Ragusa: 5 detenuti per protesta ingeriscono lamette e pile stilo


Le morti in carcere e gli atti di autolesionismo hanno da sempre costituito un serio problema nel nostro Paese. Molti di questi atti di ribellione dipendono dal sovraffollamento e dalla mancanza di condizioni di vita normali. Una grave pecca che anche nelle nostre carceri sta aumentando considerevolmente. Secondo i dati aggiornati al 2 novembre, infatti, la capienza regolamentare del carcere ibleo è 146 persone, mentre quella tollerabile è di 218. Ma sono 257 i detenuti al suo interno e ciò significa che viene superata la regolamentare del 176% e la tollerabile del 117%. Proprio questa motivazione è alla base di una protesta plateale messa in atto da cinque detenuti di Contrada Pendente sabato pomeriggio. I cinque detenuti, che sono rinchiusi in una stessa cella e che per questo motivo hanno intentato la protesta, hanno chiesto di essere messi nelle condizioni di avere i beni di prima necessità e di poter lavorare per potersi economicamente mantenere, cosa che non sempre è possibile proprio a causa del sovraffollamento. Una protesta, però, pericolosa perché i cinque carcerati hanno utilizzato gravi forme di autolesionismo per attirare l’attenzione. Uno si è cucito la bocca con ago filo, un altro ha ingerito una pila stilo ed altri hanno ingoiato delle lamette procurandosi delle ferite all’intestino e per queste ragioni sono stati ricoverati al “civile” e tenuti sotto osservazione per alcune ore. Una volta riportati in carcere sono stati sistemati in celle diverse.

da www.innocentievasioni.net

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