscere ancora tutti gli amici che ne
faranno parte, ognuno di voi sta lavorando per formare la
società in cui vivrà nell’altro mondo. Ed ecco la spiegazione di
ciò che le religioni hanno chiamato Inferno, Purgatorio e
Paradiso.

Omraam Mikhaël Aïvanhov