Firenze: don Santoro celebra la Messa alla stazione


Allontanato per aver celebrato le nozze di Sandra Alvino, la donna nata uomo, don Santoro ha detto messa alla stazione di Firenze. Il prete senza parrocchia è tornato ieri sera città, ha ritrovato la sua comunità nell’atrio della stazione di Firenze, tra le biglietterie, davanti ad un altare improvvisato sotto un grande orologio.

Gli abitanti delle Piagge sono accorsi numerosi a Santa Maria Novella per riabbracciarlo. C’erano anche gli sposi Alvino e Talotta.

fonte rainews24

Sicilia: sabato a Catania lo spettacolo “Ecco il Messia”


Sabato prossimo, 26 dicembre, alle 21, per il ”Circuito del Mito-Attraverso la sacralita”’, nella Chiesa di San Francesco d’Assisi all’Immacolata di Catania, si rappresentera’ lo spettacolo ”Ecco il Messia, Sacra rappresentazione per Palestina, re magi, strage degli innocenti”, del maestro Roberto de Simone. Lo spettacolo di De Simone, allestito in esclusiva per il Circuito del Mito, si avvale di una voce recitante, Ferdinando Maraghini, di nove vocalisti e 13 orchestrali diretti da Renato Piemontesi, con la regia dello stesso De Simone.

Di grande effetto scenico saranno le proiezioni ”Domus picta”: si tratta di video istallazioni, all’esterno della chiesa, rappresentanti immagini sacre ritratte da grandi artisti. Presenzieranno il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e l’assessore regionale al Turismo, Nino Strano.La rappresentazione verra’ replicata il 27 nella chiesa madre di Marsala e il 28 nella cattedrale di Piazza Armerina.

fonte adnkronos

“Natività”


di Angela Ragusa

Superò le antiche stelle

e attraversò il cielo della terra

Scia di polvere celeste

illuminò la grotta

di riverberi cangianti…

…rese luce

al buio della notte

incantando di stupore

lo sguardo degli umani…

…al mondo consegnò l’amore

del cuore puro

di una donna che regalò

ai tormenti del creato

la divina risposta!

Natale in carcere


di Liana

Il Natale in carcere è la cosa più finta che possa esistere. Si finge di essere felici. Si finge che non importi se fuori ci sono gli addobbi natalizi e che le persone vadano nei negozi in cerca del regalo più appropriato per l’una o l’altra amicizia. Si finge che questo dovrebbe essere l’ultimo natale che passi in carcere. Si finge di essere allegri, mentre il cuore piange. Si addobba anche noi le celle, i corridoi della sezione, con le poche cose che siamo riusciti ad avere, o donate dai vari volontari, mentre si vorrebbe solo una cosa: addormentarsi alla sera e svegliarsi quando le feste sono finite.
Però talvolta, guardando la televisione, ci si accorge che ci sono moltissime persone che stanno peggio di noi. Penso a chi in quest’anno ha perso un figlio a causa di una autista ubriaco, che preferirebbe mille volte essere in carcere ma ma che il suo caro fosse vivo. Penso a quelli che non hanno nessuno nemmeno a casa, noi almeno anche se detenute siamo tra compagne, e anche se è una cella è pur sempre un tetto. Penso a quelle povere famiglie per le quali il Natale è un giorno uguale agli altri, se non peggiore, perché vedono i loro bimbi che guardano speranzosi di qualcosa e invece non possono, a volte, neanche avere un posto decente. Penso agli anziani abbandonati a se stessi, malinconici, ricordando i natali passati con i propri cari, e infine penso alle persone nel mondo che muoiono di fame.
Ecco, se penso a tutto questo mi ritengo fortunata, anche se in carcere noi in fin dei conti abbiamo un fine pena più o meno lontano. C’è chi il fine pena, là fuori, non ce l’ha, ma solo un briciolo di speranza o rassegnazione. La speranza che il dolore che hanno dentro si attenui. Penso a tutto questo, e mi accorgo che il Natale possiamo festeggiarlo anche noi.

A tutte le persone meno fortunate di noi, dico Buon Natale, e che l’anno nuovo porti un po’ di luce e di speranza per tutti. Inoltre invito tutti quelli che leggeranno queste mie righe a fermarsi e guardare chi sta peggio.

da www.dentroefuori.org

Natale in carcere? E’ quel giorno che viene dopo il 24 e prima del 26


In carcere è vero che tutti i giorni sono uguali, ma quelli festivi sono i peggiori, perché ci fanno sentire di più le assenze: della casa, dei figli, della compagna, della madre.

Il mondo all’esterno sembra scorrere come un fiume in piena, e qui dentro non cambia niente. Con la televisione vediamo cosa succede fuori, ma non tocchiamo con mano niente, riusciamo a intravedere, ma non a capire appieno, non a essere dentro quella realtà che si muove. È questo che ci manca per Natale, per il giorno del nostro compleanno o del compleanno dei nostri bambini: esserci, essere presenti.

Nessuno lo fa vedere: siamo uomini, no? Ma ognuno nel suo intimo soffre di questo suo “non esserci” nei momenti importanti della vita dei suoi cari.

Qui invece tutto resta incolore e monotono, non ci sono luci né regali. Anzi spesso gli agenti sono particolarmente irritabili, perché hanno avuto la sfortuna di dover passare il Natale con noi, in carcere. Ed è una situazione pericolosa, perché irritazione degli agenti per noi vuol dire facile rapporto disciplinare.

Allora ognuno fa finta di passare il Natale. Ci si invita a turno cella per cella, si brinda con l’acqua minerale e si taglia una fetta di panettone, per chi ha avuto i soldi per comperarlo sovrapprezzo alla spesa. È come una fiction, facciamo finta, o meglio ci fissiamo in testa che siamo nel periodo delle festività natalizie e via di seguito. Poi finalmente arriverà Capodanno, in cui brinderemo, sempre con l’acqua minerale, e passeremo la mitica mezzanotte guardando alla televisione cosa succede a New York, a Parigi, a Berlino, e ci sembrerà di aver fatto il giro del mondo in un minuto, e invece dopo due minuti ci accorgeremo che non ci siamo mossi di un millimetro dalla nostra cella.

E poi ci sono i pacchi che ci portano i famigliari, prima o dopo il Natale, e ogni volta che li apriamo o li tocchiamo ci viene il ‘magone’, ed è come girare il coltello nella ferita. Perché ogni cosa che sembra ci dia un contatto fisico con la libertà ci fa male. Una cartolina, una telefonata di auguri con i bambini a casa sono un colpo al cuore, perché il cuore è là con loro, e il corpo è chiuso qui dentro, e la testa corre, e pensa di essere a casa… i bambini che fanno casino, il panettone, l’albero di Natale e il calore della festa!

Qui fa solo freddo, e si guarda la televisione per vedere come passano il Natale gli altri, quelli fuori, tutti belli, tutti sorridenti, tutti fortunati, e non lo sanno! Allora ci si consola dicendo: ancora due-tre-sei-otto Natali e ci sono anch’io là fuori, tutto bello, tutto sorridente e fortunato, ma io, in quel momento, lo saprò di essere fortunato.

E intanto facciamo di tutto per mascherare le nostre solitudini, le nostre malinconie, e scherziamo, ridiamo (a denti stretti) e… speriamo che finisca presto.

C’è chi riesce, da vero mago culinario, su un fornelletto camping-gas a cucinare delle pietanze che un uomo libero non immaginerebbe neanche. Tortellini, pizze, piatti tipici di ogni angolo d’Italia, e ultimamente del mondo, che si avvicinano molto approssimativamente a quelli di casa. Hanno tutti una cosa in comune, un ingrediente che li fa diventare speciali, sono fatti con il Cuore, e questo speciale componente dà loro un sapore particolare, di Natale appunto. Sembra impossibile da credere, perché è un “cattivo” che ve lo dice, ma dovete fidarvi, è la verità.

E la sera di Natale ci sentiamo anche stanchi, come se avessimo fatto chissà quale festa!! Non ci siamo mossi di un passo, non siamo usciti dalla nostra cella per tutta la giornata, ma poi a colloquio con i nostri bambini potremo anche raccontare storie e fatti accaduti a Natale, perché qualcosa succede sempre e se non succede la si inventa per il loro piacere.

Però il Natale è anche bello, perché è speranza che le nostre istanze vengano accolte, che i politici ci concedano un’amnistia e un indulto, che qualcuno si accorga della nostra buona condotta e ci dia magari un permesso a casa per un giorno o due da trascorre con i propri cari. Poco importa se magari sarà il 17 febbraio, e non il 25 dicembre, per noi quel giorno sarà Natale!

Ah, scusate, dimenticavo, TANTI AUGURI A TUTTI VOI, Là FUORI !!!

Marco

da www.iaphet.com

“Poesia”


di Antonella Sturiale

Cos’è…

chi è il poeta che d’amore parla

in mezzo alla gente che d’amore sogna.

Io… poeta del mio pianto

che lento scorre al mistero della vita.

Tu…amore, mio amore che della

luce spende i bagliori più intensi,

che del cuore consuma i suoi palpiti eterni.

Le valigie dell’anima pronte,

come di partenza composte,

e le mani chiuse ai dolori

e di occhi profondi

e di pace

di mare

di oceani immensi battenti agli scogli.

E di…gioie

e ricordi che rifugiano al riso

come nascondino alla morte.

Io…poeta che mi servo di te

per scrivere le memorie,

i ricordi per dettare i miei versi

alla magia di un sogno.

Parlami al cuore

come hai sempre parlato,

con la dolcezza di parole

che d’eccesso paion finte

e nella crudeltà si compongono

come frasi sgrammaticate,

come sensazioni nel senso del Mondo.

Tu …amore che d’amore ti nutri

e vivi

e senti

e gioisci

e svinisci

e crolli

in un letto fluttuante

di foglie di  verde infinito.

Tu muto che mi guardi ammirato,

muto e pacato

innamorato,

muto e pacato

nella profondità di uno sguardo.

E poi…

muto e riservato

innamorato.

Ed io…

muta e commossa

perduta nella tua anima immortale.

Muta e sperduta

nell’intimo di te

Una buona notizia per ogni mese del 2009. Secondo Amnesty International


Pena di morte – Ghana
Il 9 gennaio 2009 Il presidente uscente John Kuffour, ha commutato tutte le condanne a morte. Secondo i dati di Amnesty International, il provvedimento ha riguardato 108 prigionieri in attesa di esecuzione, 105 uomini e tre donne. L’ultima esecuzione nel paese aveva avuto luogo nel 1993.

Giustizia internazionale – Kosova / Serbia
Il 26 febbraio 2009 il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia ha emesso cinque condanne nei confronti di altrettante persone giudicate colpevoli di crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi nell’allora provincia serba del Kosovo, nel 1999. L’ex vice primo ministro jugoslavo Nikola Sainovic, il generale dell’esecito jugoslavo Nebojsa Pavkovic e l’ufficiale della polizia serba Sreten Lukiv sono stati condannati a 22 anni, mentre Vladimir Lazarevic e Dragoljub Ojdanic, rispettivamente generale e capo di stato maggiore dell’esercito jugoslavo, sono stati condannati a 15 anni.

“Mai più violenza sulle donne” / Diritti sessuali e riproduttivi – Messico
Dopo una campagna condotta per molti mesi da Amnesty International e dalle organizzazioni locali per i diritti umani, il 16 marzo 2009 è entrata in vigore la Direttiva NOM-046-SSA2-2005 che prevede, tra l’altro, accesso legale e sicuro all’interruzione di gravidanza per le donne vittime di violenza sessuale.

Pena di morte – Burundi
Il 24 aprile 2009, a seguito dell’introduzione del nuovo codice penale, il Burundi è diventato il 93mo paese abolizionista per tutti i reati. L’ultima esecuzione nel paese africano aveva avuto luogo nel 1997.

Prigionieri di coscienza – Iran
Roxana Saberi, la giornalista irano-statunitense condannata in primo grado a otto anni di carcere per “spionaggio in favore di un paese ostile”, è stata liberata l’11 maggio 2009 dopo che una corte d’appello ha commutato l’imputazione in “possesso di materiale riservato”, emettendo una condanna a due anni di carcere con pena sospesa. Amnesty International aveva lanciato un appello per la scarcerazione di Saberi all’indomani del primo verdetto, il 18 aprile.

Pena di morte – Togo
Il 23 giugno 2009 l’Assemblea nazionale ha votato all’unanimità in favore dell’abolizione della pena di morte. Il Togo diventa così il 15mo stato africano abolizionista, il 94mo a livello mondiale. “Questo paese ha deciso di istituire un sistema giudiziario sano, che riduce il rischio di errori giudiziari e garantisce i diritti delle persone”, ha commentato il ministro della Giustizia Kokou Tozoun. “Questo nuovo sistema non è più compatibile con un codice penale che mantiene la pena di morte e concede all’autorità giudiziaria un potere assoluto, con conseguenze irrevocabili”.

Diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender – India
Il 1° luglio 2009 l’Alta corte di Delhi ha decriminalizzato l’omosessualità. Secondo Amnesty International, che insieme alle organizzazioni locali per i diritti umani aveva svolto una lunga campagna per questo obiettivo, la sentenza è un deciso passo avanti per assicurare che in India sia possibile esprimere il proprio orientamento sessuale e l’identità di genere senza timore di subire discriminazioni. La sentenza dell’Alta corte ha annullato, definendola discriminatoria e “contraria alla moralità costituzionale”, una norma britannica risalente al periodo coloniale che proibiva relazioni sessuali consensuali tra persone dello stesso sesso, definite “rapporti carnali contro l’ordine naturale”. La legge è stata usata per colpire l’azione degli organismi impegnati nella prevenzione dell’Hiv/Aids.

Impunità  – Brasile / Uruguay
Il 7 agosto 2009 la Corte suprema brasiliana ha autorizzato l’estradizione in Argentina del colonnello uruguayano Luis Cordero Piacentini, che deve rispondere della scomparsa di cittadini argentini e uruguayani (tra cui il neonato Adalberto Soba Fernandez, sequestrato a venti giorni dalla nascita e successivamente dato in adozione illegale) nel contesto del “Piano Condor”. La massima corte brasiliana ha accolto la richiesta della magistratura argentina, che sta indagando su una serie di crimini commessi in un centro di detenzione clandestino conosciuto come “Concessionaria Orletti”, un autosalone della capitale Buenos Aires attivo negli anni della dittatura. Il “Piano Condor” fu un’operazione coordinata tra i governi militari di Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Uruguay e Paraguay destinata a eliminare esponenti dell’opposizione politica negli anni ’70 e ’80.

Diritti economici, sociali e culturali- Nazioni Unite
All’indomani dell’apertura alla firma del Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, avvenuta il 24 settembre 2009, 28 stati hanno già firmato il testo. Tra questi figura l’Italia, cui la Sezione Italiana di Amnesty International aveva chiesto di firmare il Protocollo.

Giustizia internazionale- Ruanda
Il 6 ottobre 2009 Idelphonse Nizeyimana, uno dei maggiori ricercarti per il genocidio del 1994, è stato arrestato a Kampala, capitale dell’Uganda. Nizeyimana era a capo dell’intelligence e delle operazioni militari durante i 100 giorni in cui morirono circa 800.000 mila tutsi e hutu moderati. È accusato anche di aver creato un corpo militare speciale. Deve rispondere al Tribunale penale internazionale per il Ruanda delle imputazioni di genocidio e crimini contro l’umanità.

“Mai più violenza sulle donne” – Messico
Il 19 novembre 2009 la Corte interamericana dei diritti umani ha riconosciuto colpevole e condannato lo stato messicano per la morte di otto donne a Ciudad Juarez, nel novembre 2001, nel caso conosciuto come “il campo di cotone”. Si tratta della prima sentenza di condanna per il femmicidio in corso dal 1993 nello stato di Chihuahua, nel nord del paese.

Rilasci – Sri Lanka
Il 1° dicembre 2009 il governo ha disposto il rilascio di migliaia di civili tamil dai centri di detenzione allestiti in primavera, alla fine della guerra civile. Amnesty International aveva lanciato un’azione globale per chiedere la chiusura dei campi e il rilascio di tutti i profughi di guerra internati.

da www.linkontro.info