Basket in carrozzina: Italia campione d’Europa


basket in carrozzinaGrazie al successo per 64 a 52, in finale, contro la Turchia, i ragazzi di De Pieri si aggiudicano il titolo continentale 2009 di basket in carrozzina, a quattro anni di distanza dall’ultimo trionfo in campo europeo

 

«Un successo straordinario – commenta Luca Pancalli, presidente del CIP – arrivato un po’ a sorpresa, ma proprio per questo ancora più bello. Complimenti allo staff, ai tecnici e ai giocatori guidati dal presidente di Dipartimento Remo Breda: hanno realizzato una vera impresa, conquistando inoltre la qualificazione ai Mondiali del prossimo anno. Un trionfo che vale doppio». Complimenti condivisi dal segretario generale, Marco Giunio De Sanctis: «Grande vittoria, arrivata al termine di un torneo concluso in crescendo».

Partono bene gli azzurri contro i padroni di casa, avanti di 7 al termine del primo parziale, un gap che si riduce a +2 alla fine del primo tempo. Nel terzo quarto l’Italia riesce a piazzare un +8 che la porta al massimo vantaggio di tutto il match, un punteggio che aumenta ancora, a favore dei nostri, nell’ultimo parziale, fino al 64 a 52 conclusivo, che regala alla nostra Rappresentativa il tetto d’Europa. Miglior realizzatore dell’incontro Matteo Cavagnini, autore di 17 punti. Ottime anche le prove di Galliano Marchionni e di Vincenzo Di Bennardo, 14 punti per entrambi, di Amine Moukhariq (7), Andrea Pellegrini (6), Nicola Damiano (4), Fabio Bernardis (2).

da www.vita.it

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Dalla Guantanamo di Asti una richiesta di auto


guantanamoEgregia Associazione Ampi Orizzonti,
un cordiale saluto da parte dei detenuti della sezione isolamento di via Quarto Inferiore ad Asti. Siamo accusati in base al 270 bis.
Scriviamo rispetto a: la tortura mentale e fisica in questo posto ed anche nelle carceri di Macomer e Benevento. Siamo trattati così per un solo motivo: perché siamo musulmani e accusati di terrorismo.
Un grido di aiuto da parte nostra.
Siamo circa 30-40 persone musulmane nelle carceri italiane, divise tra le carceri di Benevento, Macomer (Nuoro) e Asti. In tutti e tre questi istituti c’è un clima, contro di noi, di odio, pregiudizio, discriminazione religiosa, data la nostra provenienza e il colore della nostra pelle. In queste carceri, da parte dei ministeri della Giustizia e degli Interni, c’è, contro di noi, una sistematica violazione dei diritti umani, della libertà personale e individuale in tutti i sensi. Veniamo picchiati, ci vengono negate negate l’assistenza medica, la libertà di religione; non abbiamo un luogo di culto per noi e neppure un’area per il passeggio. Ci sono persone anziane con patologie gravi. Le regole che applicano contro di noi sono contrarie alle regole internazionali riguardanti i diritti dei detenuti.
Siamo nella categoria “A(lta) S(orveglianza) 2”, invece di essere in una sezione normale con l’aria grande delle attività sportive; dobbiamo pagare noi le medicine per curare le nostre malattie. Tra noi ci sono persone che hanno tentato il suicidio, per diverse volte. Qui mettono insieme persone che fumano e che non fumano. In sezione siamo circa in 20 persone e disponiamo di una sola doccia. Siamo trattati peggio di chi accusato di mafia, pedofilia, assassinio. Più della metà di noi è in attesa di giudizio ed è la prima volta che entra in carcere. Siamo in condizioni mentali disastrose a causa del processo complesso che ci troviamo di fronte.
Adesso vi raccontiamo un poco delle celle in cui ci troviamo adesso. Sono celle da una persona e invece ci tengono in due. A parte un paio di cose, in cella non possiamo tenere niente della nostra roba per vestirci. Le celle sono sporche, l’acqua esce dagli scarichi, dalle finestre entra la pioggia. Non riusciamo a pregare perché c’è sempre acqua in terra. Non andiamo all’aria tutti assieme, ma in una tomba singola accoppiata direttamente a ciascuna cella, dove, da quando siamo qui, circa una settimana, rifiutiamo di andarci.
Fra noi ci sono due persone con problemi reumatici e una brutta circolazione del sangue. Una persona asmatica, che da circa 6 mesi chiede di essere curata, la stanno riempiendo di pasticche. Tre giorni fa un nostro coimputato arrivato da Benevento ha compiuto il viaggio, circa mille km, in furgone, incatenato per una notte e un giorno. E’ arrivato ad Asti alle cinque del mattino. Alle 5,30 ci hanno svegliato tutti per portarci in tribunale. Come può, una persona che non dorme da 24 ore affrontare un processo complesso in quella condizione fisica e mentale? Siamo tutti mentalmente instabili per quello che abbiamo passato e stiamo passando adesso.
Vorremmo tanto andare avanti a raccontare tante altre cose. Un’ultima la diciamo: uno di noi che si trova nel carcere di Nuoro, in Sardegna, gli danno il pane con il maiale. Come voi sapete noi non mangiamo il porco. Siamo diventati vegetariani, potete immaginare come è la situazione.
Speriamo che la nostra lettera trovi qualche riscontro positivo, Preghiamo dio che là fuori ci sia qualcuno che ci aiuti, che può essere presente nella Corte d’assise di Milano, per vedere cosa sta succedendo in quell’aula, dove abbiamo seguito le vie legali, però senza esito.
Distinti saluti da parte nostra.

I detenuti della famosa guerra al terrorismo da Guantanamo Asti.
Ottobre 2009

(L’indirizzo è: via Quarto Inferiore 266 – 14030 Asti)

Lettera ricevuta via mail da: olga2005@autistici.org

dal sito www.informacarcere.it

Flavia Pennetta approda alla semifinale a Linz di Daniela Domenici


pennettaL’azzurra non si ferma in terra austriaca: al torneo di Linz ha appena battuto la rumena Ioana Raluca Olaru in due soli set col punteggio finale di 7-5, 6-2.

Nel primo set Flavia fatica un po’ col servizio e commette anche qualche doppio fallo; dopo una serie di break e controbreak, però, alla fine l’azzurra la spunta e strappa ancora una volta la battuta all’avversaria in conclusione di partita.

Nel secondo set la prima palla di servizio della Pennetta diventa più efficace; l’avversaria non riesce a trasformare nemmeno una palla break mentre Flavia riesce a ottenere il margine di vantaggio sufficiente a garantirle la vittoria finale.

Ora la Pennetta attende la vincente dell’incontro, in corso di svolgimento, tra l’altra azzurra, Sara Errani, e Yanina Wickmayer.

Si prospetta una sfida tra italiane, sarà uno spettacolo avvincente.

Vedi Napoli e poi muori…di Monica Maiorano


monacelloQuante volte ho sentito pronunciare queste parole! Troppo spesso usate per “offendere” una città dalle molteplici problematiche, che da sempre l’attanagliano,  ma chi a Napoli ci è nato è come se avesse un gene nel suo DNA che lo rende splendidamente autoironico.

Vedi Napoli e poi muori per quanto è bella, per il fascino che la avvolge, per la simpatia delle persone che ci vivono, per quel modo di fare, parlare, gesticolare, per quella fantasia che solo i napoletani hanno.

Alla notizia dei dissesti idrologici avvenuti nei giorni scorsi, a causa delle abbondanti piogge, complice la particolare conformazione del sottosuolo napoletano, un napoletano doc, reagisce pensando alla figura del Munaciello, viva e vegeta, ancora oggi, nell’immaginario collettivo napoletano.

Quando un turista viene a Napoli la prima tappa, obbligatoria, del suo tour è la città sotterranea, un’infinità di cunicoli e anfratti scavati, nel sottosuolo tufaceo della città, dai Greci per fornirla di un acquedotto, ampliati poi nel periodo Angioino e usati, dai napoletani stessi, durante la seconda guerra mondiale per proteggersi dai bombardamenti.

Praticare con agilità questi cunicoli non era da tutti  ma c’erano degli “esperti speleologi ” il cui compito era portare acqua nelle case delle belle napoletane. Questi uomini del sottosuolo scavavano piccole gallerie per risalire in superficie e capitava, che in assenza del maschio di casa, oltre a portare acqua, deliziassero le giovani donne con altri doni, fervida fantasia quella dei napoletani,ma capitava anche che, ritornando agli inferi, con loro sparisse anche qualcos’altro dalle case dei napoletani, complici quei pochi attimi di  distrazione delle padrone di casa. La notizia di queste strane sparizioni viaggiava alla velocità della luce  sicché si pensò di “fare la guardia”;  fu allora che si scoprì “ O Munaciell”, un omino con un lungo mantello,  per proteggersi dall’umidità  ed uno strano cappello che, come un’ombra, percorreva i cunicoli della città.

E non meravigliatevi se, alle voragini che in questi giorni si sono aperte a Napoli, qualcuno vi risponda: ” fate attenzione, n’abbast a fall,  mo ven pur o Munaciell”!

Vedi Napoli e poi muori…lascio a voi le migliori interpretazioni!

Astrum 2009: viaggio astronomico da Galileo ad oggi di Monica Maiorano


galieloIl 2009 è stato proclamato dall’ONU come l’anno Internazionale dell’Astronomia, in occasione della ricorrenza dei 400 anni dall’invenzione del telescopio di Galileo. Proprio per festeggiare e commemorare questo importantissimo passo della scienza, in Italia e nel mondo verranno organizzati moltissimi eventi, la maggior parte tesi ad omaggiare una delle più grandi menti di tutti i tempi: Galileo Galilei.

Da oggi, 16 ottobre 2009 fino al 16 gennaio 2010, sarà possibile ammirare nelle sale dei Musei Vaticani una raccolta di strumenti, mappe, modelli di sistema tolemaico, quadri, fotografie, manoscritti e codici che raccontano la storia dell’astronomia da Galileo ad oggi. L’iniziata è rivolta tanto ad esperti, quanto ad appassionati e con  percorsi che  si adattano bene anche ad insegnanti e studenti.

Era il 1609 quando Galileo presentò la sua invenzione al Governo Veneziano, Il Cannocchiale.

A spingere il genio fiorentino a perfezionare una delle più geniali invenzioni della storia fu, oltre la sua smisurata passione per l’astronomia, la notizia dell’avvistamento di una nuova stella. Questa luminosissima stella aveva già avuto tra i suoi osservatori Keplero e affascinò molto anche Galileo. Secondo Galileo, infatti, quella stella poteva provare la validità delle teorie Copernicane, ma senza prove davvero concrete, rimanevano solo supposizioni. Fu così allora che lo studioso, ebbe l’intuizione che per avere prove tangibili servisse qualcosa per poter osservare la stella da vicino. Venne a conoscenza che già gli olandesi avevano costruito nel XVII secolo un primo esempio di cannocchiale. Galileo se ne procurò un esemplare e facendosi forza sugli studi di ottica dell’italiano Giovanni Battista della Porta e di Keplero, lo ricostruì, naturalmente potenziandolo.

L’iniziativa vuole, da un lato, evidenziare la ricchezza del nostro patrimonio storico-astronomico, spesso sconosciuto al grande pubblico, e dall’altro presentare gli strumenti che hanno permesso agli astronomi di acquisire le conoscenze che si hanno oggi sull’universo.

Una sezione della mostra è dedicata agli strumenti pre-galileiani, all’epoca le osservazioni avvenivano ad occhio nudo e servivano a censire e misurare i moti dei corpi celesti, per arrivare poi alle strumentazioni sofisticate e complesse dei giorni nostri.

In concomitanza all’evento è prevista la pubblicazione di un catalogo illustrato ed un percorso aggiuntivo di incontri e conferenze sui temi principali della storia dell’astronomia e della strumentazione scientifica.

Fonte: Rainews24

Chiusa è la mia vita


Chiusa è la mia vita con una chiave,
che costantemente viene controllata,
lavata, curata, pesata.
Orari precisi da tenere presente negli occhi e nella mente,
per non perdere il primo turno, per poi sgolarti per il secondo.
Uno spazio da tenere pulito, perché ammalarti non ti conviene,
se vivo vuoi uscire!!!
I primi giorni odi tutto ciò che ti circonda,
poi incoscientemente ami queste mura,
che tanto tempo gli hai sputato contro.
Cerchi conforto oltre, ma anche i più cari
si sono lavati le mani.
Più sono chiuso, più resto solo,
se ti chiedo chi sono, giustamente rispondi chi ti conosce?
Solo il respiro mi tiene in vita,
anima e corpo non mi appartengono,
non mi salvi neanche tu, se non l’hai vissuta.
Chiuso nei tramonti cambiabili,
nelle stagioni insignificanti, nei lamenti non ascoltati.
Chiuso con un rimorso dentro, di aver regalato la mia vita a degli imbecilli,
che per salvar la loro, hanno venduto la mia.
Chiuso con dei sogni nel cassetto,
irrealizzabili e inesistenti.
Chiuso tra un sorriso e una lacrima,
tra una stretta di mano quotidiana,
una pacca sulle spalle, e quando chiedi aiuto ti girano le spalle.
Chiuso tra il torto e la ragione,
tra il custode e l’indifferenza, senza attorno nessun parente.
Chiuso tra quattro mura contate, tra orari contati,
la mia vita quotidiana ed io rido perché non conto nulla?
Chiuso tra il ricordo è un corpo di donna costruito con la carta è
l’immagine
per perdermi nella disperazione, da mordermi le mani.
Chiuso a spellarmi le mani, curato dagli psicofarmaci,
come beneficio della propria condanna.
Chiuso in una bara, dove non è consentito mettere i fiori.
Questo è il mio mondo, tu sarai la forza mia,
ma se aspetto la tua solidarietà tra una fiammata che svanisce nel nulla
preferisco dedicarti il chiuso.
Chiuso con gli occhi sbarrati,
con il corpo nudo attaccato alle sbarre,
gridando a squarcia voce
un grido che neanche una farfalla ascolta.
Chiuso tra foto e inganni,
tra pareti sporche di sangue,
nel cuore del tempo.

Ranieri Nicola
Carcere di Spoleto – Agosto 2009

dal sito www.informacarcere.it