Carceri: Gonnella , no a piu’ agenti penitenziari . In Italia uno su 1,54 detenuti;media europa e’uno su 2,94


“Nelle carceri non c’é bisogno di altri poliziotti. Abbiamo il più alto numero di agenti penitenziari in Europa: uno ogni 1,54 detenuti contro una media europea di 2,94”. A dichiararlo è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, l’associazione che si batte per i diritti nelle carceri, che ribadisce, invece, la necessità di introdurre il crimine di tortura nel nostro codice penale
“L’Italia, nel lontano 1987 – ricorda Gonnella – ha ratificato una Convenzione ma è ancora inadempiente. Vi sono vari disegni di legge pendenti. Chiediamo che vengano subito calendarizzati. Sarebbe un messaggio culturale forte”. “Ci sembrano poi – prosegue Gonnella – non comprensibili né condivisibili le rimostranze sul numero scarso di poliziotti nelle carceri di fronte agli episodi di questi ultimi giorni”. “Riteniamo che la questione non sia quella di aumentare l’organico di polizia, bensì quella di capire perché questo sembra non bastare mai, e di razionalizzarne la dislocazione”, dice ancora Gonnella.

“Nell’Europa dei 27 l’Italia è tra i paesi con il numero più alto di poliziotti in termini assoluti e relativi. Se si considera l’attuale numero di detenuti – spiega il presidente di Antigone – abbiamo un poliziotto penitenziario ogni 1,54 detenuti. La media europea è di 2,94. Sono 42.268 i poliziotti penitenziari in organico. 39.482 sono i poliziotti che lavorano effettivamente per l’amministrazione penitenziaria al netto di distacchi e assenze di vario tipo”. “Tra le situazioni regionali di maggiore disagio – segnala Gonnella – vanno segnalate quelle del Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Sardegna. Posto che circa 1500/1800 agenti svolgono compiti anche di natura contabile, che circa 700 agenti lavorano negli spacci, che circa 4/5000 uomini sono giornalmente impegnati nei servizi di traduzione e piantonamento dei detenuti fuori dalle strutture penitenziarie, che circa 500 agenti lavorano al Ministero della Giustizia, che circa 1600 agenti lavorano al Dap, che varie migliaia sono impegnate nei Provveditorati regionali, nelle Scuole di formazione, agli U.E.P.E., al GOM – Gruppo Operativo Mobile-, al N.I.C. – Nucleo Centrale Investigazioni, all’U.S.P.E.V. Ufficio per la Sicurezza del Personale e della Vigilanza, al Servizio Centrale delle Traduzioni e Piantonamenti, con annessa la sezione relativa al Servizio Polizia Stradale, fuori dall’Amministrazione penitenziaria (Corte dei Conti, Presidenza Consiglio dei Ministri, C.S.M., ministeri diversi) ne restano a spanne 16 mila che si sobbarcano il lavoro atto a garantire la sicurezza complessiva nelle carceri”. Infine, secondo Gonnella, “per un sud che non ha carenze di organico (a Bari l’organico amministrato è superiore di 30 unità a quello previsto dalla pianta organica; Lazio e Campania sono in sovrannumero) vi è un nord dove la situazione è drammatica (a Padova nuovo complesso mancano 78 unità, a Tolmezzo 38, a Torino 187, a Brescia 155). Si tratta di eredità del passato difficili da gestire”. (ANSA).

da www.osservatorioantigone.it

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