di Daniela Domenici
Il lavoro l’uomo dovrebbe nobilitare
e invece spesso lo fa solo ammazzare
qualcuno diceva che il lavoro liberi ci fa divenire
e purtroppo qualche volta ci fa solo impazzire
dovremmo lavorare per una discreta sopravvivenza
e non dedicare la vita soltanto a questa incombenza
c’è chi ha la gioia di fare un lavoro
che gli piace e gli dà un certo decoro
la fortuna di avere un capo che lo tratta con rispetto
e non lo considera mai il suo personale schiavetto.
purtroppo c’è anche chi un lavoro non trova
e molti giovani perennemente in prova
c’è chi un lavoro un tempo lo aveva
e certo di perderlo non sapeva
per una crisi di cui non han colpe
e risolvere vorrebbe con un golpe…
con la rima ho voluto commentare
un argomento che fa disperare
con l’augurio a tutti sincero
che il domani sia meno nero.
Con affetto ti bacio Daniela.
Quando poi la titolare arriva
e ti guarda sommessa in sordina,
con il volto colorato di verde
dell’invidia sgorga latente.
Che tu sei più bella e colta,
che tu sei più magra e mai stolta,
il fegato si rode
e la cistifellea corrode.
Dello Stolking si potrebbe gridare
ma meglio sarebbe il lavoro lasciare.
La dignità devi per te recuperare.
Cè chi di lavoro fa la casalinga
ma mai sciatta si dipinga…
nessuna frustazione, nessuna noia
se stare in casa diventa una gioia…
Dietro al tempo non si corre
e la vita serena scorre…
per i figli ed il marito
è un piacere assai gradito
trovar la mamma sempre pronta
che con amor tutto affronta…
Se poi è pure una poestessa
vien trattata da contessa…
Qual lavoro indi si svolga
non importa, se dignità non tolga…
Qui finiam la filastrocca
e a continuar sotto a chi tocca:-)))
C’è chi di mestiere poi fà l’insegnante
un lavoro decisamente importante
basti pensare al compito di dover educare
ma spesso i giovani non vogliono ascoltare
e ricordiamo il leggere, scrivere e far di conto
ma i bambini preferiscono un bel racconto
a quel punto un insegnante che deve fare?
Tutte le armi in suo potere deve sfoderare!
Cultura, saperi, didattica e metodologia
ma in più ci vuole anche tanta magia.
Non pensiate che i bambini non comprendono
quello che tu hai dentro, loro lo sentono
Se un buon insegnate tu vuoi essere
non temere tutti quei fili da tessere
alla fine della dura giornata
a casa stanca sarai tornata
ma non puoi smettere di leggere e pensare
a quel bigliettino che un bimbo ti ha voluto donare
sopra c’è scritto “maestra tu sei la mia fata”
e allora si che ti senti appagata
e fiera riprendi la tua scalata.
Ditelo a chi ci ha tagliato i fondi
che quelli dei bimbi son altri mondi.
bellissima
Si bellissima…
grazie