B2B, la comunicazione “cervello-cervello” di Daniela Domenici


brainAlcuni scienziati britannici sostengono di aver fatto il primo passo verso la comunicazioni tra esseri umani usando soltanto il potere del pensiero.

Un sistema sviluppato dai ricercatori dell’Università di Southampton permette a due persone di mandare un semplice messaggio attraverso Internet usando soltanto i loro cervelli.

Questa scoperta dà la possibilità che la comunicazione “cervello-cervello” possa rimpiazzare tastiere e telefoni come futuro di Internet.

L’esperimento utilizza una tecnologia già nota chiamata “interfaccia tra cervello e computer, o BCI, che usa elettrodi attaccati alla testa per monitorare i segnali del cervello e convertirli in comandi.

Il BCI viene esplorato e studiato dai militari americani per aiutare i soldati feriti a controllare gli arti prostetici, le protesi, per esempio; ma questo nuovo esperimento è andato oltre.

Secondo il dott.Christopher James i suoi esperimenti sono il primo piccolo scalino verso una tecnologia che permetta alle persone di mandare immagini e parole direttamente nelle menti degli altri; aggiunge inoltre che si devono ancora comprendere tutte le importanti applicazioni di questo ma ci sono vari scenari in cui B2B, cioè la comunicazione cervello-cervello, potrebbe essere di beneficio per aiutare, per esempio, le persone con malattie debilitanti che intaccano i muscoli o con la cosiddetta sindrome “locked-in” (letteralmente “chiuso/a chiave dentro se stesso/a), per comunicare e ha anche applicazioni nel gioco.

Thanks to Niall Firth – Daily Mail

Carcere: in arrivo un nuovo indulto? di Stefano Arduini


Il piano del Governo potrebbe consentire l’immediata uscita di oltre 20mila detenuti.

indulto.1 «C’è una situazione davvero da dimenticare e incivile nelle carceri». Firmato Silvio Berlusconi. E ancora:  «C’è una situazione da risolvere per rendere civile il Paese anche su questo fronte». Mai prima d’ora il premier era stato così esplicito nella denuncia del  sovraffollamento delle carceri, confermando che il governo sta lavorano a un piano per la realizzazione di carceri civili con 20mila nuovi posti. 

«C’è una classifica secondo la quale siamo in testa per quanto riguarda le persone che stanno nelle carceri senza essere condannati in via definitiva». Ha chiosato il premier.  I numeri in effetti sono impressionanti. Ben riassunti dal Guardasigilli. «In questo momento – ha spiegato Alfano – vi sono 64.000 detenuti in Italia, contro un capienza regolamentare di 43.000 e una capienza tollerabile di 63.000». Che fare?
Qualche anticipazione del piano carceri è però già possibile fornirla. Il progetto prevede 21.479 fra nuovi posti in penitenziari  leggeri e padiglioni tradizionali. In caso di emergenza poi il capo dell’amministrazione penitenziaria Franco Ionta (a cui però il ddl della Finanziaria toglie 143 milioni di euro) avrà “poteri assoluti” sul modello di quelli concessi al capo della Protezione civile in caso di calamità.

Ma la vera novità del progetto (su cui si aspetta ancora il via libera della Lega Nord, da qui il invio al consiglio dei ministri di settimana prossima) sarebbe in quello che alcuni hanno giù definito un indulto nascosto (il quotidiano Repubblica, per esempio): la modifica dell’articolo 385 del codice penale. L’obiettivo non dichiarato sarebbe quello di permettere a tutti i condannati a pene pari o inferiori a un anno di scontarle nella propria abitazione o in un altro luogo pubblico  o privato di cura, assistenza e accoglienza.

Un provvedimento che riguarderebbe il 32% dei reclusi. A conti fatti, una volta portata a casa la riforma, sarebbero “liberati” 21mila carcerati. Molti di più dei 12mila indultati che nel 2006 uscirono nella prima settimana successiva all’approvazione della clemenza.

fonte vita.it

Davide Sbrogiò: dal teatro greco alla fiction tv


orestiadiDavide Sbrogiò, attore teatrale di origini augustane, ha appena concluso una fortunata tournèe con l’INDA di Siracusa, con cui si è formato sin dal 1994, e approda sul piccolo schermo a Mediaset nei panni di un medico nella fiction “L’Onore e il Rispetto II” con la regia di Salvatore Samperi.

E’ solo un piccolo cammeo per lui ma che conferma la sua versatilità nel passare, con la stessa disinvoltura e bravura, dalle tavole del palcoscenico ai set televisivi.

Ha anche girato qualcosa per il grande schermo; infatti ha da poco concluso le riprese di un “corto”, “Algià Hotel – una lontana storia d’amore” insieme a Isabl Russinova e per la regia di Manuel Giliberti.

Nella scorsa stagione estiva, prodotta dall’INDA, come dicevamo, Davide Sbrogiò ha recitato al fianco di Giorgio Albertazzi nell’Edipo a Colono di Sofocle, per la regia di Daniele Salvo, nel ruolo di Corifeo; (per una sostituzione) nella Medea di Euripide al fianco di Elisabetta Pozzi per la regia di Krystof Zanussi, nel ruolo di Egeo, ed infine nelle Supplici di Eschilo, spettacolo portato poi giro per l’Italia, nei panni dell’Araldo egizio.

Il suo curriculum artistico vanta maestri e colleghi di grande prestigio come Paola Gassman, Aldo Reggiani, Giovanni Cutrufelli, Ivana Monti, Lamberto Puggelli, Tuccio Musumeci e Walter Pagliaro.

Davide Sbrogiò è dotato di una fisicità che ricorda molto le classiche forme greche ed è quindi particolarmente adatta ai canoni richiesti per rappresentazioni di tal sorta; le sue interpretazioni sono sempre molto puntuali, precise e ricercate e iniziano dallo studio della giusta postura per finire con la corretta vocalità grazie a uno strenuo ed accurato “labor limae.

Over the rainbow


rainbowSomewhere over the rainbow
Way up high
There’s a land that I heard of
Once in a lullaby

Somewhere over the rainbow
Skies are blue
And the dreams that you dare to dream
Yes they do, really do come true

Someday I’ll wish upon a star
And wake up where
The clouds are far behind me
Where troubles melt like lemon drops
Away above the chimney top
That’s where you’ll find me

Somewhere over the rainbow
Bluebirds fly, hoah
Birds fly over the rainbow
Why, oh why, can’t I

If happy little bluebirds fly
Above the rainbow
Why, oh why, can’t I

N’ arzunedda


bambina

 

Passanu li jorna
e la vita si n’avvola…
Janchi si ficiru li capiddi
e li me manu trimulìanu.
Ma nenti m’haju scurdatu…
Mi talìu d’arretu
e li ricordi a picca a picca firrianu…
Quanti spiranzi
e quanti sogni, quannu
nica nica talìava li stiddi
ca nta lu misi d’austu
cadìanu di lu celu…
E com’era bedda
la pupa ca “li morti”
la matina di lu dui di nuvèmmiru
mi facìanu truvari…
E lu lettu di me matri
quant’era nfatatu.
Spiddi, mavari e lupi…
ntrasatta scumparevanu
quannu lu caluri di li so’ vrazza
mi pruttiggeva sottu a li cuperti…
Chi stranu,
chiù penzu
chiù m’arricordu…
Passanu li jorna
e la vita si nni va,
ma ju restu sempri, comu tannu,
‘n-arzunedda.

 di Angela Ragusa

Traduzione letterale in lingua italiana: Una Bambina…

Passano i giorni e la vita si consuma.
I capelli si sono fatti bianchi e le mie mani tremano.
Ma nulla ho dimenticato…Mi guardo dietro e i ricordi man mano girano…
Quante speranze e quanti sogni,

quando da bambina osservavo le stelle
che nel mese di agosto cadevano dal cielo…
E com’era bella la bambolina che “i morti”,
la mattina del due di novembre mi facevano trovare…
E il letto di mia madre quant’era magico.
Fantasmi, maghi e lupi d’un tratto scomparivano
quando il calore delle sue braccia mi proteggeva sotto alle coperte…
Che strano, più ci ripenso…più ricordo.
Passano i giorni e la vita scorre
ma io resto sempre, come allora,
una bambina.

Evelyn Famà prima per la giuria al Festival Nazionale del Cabaret 2009 a Torino di Daniela Domenici


evelyn famàIeri vi abbiamo parlato del duo comico siciliano al femminile Tina & Pica, cioè Eliana Esposito e Amalia Contarini, che hanno ottenuto il primo posto nel Premio del Pubblico al 18° Festival Nazionale del Cabaret a Torino lo scorso 10 ottobre .

Oggi vogliamo dedicare qualche parola all’altra artista siciliana in gara, Evelyn Famà, che ha vinto il Premio della Giuria composta, come vi abbiamo riferito nel nostro precedente resoconto, da nomi di grande rilievo del mondo del cabaret e dei media sia televisivi che della carta stampata che del web (a questo link le foto e il video della premiazione di Evelyn http://www.evelynfama.com/curriculum.php ).

Evelyn ha vinto proponendo uno dei suoi cavalli di battaglia, che abbiamo già avuto il piacere di applaudire nel suo “one-woman-show” al teatro catanese Tezzano “Morir di fama” nella scorsa stagione teatrale: il gramelot, forma artistica creata e portata al successo da Dario Fo.

E tra pochi giorni, sulla scia di questo riconoscimento appena ottenuto a Torino, Evelyn tornerà a Catania per riproporre il suo spettacolo così particolare in cui dà prova sia di abilità vocale che di agilità fisica non comuni che, insieme, suscitano l’ilarità del pubblico.

Due presenze siciliane e femminili al Festival Nazionale del Cabaret di Torino entrambe vincenti quelle di Tina & Pica e di Evelyn Famà, un segnale molto indicativo della forza dirompente della comicità delle donne (Littizzetto docet!!!)e, in particolare, con la marcia in più della “sicilianità”.