Quando i politici scrivono fiabe.. e le leggono ai bambini


Quando i politici scrivono fiabe... e le leggono ai bambini
di Donatella Poretti, senatrice

Domani 3 dicembre sono stata invitata dall’associazione ‘Terra dei Piccoli Onlus‘ a partecipare ad una iniziativa che mi ha entusiasmato: la presentazione ai bambini della casa “La Mia Famiglia” di Roma, del ‘Piccolo libro di fiabe‘. Scritto da politici, il ricavato delle vendite andra’ a sostegno di questa associazione per organizzare il campo estivo “Piccolo villaggio”, con cui ogni anno a circa 600 bambini con vicende sfortunate e difficili, sara’ donata l’esperienza di un contatto diretto con la natura grazie ad attivita’ di gruppo, formative e didattiche.

Oltre a presenziare all’iniziativa, mi e’ stata data anche la possibilita’ di scrivere una fiaba per questo progetto, in compagnia di altre parlamentari e con un contributo della Presidenza della Repubblica.

Come ci ricorda l’associazione, sul territorio italiano almeno tra i 20 e i 35 mila bambini italiani e stranieri vivono fuori da una famiglia, e altri 100.000  vivono in famiglie povere e disagiate. Sono bambini che, quando sono in famiglia, non riescono ad avere attenzione, calore e serenita’; e bambini che aspettano un luogo dove sentirsi figli. “Le fiabe creano e risolvono situazioni di paura, di inadeguatezza, di solitudine, di mancanza di autostima, sconfiggono angosce e fanno svanire conflitti e fantasmi; le fiabe trovano soluzioni miracolose per ogni sofferenza”. E cosi’, grazie alla perizia psicologica e pedagogica di questa associazione, abbiamo prodotto questo libro, illustrato da bambini di scuole e case famiglia di tutta l’Italia.

La promozione del progetto, che conta sul periodo natalizio per donare anche ai bambini piu’ fortunati le storie e i disegni dei loro coetanei, e’ partita il 26 ottobre scorso al Quirinale, donando la prima copia al Presidente Giorgio Napolitano e, procedendo per diverse citta’, si concludera’ il 20 dicembre a Frosinone.
da www.newsfood.com

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Alchera “Discarica di sogni”


Dopo mesi di gestazione, al chiuso tra le mura dello studio di registrazione a rovistare tra suoni e desideri, il 4 dicembre vedrà la luce “Discarica di sogni”, il nuovo album degli Alchera.

Dopo anni passati tra live e composizioni, in uscita dunque il nuovo lavoro, che segna un’inversione decisamente elettronica della band siciliana di Augusta. Nove tracce inedite, che trasudano la vibrante e accurata ricerca di nuovi scenari di suono, ispirati da un continuo abbraccio tra chitarre e sintetizzatori.

All’interno presente anche un affascinante remake della “Canzone dell’amore perduto” di Fabrizio De Andrè.

“Discarica di sogni” chiude una trilogia intensa e straziante di passione che scandisce le fasi del cuore, dapprima freddamente collegato ad un interruttore, privo di emozioni stabili (MANIPOLAZIONE – 2001), per poi ritrovarlo agonizzante a terra (ACARDIA – 2003) e abbandonato per il desiderio di esserne privo.

“Discarica di sogni” lo rivela infine su una tavola imbandita, dato in pasto sadicamente ad una donna.

L’album è autoprodotto, perché “oggi auto prodursi per un gruppo emergente è l’unica alternativa alla generazione X-Factor ed alle numerose etichette discografiche che propongono contratti con le spese sostenute principalmente dal gruppo stesso”.

Album autoprodotto e scaricabile gratuitamente dal sito http://www.alcheramusic.com. C’è infatti la volontà di sfruttare pienamente le potenzialità della rete. Una scelta importante questa, che ripercorre la strada già aperta dai Radiohead, ma che testimonia soprattutto il desiderio di raggiungere tutti senza alcun limite.

Le copertine di questo nuovo album, con le istruzioni per scaricare gratuitamente il tutto, si potranno trovare in molti locali pubblici della Sicilia orientale distribuite con il periodico GeniaBox e nel mese di Gennaio in allegato alla rivista specializzata “Mucchio Selvaggio”, che darà per la prima volta alla band la possibilità di avvalersi di una distribuzione a livello nazionale.

A seguire l’uscita dell’album ci sarà un tour che partirà proprio dalla Sicilia il 19 al Bacco Wine bar di Raffadali (Ag), il 23 all’Aruca Pub di Brucoli (Sr), il 29 alla Factory di Cassibile (SR), 30 Gennaio al Cafè Royal circolo della musica di Messina.

alchera booking & management

via Anapo 4b – 96010 Villasmundo (Sr)

cell. 333.7858939

Scuola e disabili: si sdoppiano le classi sovraffollate.


di Monica Maiorano

Oggi 3 dicembre 2009 si celebra la “Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità”, lo scopo è promuovere la diffusione dei temi della disabilità, di mobilitare il maggior sostegno possibile per la dignità, i diritti e il benessere delle persone disabili e di accrescere la consapevolezza dei vantaggi che possono derivare dall’integrazione delle disabilità in ogni aspetto della vita sociale, come stabilito dal “Programma di azione mondiale per le persone disabili”, adottato nel 1982 dall’Assemblea generale dell’ONU.

Una nota piacevole ha anticipato l’evento di oggi, l’importante vittoria delle associazioni Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) e Fand ( Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con disabilità) nell’incontro tecnico che si è tenuto nella giornata del 1 dicembre con il capo dipartimento del ministero della Pubblica Istruzione, Giuseppe Cosentino e presenziato di persona, questa volta, dallo stesso Ministro dell’Istruzione Gelmini.

Anche se i dettagli verranno definiti il prossimo 22 dicembre, è stato ottenuto un risultato fondamentale: il capo dipartimento ha acconsentito sin da subito, cioè ad anno scolastico in corso, di sdoppiare le classi sovraffollate rispetto al numero di alunni disabili.

Prima del Nuovo Regolamento di riorganizzazione della rete scolastica vigeva il decreto ministeriale n.141/1999 in base al quale veniva fissato un tetto massimo alla presenza di alunni disabili nella stessa classe: in particolare uno per le classi di 25 alunni e due per le classi con non più di 20 alunni, inoltre il decreto precisava che, superando questi tetti, le classi andavano obbligatoriamente sdoppiate. Il nuovo Regolamento di riorganizzazione della rete scolastica ha fissato sì un tetto massimo di 20 alunni per classe non toccando il numero degli insegnanti di sostegno, ma purtroppo nulla dice in merito a quanti bambini e ragazzini disabili debbano esserci in ogni classe. La conseguenza classi sovraffollate con più alunni disabili, stessi insegnanti di sostegno ma con più alunni, naturalmente riducendo le ore a disposizione per ciascuno di essi, senza poi considerare tutti i bambini che, non dichiarati disabili, hanno comunque bisogno di un aiuto particolare.

E’ per questo motivo che giunge confortante la notizia del 1 dicembre dello sdoppiamento delle classi anche perché rafforzata dal documento del 26 novembre scorso “Sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità”, approvato dall’assemblea del Cnel (Consiglio nazionale del lavoro e dell’economia).

Questo documento avanza alcune proposte per migliorare la qualità dell’inclusione scolastica: la presa in carico degli alunni disabili da parte di tutti i docenti currriculari, l’eliminazione della cattiva prassi di utilizzare i docenti di sostegno per supplenze in classe, il diritto delle famiglie a partecipare alla formulazione del progetto educativo individualizzato, la necessità di garantire l’assistenza igienica agli alunni disabili da parte dei collaboratori,rispettando il genere dell’alunno, l’accesso alla formazione professionale anche di chi non è in possesso di diploma di terza media come già avviene per le scuole superiori, la possibilità di frequentare le scuole professionali anche oltre i 18 anni di età, il limite di 2 o 3 alunni con disabilità in ciascuna classe.

Fonte: Vita.it

“Gli stranieri sono detenuti due volte”


di Luigi Spezia

«I detenuti stranieri è come se fossero detenuti due volte. Vivono in condizioni poco rispettose della dignità umana e dell’ordinamento carcerario, ma non posso andare fuori della porta, come mi ha detto di fare uno di loro l’altro giorno, e fermare i nuovi venuti»

Nella frase della direttrice della Dozza Ione Toccafondi c’è tutta la sofferenza che subisce la maggior parte dei 1178 ospiti forzati del carcere bolognese, per il 64,8 per cento stranieri di oltre cinquanta nazionalità diverse. I dati sono del 26 novembre: quel giorno erano rappresentate 52 nazionalità diverse. «La maggior parte sono tossicodipendenti, seguiti dal nostro Sert interno, ma impossibilitati ad andare in comunità di recupero all’esterno perché clandestini». Stranieri che spesso non parlano la lingua italiana, spesso tossicodipendenti, parecchi con problemi psichiatrici e poverissimi: un’umanità disperata che sembra impossibile possa trovarsi, seppure separata da solide mura, all’interno dell’ancora benestante Bologna.

Le condizioni economiche dei detenuti stranieri, per la gran parte arrestati per il piccolo spaccio di droga diretto soprattutto a consumatori italiani, sono da Quarto Mondo. «Non hanno nemmeno di che vestirsi – racconta la direttrice – e nemmeno soldi per comprarsi le cose più essenziali. Non hanno parenti che li vengano a trovare. Chiedono continuamente vestiti, cibo che non sia sempre quello della mensa e un lavoro. Sono anche loro che per attirare l’attenzione compiono atti di autolesionismo: nel 2009 la polizia penitenziaria è intervenuta in 93 casi». Alla Dozza solo cento detenuti lavorano all’interno e solo 3 sono i semiliberi stranieri su quaranta.

I più numerosi alla Dozza sono i marocchini (178 uomini, nessuna donna), seguiti da tunisini (136), albanesi (83), romeni (68), algerini (64), nigeriani (30), senegalesi (16). «Abbiamo quattro mediatori culturali, ma sono insufficienti e non in grado di avere rapporti con detenuti di tutte le lingue. Rimane solo la possibilità, quando per esempio serve per eseguire interrogatori, di far arrivare dal Comune altri mediatori». In un calderone come la Dozza, ci sono difficoltà per situazioni elementari come il cibo. Non è certamente prevista, nei capitolati del Ministero, una cucina etnica. «Non possiamo mandare a compare carne macellata secondo il rito islamico, per esempio. Così non mangiamo carne di manzo. Quest’anno per la fine del Ramadan abbiamo acquistato a spese loro dei dolci tipici e al termine del periodo di astinenza è venuto in visita il console del Marocco portando altre pietanze. Ma più di così non possiamo fare». Altra emergenza è l’abuso di alcol: «Scambiano l’alcol consentito, mezzo litro al giorno, con altre cose e alla fine c’è chi ne accumula fino a stordirsi. Così molte volte diventano aggressivi e litigano. Quest’estate per stemperare la tensione abbiamo costituito dei gruppi di auto-aiuto e hanno funzionato. Ma così è dura andare avanti».

da www.bologna.repubblica.it

Giornata delle persone con disabilità, un 3 dicembre fra musica e confronto


ROMA – Un 3 dicembre all’insegna della musica, della riflessione e del confronto serrato con il governo. Si celebra la Giornata internazionale delle persone con disabilità, nata nel 1993 in ambito europeo per poi ampliarsi fino a diventare occasione di attenzione sulla situazione delle persone disabili in tutto il mondo. Nel nostro paese, da Torino a Siracusa, numerose le iniziative organizzate dalle principali associazioni di persone disabili e loro familiari. L’appuntamento principale si svolge al Teatro Valle di Roma, dove Fand (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) e Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) organizzano un confronto diretto con esponenti politici per rilanciare le richieste presentate all’esecutivo.

Fra le priorità segnalate da Fish e Fand, da un lato la “necessità di adeguate misure di sostegno alle persone con grave disabilità e alle loro famiglie, sempre più a rischio di impoverimento e marginalizzazione sociale, legate alle incertezze nei finanziamenti con conseguenti ricadute sulla qualità dei servizi erogati sul territorio”, e dall’altro lato le “difficoltà registrate nell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, messa a dura prova da provvedimenti che hanno avuto come effetto il sovraffollamento delle classi e l’aumento al loro interno del numero di alunni con disabilità, con conseguenti tagli alle ore di sostegno”. Un confronto che si estenderà ai temi del lavoro, con i “tentativi di limitare le potenzialità della legge 68/99 sul diritto al lavoro delle persone con disabilità”, e a quelli dell’accessibilità dei programmi del Servizio pubblico televisivo, del sostegno dei progetti per il Servizio civile volontario per il sostegno della disabilità grave, e infine al rinnovo del Nomenclatore tariffario delle protesi e degli ausili, fermo al 1999.

Su molti di questi stessi argomenti verteranno gli appuntamenti organizzati nelle altre città italiane: a Torino, su iniziativa della Cpd, la Giornata si celebra anzitutto nelle scuole di ogni ordine e grado. Lo scorso anno oltre 60 istituti, per un totale di 3500 alunni, sono stati coinvolti nel dibattito, e quest’anno i lavori realizzati dalle scuole per il concorso indetto dalla Cpd sul tema “Lo sport per tutti” saranno premiati con buoni acquisto in materiale didattico. Al Palaruffini l’animazione sarà garantita da band e ospiti speciali (sul palco salirà anche la ballerina e pittrice Simona Atzori), fino all’evento della sera che vedrà protagonista Pino Daniele. Iniziative sono previste poi in numerose città del Nord (Milano e Bologna su tutte) e del Sud Italia. A Siracusa si punta sull’arte, con visite guidate a Palazzo Bellomo nell’ambito della manifestazione “I sensi dell’arte”; a Foggia va in scena “Innovabilia”, il Festival delle innovazioni per le diverse abilità, tre giorni in Fiera (dal 5 al 7 dicembre) per una panoramica delle nuove tecnologie (dall’assistenza alla mobilità, dall’inclusione scolastica e lavorativa al tempo libero) che permettono un miglioramento della qualità di vita delle persone.

da www.superabile.it

Onu, Stevie Wonder nominato ambasciatore per la pace


Quale notizia migliore, più appropriata di questa: un disabile, un non vedente, viene nominato ambasciatore di pace dall’ONU…grazie Stevie per tutte le emozioni che ci hai regalato…thank so much, Stevie, for all the emotions you have given us…:-)

Il cantante, vincitore di 25 Grammy Award, Stevie Wonder è stato nominato “ambasciatore di pace” dell’Onu con particolare attenzione alle persone disabili. Lo hanno annunciato le Nazioni Unite.

Gli ambasciatori di pace sono spesso celebrità che provengono dal mondo del cinema, della musica, della letteratura o dello sport che si fanno promotori delle attività dell’Onu con apparizioni pubbliche e incontri con i media.

Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha descritto Wonder, che è non vedente, come “una vera ispirazione per i giovani di tutto il mondo e un esempio di come si possano ottenere grandi risultati nonostante delle limitazioni di carattere fisico”

“Ha sempre utilizzato la sua voce e il suo rapporto speciale con il pubblico per creare un mondo migliore, per difendere i diritti civili e umani e per contribuire a migliorare la vita delle persone meno fortunate”, ha detto Ban.

Wonder, 59 anni, è diventato cieco poco dopo la nascita ma ha imparato a suonare armonica, piano e batteria già all’età di nove anni.

Nell’arco della sua carriera l’artista ha registrato 32 singoli che sono poi finiti in vetta alle classifiche dell’R&B, vincendo 25 Grammy e vendendo complessivamente più di 100 milioni di dischi.

Wonder, che è autore di brani di grande successo come “Superstition,” “I Just Called to Say I Love You” e “My Cherie Amour”, è stato in tour lo scorso anno, un tour che lui stesso ha detto di aver organizzato per diffondere un messaggio di unità tra tutte le razze e religioni.

fonte www.reuters.com

http://www.youtube.com/watch?v=5IHu8RSSCvE

a questo link potete ascoltare la sua inimitabile interpretazione di “I just called to say I love you”

Guidosimplex: un modo per rendere autonomi i diversamente abili


E sempre nell’ambito di questa giornata dedicata alla disabilità pubblico nuovamente un altro mio articolo.

A Giovanni e alla sua splendida famiglia con affetto 🙂

di Daniela Domenici

Abbiamo incontrato Giovanni Spadaro, presidente de Il Faro Augusta Onlus che si occupa di tutto quello che riguarda il mondo dei diversamente abili, che ci ha voluto mostrare un sistema, montato su una macchina dell’associazione, che aiuta e render autonomi tutti quelli come lui che, purtroppo, hanno qualche problema alla deambulazione e, di conseguenza, alla guida della propria autovettura.

Si chiama Guidosimplex, è applicato al volante e consente di avere così la gestione di tutti i comandi cosicchè si può utilizzare il mezzo in piena autonomia; in particolare questo sistema darà la possibilità a Giovanni e agli altri atleti diversamente abili di Augusta di partecipare alle gare di handybike nella più totale autonomia senza dover chiedere l’aiuto di altri mezzi di trasporto. “Guidosimplex” è stato donato all’associazione dal Kiwanis di Augusta che Giovanni Spadaro, a nome dei colleghi, ringrazia sentitamente perché, anche grazie a questo sistema, il diversamente abile non si sentirà, come ha dichiarato Giovanni, “una persona da assistere e accudire ma un protagonista attivo della propria vita” a cui donare, da parte nostra, i cosiddetti “abili”, attenzione e sensibilità.

Giovanni, aspettiamo di fotografare e applaudire nuovamente te, Alessandro e Katia alla prossima gara di handybike a cui andrete con l’aiuto di Guidosimplex.